Dolore, molto dolore.
E questo ciò che ha provato per diverse ore Tony Stark.
Ricorda un'esplosione, tanto sangue sul suo addome, e tanto dolore.
Non sa per quanto tempo rimase incosciente, ma, al suo risveglio venne pervaso da panico, terrore. Dove sono?, si domandò, che cosa vogliono da me? Mi uccideranno?
Aveva un tubicino collegato al naso e se lo sfilò velocemente, volendosene andare il più in fretta possibile da quel posto. Tossì rumorosamente, guardando velocemente la stanza quando il suo sguardo si posò su una figura di spalle. Era alto, molto magro, aveva pochissimi capelli in testa, e quelli che erano rimasti erano grigi.
Tony provò a voltarsi, ma finì per andare sopra a un tavolino.
- Non lo farei se fossi in lei. - affermò l'uomo di spalle, osservando il giovane Stark da uno specchio.
Tony si voltò e, alle sue spalle, c'era una batteria delle auto con due cavi che finivano collegati al suo petto, dove al momento vi era una fasciatura. Anthony andò ancora di più nel panico, che cosa mi hanno fatto?, si domandò.
Tastò con le mani, e sentì qualcosa di duro e di metallo. Velocemente iniziò a strappare le bende con ansia, e per poco non urlò dal terrore. Incastonato nel suo petto vi era una sorta di cilindro metallico. Poteva sentirlo dentro di sé, a contatto con la sua carne. Gli mancò il respiro, gli occhi spalancati da terrore puro. Guardò verso l'alto, le mani strette nel bordi del lettino, il respiro affannoso.
Tutto questo è un sogno, solo un sogno, si ripeté mentalmente, con la speranza di calmarsi. Sono nel mio albergo, e sto dormendo al sicuro, continuò con questa sorta di mantra, ma nulla, non funzionò.
~•~•~
- Si può sapere che diamine mi ha fatto? - domandò Stark arrabbiato, cercando di mascherare il timore che provava nel sapere la risposta.
Era riuscito a mettersi seduto, sentendosi leggermente meno vulnerabile, ma rimanendo sempre con le orecchie dritte e i muscoli tesi, pronto a scattare come una molla.
- Cosa le ho fatto? - rise fra se e se, come se gli avesse posto una domanda ridicola, e Tony respirò a fondo, provando a reprimere tutto il nervosismo. - Quello che serviva per salvarle la vita. Ho rimosso tutte le schegge che ho potuto, ma ne sono rimaste molte e puntano verso il suo setto atriale. Tenga, vuole vedere? -
Tony, che fino a quel momento si stava guardando il cilindro sul suo petto attraverso uno specchietto, alzò il viso. L'uomo teneva in mano una boccetta che, scuotendola, emetteva un tintinnio. - Ho un souvenir. Dia un occhiata. - il moro la prese al volo, osservò per una manciata di secondi l'uomo per poi passare al piccolo contenitore di vetro. - Ne ho visti molti con ferite simili nel mio paese, noi li chiamiamo morti ambulanti, perché ci vuole una settimana prima che i bambini raggiungano gli organi vitali... -
- Questo cos'è? - lo interruppe bruscamente, riferendosi al pezzo di metallo conficcato nel suo addome. Pretendeva una risposta, e la voleva in quel preciso momento.
~•~•~
- Ancora niente? -
Sharon era seduta sul suo divano, la piccola Jessica in braccio che dormiva beatamente. Magari potessi rilassarmi così, pensò la giovane donna.
- No, ancora niente. -
Era passato un mese e mezzo dalla scomparsa di Stark, e aveva le stesse identiche informazioni che le avevano riferito la fatidica sera.
- Non siamo autorizzati. Le informazioni riguardanti in Signor Stark sono private. - citò Virginia, come da manuale. Thompson alzò gli occhi al cielo, sbuffando rumorosamente.
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Dream || Loki Laufeyson ||
Fiksi Penggemarᛞᚱᛖᚨᛗ᛫ ᛚᛟᚲᛁ᛫ᛚᚨᚢᚠᛖᚢ︍ᛊᛟᚾ "Un tempo la razza dell'uomo assunse una semplice verità: che non era sola in questo Universo; l'uomo credeva che alcuni mondi fossero la casa degli Dei, e che altri fossero da temere. Da un regno di gelo e oscurità vennero i...
