Bitch. (Capitolo 16)

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Le ore passano in fretta, ed io resto seduta su una panca con la musica nelle orecchie a fissare il cielo ormai scuro.

Sono felice del fatto che nessuno mi abbia chiamato, hanno capito che ho bisogno dei miei spazi...

Qualcuno tocca il mio ginocchio e subito noto la figura di Sabrina, che mi guarda sorridente.

"Cosa ci fai qui tutta sola alle 9 di sera?" chiede lei, una volta che mi sono levata le cuffie.

"Oggi ho avuto 2 grandi delusioni, non penso di dovere aggiungere altro."

Lei sospira e le faccio spazio sulla panchina.

"Hai parlato con Ste?"

"Oh certo che ci ho parlato, ed ho scoperto tante belle cose!" dico con una finta voce entusiasta.

"Ovvero?"

"Che non ho mai avuto la fortuna di una chiamata, che non era destino che noi dovessimo vivere insieme. Lui e mio fratello sono sempre stati in combutta, per farmi credere di essere speciale quando invece non lo sono."

"Ma...tu sei speciale...lo siamo un po' tutti."

"Certo Sabrina, certo."

Abbassa il capo infilando le mani nelle tasche. "Io invece sono andata a parlare con Sascha..."

"Sabrina, ho perso le speranze a farti capire come è davvero Sascha. Ho provato a fartelo capire raccontandoti la mia storia ma...nulla."

"Scusami. Non riesco. È più forte di me tornare da lui. Voglio averlo nella mia vita anche se è un inconfutabile disastro."

La guardo per qualche secondo. "Ti ammiro molto per una cosa, sai?"

"Quale?"

"È che...non capisco come tu possa essere mia amica se Sascha è stato innamorato di me tutto questo tempo. Le ragazze della scuola volevano uccidermi."

"Voi vi siete messi insieme quando io non lo amavo più, vi siete lasciati quando io ho iniziato a sentire la sua mancanza. Se lui ama te cosa posso farci? Mica è colpa tua." stringe le spalle.

"L'unica che ragiona..." annuisco. "Comunque, penso che 'l'amore infinito' di Sascha per me era, più che altro, una sfida con se stesso per vincere un trofeo. Perché infondo Sascha è così, deve avere tutto anche quando non può più ottenerlo perché gli è sfuggito dalle mani. Ora che è dietro le sbarre peròsono convinta che stia capendo quanto tempo ha sprecato, anche a fare il coglione."

Lei mi guarda sorridendo. "Sprecato in che senso?"

"Nel senso che poteva avere te, invece di convincersi di amare una ragazza che neanche lo sopportava."

Continua a sorridermi. "Posso offrirti una cioccolata calda? Ne meriti una."

"Anche se avrei preferito un parrucchino di Trump, accetto!"

Entrambe scoppiamo a ridere e, fra una punzecchiata e un'altra, arriviamo al bar più rinomato della città.

È sul color panna, raffinato e caldo con molti posti a sedere al suo interno.

#FaceTime. - Stefano LepriLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora