- Bene, penso che ci siamo! - Jack sta scaricando le ultime attrezzature all'interno del Tardis. Per riuscire al meglio a trasportare tutto da Torchwood ha dovuto sfilarsi il cappotto lungo. La t-shirt bianca che porta di sotto, con le bretelle color avana, lasciava in bella mostra le sue braccia forti ed abbastanza allenate.
- Hai preso tutto? - Mentre il Dottore si assicura che tutto è presente, io guardo ogni cosa che il capitano ha appena tasportato. Non so a cosa servano, né come si utilizzino. Qui gli esperti sono loro.
- Proprio tutto. Ciò che dobbiamo fare adesso è collegare il tutto alla console. Non solo ci darà un segnale più ampliato, ma ci darà anche delle coordinate ben precise. - Ci mettiamo tutti il lavoro, loro mi spiegano come funziona e cosa devo collegare a cosa, ed io eseguo da bravo... allievo, se così mi posso definire.
Dopo un paio di minuti, il Dottore è intento a collegare dei fili al suo scanner, invece io e Jack stiamo cercando di riparare uno dei suoi strani attrezzi. Ovviamente, se si tratta di queste cose, non ho la più pallida idea di cosa sia ciò di cui ci stiamo occupando insieme.
- Bene, tu... da dove vieni esattamente? - Gli chiedo, curioso di poter apprendere altro di questo universo che mai avrei creduto potesse essere così ampio e ricco di stranezze.
- Oh, non lo sai? Credevo ci saresti arrivato da solo. - Il suo sorrisetto mi fa sollevare un sopracciglio. Non ci sta provando con me, è semplicemente il suo modo di fare e nonostante prima lo trovassi abbastanza fastidioso, adesso riesco quasi a sopportarlo.
- Non lo so, non sono esperto in materia aliena. - Lui ridacchia senza staccare gli occhi e la sua attenzione dall'attrezzatura, mentre io continuo a tenere sollevato quello che lui poco fa ha chiamato con un nome strano, mentre per me è solo un semplice coperchio di metallo. Sta lavorando a qualcosa al suo interno e quel maledetto coperchio non sta sollevato da solo, a Jack serviva una mano. - Hai quattro reni? Un solo polmone, tre stomaci? O posso considerarti normale? - La sua risata si fa più prolungata e rumorosa. Beh, posso dire che all'inizio ero serio, cosa potevo saperne! Ma poi accenno soltanto un sorriso divertito che non faccio vedere al diretto interessato.
- Sono un umano, signor consulente. Non ho organi raddoppiati, qui non siamo tutti Signori del Tempo. - Il Dottore, sentendosi chiamato in causa, solleva la testa dalla console e ci guarda, scostando gli occhiali dal proprio naso.
- Cosa? - Chiede confuso.
- Niente. - Rispondiamo Jack ed io con tono annoiato, mentre io continuo a tenere fermo quello strano aggeggio. Il Dottore fa spallucce e riprende da dove si era interrotto.
- Un umano immortale? -
- Una lunga storia. - Lo guardo impaziente. Non m'importa se è una lunga storia, voglio proprio sapere cosa c'è di strambo in quest'uomo. Con uno sbuffo dovuto alla mia faccia in grado di mettere sotto pressione chiunque, finalmente ottengo ciò che voglio ed inizia a raccontarmi. - Vengo dal cinquantunesimo secolo, esattamente. Sono umano ma vivevo su Boeshane, una colonia della Terra. Mi è capitato di incontrare il Dottore... era leggermente diverso allora. - Ha marcato sull'aggettivo, lanciando uno sguardo malinconico al diretto interessato. Come può un uomo che non invecchia mai essere diverso? - Eravamo io, Rose Tyler e lui. Per alcune circostanze, Rose ha risucchiato il Vortice del Tempo dentro di sé ed è diventata l'essere più potente mai esistito. Il Lupo Cattivo, la chiamavano. Io ero morto, mi avevano ucciso, ma lei è riuscita a riportarmi in vita, solo che... -
- Era troppo forte e adesso non puoi morire in nessun modo. -
- Esatto. Quando mi sparano le mie ferite si rimarginano. Una volta mi hanno fatto a pezzi e il mio corpo si è
ricongiunto, mi butto dai palazzi e dopo qualche minuto ritorno in vita. Le mie ossa... si rimettono a posto. Però posso invecchiare, molto lentamente rispetto a tutti. - Faccio scorrere il mio sguardo su di lui e capisco che nessuna delle sue morti ha avuto conseguenze sul suo corpo. La sua andatura è normale, sembra in forma, nonostante tutti i traumi che lo avrebbero dovuto uccidere.
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The wrong side
Fanfiction[ Wholock | Johnlock ] [ Seguito di "The side of the Angels", per capire questa storia bisogna leggere la precedente ] "I tuoi occhi. Al solo pensiero che non potrò rivederli mai più sento come una stretta al petto che mi impedisce di respirare. Dop...
