{4}

166 15 4
                                        

"Hey Aleya, svegliati cara, siamo arrivati" dice la signora Collins al mio fianco, mentre mi da dei leggeri colpetti sulla spalla.
Sono sdraiata sul sedile in una strana posizione.
"Mh" mugugno ancora insonnolita aprendo gli occhi.
La luce colpisce le mie iridi facendomi chiudere di nuovo le palpebre, le strofino con le dita e mi rimetto seduta decentemente.
"Siamo arrivati a Chicago" ripete dolcemente Grace.
Mi guardo intorno un po' spaesata, mi accorgo che tutti stanno scendendo dall'aereo, mi chiedo se Amanda mi stia aspettando o se se ne è fregata di me come fa sempre.
"Grazie signora Collins" la ringrazio per avermi svegliata.
"E di cosa, adesso però muoviamoci altrimenti sia tu che io perderemo i primi taxi disponibili per Chicago, dopo tutti i voli che ho fatto ho imparato che è sempre meglio sbrigarsi altrimenti ti toccherà aspettare un bel po' prima che ne passino altri" spiega con tono vispo.
"Grace mi ha raccontato molte cose di lei, ma non mi ha detto perché va così frequentemente a San Diego" chiedo sentendomi anche un po' in imbarazzo per la mia insaziabile curiosità.
"Aleya puoi darmi del tu, mi fai sentire più vecchia di quello che già sono dandomi del lei" sorride. In realtà sembra tutt'altro, è sveglia e attiva. La vedo accigliarsi improvvisamente.
"Vado così spesso a San Diego perché lì c'è mia figlia, Shelley, si è trasferita per lavoro qualche anno fa, adesso sta combattendo contro il cancro, lei è la mia unica ragione di vita, quando sono rimasta vedova, nonostante avesse perso il padre mi ha aiutato ad andare avanti" spiega, "Non voglio perdere anche lei" sta per piangere, mi schiaffeggio mentalmente per non essermi fatta gli affari miei.
Perché non sto mai zitta?
Istintivamente la abbraccio, senza dire niente, non conosco ancora la signora Collins ma mi è già cara.
La capisco, anche io mi sento così, sento qualcosa che non è completo dentro di me, due pezzi mancanti di un puzzle che sono andati perduti, per sempre.
"E non sentirti in colpa per avermi fatto questa domanda, dirlo mi aiuta a rendermi conto che purtroppo è tutto vero, ma bisogna essere realisti nella vita" dice abbassando gli occhi, leggendomi di nuovo la mente, mi stupisce.
"Lei sa... Scusa, sai leggere nel pensiero per caso?" chiedo retorica cercando di farla sorridere.
Mi alzo dal sedile dell'aereo.
"Può darsi" risponde sorridendo, seguendo i miei movimenti con lo sguardo, dopodiché si alza anche lei e usciamo insieme dall'aereo.
È una strana sensazione vedere il sole dopo 6 ore di sonno, i miei occhi sono pesti e appannati, ho dormito per tutto il viaggio, assurdo.
Qui fuori il tempo non è dei migliori, il sole danza tra una coltre di nubi e fa anche molto freddo, dovrò abituarmici.
"Aleya non dimenticare ciò che ti ho detto, vienimi a trovare, tu saprai quando"dice abbracciandomi di nuovo, a volte mi inquieta, non so a cosa si riferisce, ma la curiosità mi sta mangiando.
"A presto" mi saluta andando per la sua strada.
"Arrivederci Grace" ricambio il saluto, guardandola andare verso un taxi.
È una signora avvistato snella, indossa un paio di pantaloni larghi neri e una maglietta rossa, e i suoi capelli biondi tendenti al grigio sono raccolti in uno chignon, è "graziosa".

Sono ferma sulla pista di atterraggio, mi guardo intorno, sono circondata da volti ma non vedo quello di Amanda, magari si è persa, e si, ho detto magari, sorrido al pensiero.

"Hey io stavo aspettando te" strilla scendendo goffamente la rampa di scale che conduce fuori dall'aereo.
Che onore.
"Uh sei stata così gentile da pensare a me per una volta?" chiedo con una vocina stridula prendendola in giro alzando gli occhi al cielo.
"Esatto, ma quanto sei simpatica" dice guardandomi più che male, ma la cosa mi rimbalza, sinceramente non mi interessa, è così che ti fa diventare Amanda, menefreghista e scorbutica, la ripago con la sua stessa medicina anzi, il suo stesso veleno.
Amanda riesce sempre a mettermi di cattivo umore, come se non lo fossi già abbastanza.

Ritiriamo i bagagli e prendiamo un taxi. Dal finestrino osservo Chicago, siamo nella zona lacustre, una vista mozzafiato, è wow, è bellissima, sono senza parole. Il panorama sfreccia veloce davanti ai miei occhi, la città cammina a pari passo con il lago Michigan, diventano un tutt'uno con il tramonto, è una meraviglia per gli occhi, questo è il mio ideale di pace dei sensi.

The Recall (Il Richiamo)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora