Stefano
"Papii, papi svegliati è gionno"
"Santi eccomi arrivo." Mi alzo e guardo la cosa più bella della mia vita, che mi attende per essere preso in braccio ed essere portato a fare colazione. Si sveglia sempre prima lui, ha solo 2 anni e mezzo ed è più sveglio, preciso e ordinato di me, che invece sto sempre con la testa tra le nuvole.
Scendiamo in cucina e gli preparo la tazza con i cereali e lo stesso faccio per me.
"Catonii, papi metti i catonii"sorrido perché non gli è ancora facile pronunciare le parole e metto uno dei suoi cartoni preferiti. La mattina è il momento migliore della giornata: chiacchieriamo come fratelli e sono proprio i suoi discorsi a farmi riflettere di più.
"Papi...ma la mamma dov'è, perché non sta più con noi e perché hai due case?"
Colpo secco amore mio, mi hai colpito proprio dove non dovevi. È passato a stento un mese da quando mi sono lasciato con Belen e lui, poverino sta vivendo un po diviso tra me e la mamma. La colpa non è stata di nessuno dei due, ma non siamo fatti l'uno per l'altra, siamo troppo, eccessivamente, diversi. E così ho chiuso un altro capitolo della mia vita, in cui ho guadagnato un enorme ricchezza: Santiago. Ora mi divido tra qui e Roma, dove lavoro, vado e vengo da lì, in modo tale che io possa vederlo almeno una volta a settimana.
Ma devo rispondergli da padre alla domanda che mi ha fatto, così gli dico:" amore lo sai, io e la mamma ci vogliamo tanto bene, ma non ci amiamo più."
Pensavo di scamparmela nel migliore dei modi ma evidentemente non ho soddisfatto del tutto la sua richiesta:"qual'è la diffeenza?"
"Piccolo, lo capirai quando sarai più grande. Pensa però che sei fortunato e speciale, non tutti possono vedere sempre la mamma e il papà sai? Io ogni tanto devo tornare a Roma per lavorare però ti prometto che presto ci porto anche te, vuoi?"
Annuisce e mi porta contento davanti alle tv per giocare alla play. Gliel'ha regalata Marcello che per lui è come uno zio ed ogni domenica il nostro rituale è giocare ai videogiochi proprio come due fratelli che si vogliono bene, anche se alla fine vince sempre lui.
Passo la giornata così, quasi dimenticandomi di chiamare Marcello per dirgli una cosa importante, che mi ha tormentato per tutta la notte: Emma. Non la vedevo da tanto, quasi 3 anni e rivederla è stato forte. Non me la ricordavo così, le sono cresciuti i capelli, è dimagrita molto e stava stranamente meglio nonostante mi è sembrato avesse un velo di tristezza sul volto. Approfitto del fatto che Santi si sia addormentato e chiamo Marcello.
"Ue Ste"
"Marci ti devo parlare."
"Che hai? È successo qualcosa a Santi? Ti sento preoccupato."
"No, non so come dirtelo, ieri stavo prendendo il treno, no? E indovina con chi mi sono scontrato?"
"Spara."
"Emma."
Sento un respiro profondo dall'altra parte che non promette niente di buono.
"Emma?? Quella Emma? La tua Emma?? Emma!!!" Quando fa così sembra uno scemo.
"Si, Emma. Ma non è lei il problema. L'ho rivista dopo tanto ed è cambiata, molto,avevi ragione." Dico così perché vivendo a Roma, Marcello la vede spesso e me lo dice sempre che è cambiata.
"Beh, qual è il problema?"
"Emma era diversa, c'era una luce nei suoi occhi, ma al contempo un velo di tristezza sul volto."
"Fratè tu stai fuori. Che vi siete detti?"
"Nulla, l'ho salutata e basta."
"E hai visto tutto questo? Bravo!"
"No Marci a parte gli scherzi. Mi devi aiutare."
"Ste no, non mi mettere in mezzo. Con ste cose non sono bravo, faccio casini e basta."
"Ti prego, fallo per Stefanuccio tuo, voglio solo capire che ha, è strana"sono sicuro che prima o poi cede ed eccolo qua:"va bene ok, faccio ciò che posso ma non ti prometto nulla. Ma perché tutta sta fissa per Emma all'improvviso? Ti eri scordato di lei e adesso ritorni, non è coerente Ste?"
"È ritornata quella sensazione Marci. Non ci posso fare niente. Dal viaggio in treno fino ad adesso non ho fatto altro che pensare a lei. Non è normale. Ho paura che mi stia riiniziando a innamorare di lei."
"Stefano pensaci e placa gli ormoni prima di farla soffrire di nuovo, ora devo andare, ci vediamo tra due giorni." E attacca.
Marcello si trova in bilico: non vuole che io faccia soffrire Emma che è comunque sua amica e ha ragione. Il suo tono alla fine della chiamata era abbastanza freddo e distaccato, ma questa volta sono cambiato e starò più attento, non voglio farla soffrire.
