Cerchi nel grano

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Non fa più freddo, sento il calore rassicurante e piacevole di quando sono a casa davanti al caminetto. Quasi quasi riesco ad udire lo scoppiettare del fuoco e il profumo del mio appartamento. È tutto così bello da sembrare vero, come se non stessi affatto sognando. Mi muovo leggermente e mi rendo conto di essere sdraiato su un fianco, sembra quasi di stare sul divano del mio salone, quello in cui passo intere giornate ad annoiarmi. Il calore piacevole proviene dalla coperta che ho addosso. È un sollievo stare al caldo dopo il Polo Nord... anche se me lo sto immaginando.


Mi muovo un po' e la coperta scivola sul pavimento con un tonfo leggero. Sbuffo.


Possibile che neanche nei sogni possa stare tranquillo?


Allungo un braccio e tocco il parquet freddo, fino a sfiorare la lana morbida del tessuto che mi stava cullando fino a poco fa... sento la morbidezza e la ruvidità della coperta come se fosse vera.


Aspetta!


Spalanco gli occhi in un istante e mi guardo intorno. Sono al 221b, sono davvero al mio appartamento. L'ultimo ricordo che ho è un'immensa distesa di neve bianca. Come sono finito qui? Jack ha mandato la nave Cyberman dall'altra parte, il Tardis è partito da solo e...


Merda, dovrei essere tornato a due mesi fa. Dovrebbe essere tutto a posto.


- John? - Mormoro a voce bassa, per paura di non avere alcuna risposta, per paura di essermi soltanto addormentato e di aver sognato tutto... e che quindi la missione di salvataggio è stata soltanto frutto della mia immaginazione.


Cerco di alzarmi dal divano ma un capogiro mi costringe a rimettermi seduto e a portare le mani sulle tempie e a stringere gli occhi per l'improvvisa fitta di dolore. A questo punto non so più se si tratta del teletrasportatore o del fatto che ho dormito troppo.


- Sherlock? - Il mio sguardo si posa immediatamente sulla figura che è appena comparsa dalla cucina e mi sento mancare il cuore nel petto quando mi rendo conto a chi quella figura appartiene. Ci guardiamo negli occhi e il mio respiro si fa pesante, mi accorgo di aver paura che quello che è successo sia stato soltanto un sogno, che io e lui non ci siamo mai baciati, che non abbiamo mai fatto l'amore, che il Dottore non è mai esistito, che gli Angeli piangenti sono solo frutto della mia psiche... ma poi noto quella piccola lacrima fuoriuscire dall'angolo del suo occhio destro e quel mezzo sorriso ad increspargli le labbra e smetto finalmente di tremare.


Mi alzo dal divano, sentendo la debolezza scivolare ed abbandonare del tutto il mio corpo. Ci veniamo incontro a passo svelto e ognuno finisce tra le braccia dell'altro, aggrappandoci come dei disperati alla stoffa dei vestiti, io al colletto del suo magione, lui a quello della mia camicia. L'altra mano si incastra nei capelli e li stringe come fossero un'ancora di salvezza, come se avessimo paura di separarci ancora una volta. Le fronti si toccano e i respiri si mescolano mentre la punta dei nostri nasi si sfiora delicatamente.


- Sei in ritardo, idiota. - Sussurra poi, prendendomi il viso fra le mani e carezzando con delicatezza i miei zigomi appuntiti e pronunciati.


- Stavolta solo due mesi, non due anni. - Mormoro io, ricevendo in cambio la risata di John, spezzata soltanto dalle sue lacrime di gioia. La sua risposta è la cosa che speravo fin dal primo istante in cui l'ho sentito chiamarmi con quella voce incredula dalla porta della cucina. Poggia le sue sottili labbra sulle mie e lascia che giochino con le mie, che le esplorino dopo un tempo che è sembrato infinito, che facciano passare la sua lingua a sfiorare con soave dolcezza il mio labbro superiore e subito dopo anche la mia, che fremeva dal desiderio di essere sfiorata da lui. Stringo la lana del suo maglione tra le dita e ancora non mi sembra vero di averlo tra le mie braccia. La foga del bacio non mi fa controllare i movimenti e inciampo malamente sulla poltrona di John, facendomelo ritrovare a cavalcioni sulle mie gambe, mentre ridacchiamo a bassa voce come due ragazzini, le labbra ancora incollate fra di loro.


The wrong sideDove le storie prendono vita. Scoprilo ora