Suonarono alla porta, Sharon andò ad aprire seguita da Tony.
Si ritrovarono davanti un ragazzo alto, con gli occhi azzurri e i capelli castani corti, indossava una giacca di jeans e sotto una felpa nera, le gambe foderate dai jeans chiari. Teneva in braccio una bambina di due anni con i capelli lunghi sino alle spalle marroni e gli occhi azzurri, come quelli del ragazzo. Le gambette erano foderate da dei pantaloni rossi, le scarpette nere con o fiorellini rosa ai lati, un cappellino rosso a coprirle la testolina, il giubbotto nero e dei guanti bianchi le coprivano le dita.
Sharon li fece entrare e si chiuse la porta dietro di sé. La piccola allungò le mani verso la ragazza, che la prese in braccio senza esitazioni.
- Hey, amore! - la salutò stringendola a sé, poi si avvicinò al ragazzo e gli diede un bacio sulla guancia, stessa cosa fece lui. - Come stai Johnny? -
- Io sto bene, te? - annuì soltanto, non voleva preoccuparlo raccontandogli i sogni strani di queste notti.
Johnny e Sharon si erano conosciuti al liceo, lui era il ragazzo più amato della scuola, ma aveva dei problemi con matematica e fisica, così conobbe Sharon. Lei gli dava ripetizioni per far si che si riuscisse a diplomare, legarono molto in quel periodo. Johnny capì che la ragazza non era come le altre, non voleva stare con lui per la fama, non gli interessava affatto. Iniziarono a uscire dopo il diploma, mettendosi poi ufficialmente insieme. Lui si trasferì inizialmente al Baxter Building insieme a sua sorella Susan, il suo fidanzato Reed e il migliore amico di quest'ultimo, Ben. Quando trovò l'appartamento a Brooklyn e il lavoro in biblioteca decisero di andare a convivere da lei. La loro storia durò sei anni, solo che più andavano avanti più si ritrovavano a litigare, poi ci fu la goccia che fece traballare il vaso: Sharon rimase incinta. Johnny non si sentiva pronto a crescere un figlio, perciò la lasciò e tornò a vivere al Baxter Building. Lei ne uscì distrutta, non sapeva come comportarsi: avrebbe dovuto crescere un figlio da sola. Tony le rimase accanto per tutto il tempo, la consolò, la accompagnò dal ginecologo per i controlli, le rimase accanto durante il parto e rimase accanto alla piccola Jessica più che poté. Tutto sembrò tornare al meglio, Sharon era di nuovo felice, aveva una figlia fantastica e un migliore amico eccezionale, poi si trovò davanti alla porta di casa Johnny. Lei gli chiuse la porta in faccia, e lui rimase davanti a casa sua per cinque ore. Lui e Tony fecero pure a pugni, perché quest'ultimo non voleva che vedesse Sharon e Jessica, ma non appena gli disse che si era comportato da idiota e che voleva essere presente nella vita di Jessica, ella tentennò. Inizialmente era esitante, poi col passare del tempo si rese conto di essere felice del fatto che Jessica avesse un padre.
Grazie alla loro figlia tornarono ad essere amici, ed erano felici di questa decisione, perché sapevano di poter contare l'uno sull'altro.
- Storm. - lo salutò freddamente Tony, aveva le braccia incrociate e lo sguardo dritto sul ragazzo.
- Stark. - stessa cosa fece Johnny.
Sharon diede la piccola a Anthony e gli intimò di andare in salotto a guardare i cartoni.
Tra Tony e Johnny le cose non andavano bene: quando il ragazzo se ne andò lasciandola sola, durante la gravidanza, Tony non se lo perdonò. Secondo lui si era comportato da vigliacco, abbandonandola in un momento tanto importante: lui le era stato accanto durante i nove mesi, lui l'aveva tranquillizzata e sostenuta durante il parto, lui l'aveva aiutata a crescere Jessica il primo anno. Johnny Storm non c'era stato, Tony Stark si. Ed era per questo che a Tony non andava a genio il fatto che lo avesse perdonato.
Stark annuì e si diresse in salotto con Jessica, fulminando prima Johnny con lo sguardo.
- Che ci fa lui qui? - gli chiese Johnny con tono infastidito. Ella sbuffò, convinta che non li avrebbe mai capiti gli uomini.
- È il mio migliore amico. Johnny, per favore, smettila. - lei si diresse in camera per cambiarsi e lui la seguì. Sharon non disse nulla, non c'era niente di malizioso nei suoi gesti, stavano semplicemente parlando. - Non potete fare queste scenate ogni volta che vi incontrate. -
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Dream || Loki Laufeyson ||
Fanficᛞᚱᛖᚨᛗ᛫ ᛚᛟᚲᛁ᛫ᛚᚨᚢᚠᛖᚢ︍ᛊᛟᚾ "Un tempo la razza dell'uomo assunse una semplice verità: che non era sola in questo Universo; l'uomo credeva che alcuni mondi fossero la casa degli Dei, e che altri fossero da temere. Da un regno di gelo e oscurità vennero i...
