Emma
"Mamma puoi sparecchiare tu? Metto a letto Serena."
"Certo tesoro mio, vai pure."
I miei sono arrivati ieri, assieme a mio fratello Checco e mi stanno danno un grande aiuto. Non finirò mai di ringraziarli, e non voglio che domani vadano via. Sono arrivati proprio al momento giusto, mi sento protetta da loro soprattutto dopo quello che è accaduto ieri con Stefano. Ovviamente non gli ho detto niente di lui: l'hanno perdonato prima di me, ma mio padre porta ancora un po di rancore con sé nei suoi confronti. Sono la sua bambina ed è sempre stato molto protettivo con me.
L'unico a sapere tutto, è mio fratello, che aggiorno sempre, in particolare in quest'ultima settimana, molto movimentata. Francesco è più maturo di me e anche più forte. È più piccolo di età ma io lo tratto da fratello maggiore. È speciale, un ottimo fratello e un ottimo zio. Mi è sempre stato vicino, mi ha sempre ascoltato, è stato il primo a sapere che ero incinta. Avevo tanto bisogno di lui, tanto che stanotte abbiamo dormito assieme e l'ho abbracciato come fosse un orsacchiotto. È quello con la testa sulla spalle, il coraggioso, quello che ti consola e non ha paura di nulla, a differenza mia che ho bisogno di dormire con la luce accesa.
Ora mi sta accompagnando sopra a mettere il pigiama a Serena, che non riesce neanche a stare ferma un attimo a furia di correre, dietro di lui.
"Dai Serena basta, su a letto!"non riesco nemmeno ad essere seria mi fanno morire dal ridere.
"Uffi...mamma...ho un'idea! Domani usciamo co zio Checco?"
"Ok amore, va bene, dai sotto le coperte" finalmente si infila e io mi metto vicino a lei abbracciandola forte forte, ma a quanto pare non riesce a dormire, che novità!
"Mamma"
"Si cucciola?"
"Mi canti adesso?"
Adoro le sue richieste e adoro questa canzone. È una di quelle che ho scritto io e mi fa pensare a tante cose: a Serena, a me stessa e anche a lui. Inizio a cantare sussurrando:
"Ricordati sempre che io ti voglio bene
Un bene che va oltre la pelle
Oltre il tuo nome
Oltre quello che ci siamo dati e poi ci siamo tolti
Ti voglio bene perché non l'ho scelto
Ti voglio bene perché odio il mondo in cui mi leggi dentro
Come nessuno mai
Io non lascerò mai che il tempo asciughi il ricordo di
Quei baci che ho preso anche se di nascosto
Siamo pezzi imperfetti ma leghiamo lo stesso
Siamo la musica che suona quando fuori c'e il silenzio
Dentro è tutto acceso e fuori è buio..."
E Serena si addormenta in un attimo. Sto un altro po con lei e decido di andare da mio fratello, con cui ho assolutamente bisogno di parlare.
"Posso?"
"Emma, vieni dai."
"Fratellone ho bisogno tanto di parlare."
Gli racconto di tutto: di quando sono arrivata a Roma e l'ho visto, quando mi sono sentita male nella sua macchina, quando è venuto qui ed era a poco così dal vedere sua figlia, quando l'ho rivisto stamattina.
"Emma, io penso che ormai non c'è più scelta, sai. Entrambi meritano di conoscersi...lo sai sono stato il primo ad appoggiarti, ma sono troppo vicini e sarebbe spregevole che lui scopra tutta la verità. Glielo devi dire tu, ormai si è separato. Ne ha il diritto e lo sai anche tu. Aspetta che si calmino le acque, ma non scappare, non serve a nulla e lo sai meglio di me. Non sono dalla parte di Stefano, ma mi provo a mettere nei suoi panni. Se scoprissi di avere un figlio, non so cosa farei e Serena finalmente finirà di fare domande sul suo papà. So anche quanto è stato ed è difficile per te, ma nessuno, nessuno te la porterà via, soprattutto Stefano. Io lo so che sei forte e ce la puoi fare e so che questa è davvero l'unica soluzione."
Sono completamente in lacrime. Piango a dirotto e non riesco a pronunciare parola, l'unica cosa che posso fare è tuffarmi tra le sue braccia. Dopo poco credo di essermi addormentata tra singhiozzi, fini a quando crollo in un sonno profondo accarezzata e coccolata al massimo da mio fratello Francesco.
Stamattina sono totalmente frastornata, mi sento stordita più del solito. Prendo un caffè e pian piano scendono tutti a colazione. È durato solo due giorni tutto questo, eppure mi mancherà, come al solito.
"Dove andrete stamattina?"mio padre mi riporta alla realtà.
"Io e Checco abbiamo deciso di accompagnare prima Serena a scuola e poi di farci un giro per la città"faccio l'occhiolino a mio fratello o almeno provo a farlo, in 32 anni non ci sono mai riuscita. È proprio mentre dico queste cose che mi ricordo che prima di tutto devo passare assolutamente da Franci la quale mi ha chiesto di raggiungerla con urgenza. Sono abbastanza preoccupata e al momento non so che aspettarmi, così mi vesto e la raggiungo.
"Emma menomale che sei arrivata!"lo dice con quell'accento romagnolo che la distingue in tutto e per tutto.
"Fra dimmi, mi hai fatto preoccupare, dici."
"Emma secondo me dovresti sederti perché ti arrabbierai sicuro. Ma ti giuro non è colpa mia. In questi giorni mi sono sentita presa dai sensi di colpa."
"Dai racconta così mi fai stare sulle spine."
"Emma quando ti ho accompagnato a togliere i punti, beh ecco, Stefano ci ha seguite e mentre tu eri dentro, mi ha chiesto se avessi di nuovo il tumore.
Emma era terrorizzato e gli ho dovuto dire dell'intervento. Mi dispiace davvero tanto e scusami se non ti ho detto varie cose, ma ti giuro mi ha fatto una pena assurda."
Ora capisco tutto: capisco tutte le sue parole, capisco perché è stato così cauto in macchina. Era strano e io stupida che pensavo si volesse riavvicinare...
"Va bene ok." Sono fredda, avvolta nei miei pensieri ma non sono arrabbiata.
"Scusami mi disp..."
"No Franci non lo dire manco per scherzo. Non è colpa tua, ma non riesco a capirlo. Sembra sia sdoppiato, prima mi cerca, poi non mi vuole, poi è felice di vedermi col figlio, poi scompare. Meglio che lo lascio perdere ho capito."
Mi alzo di scatto pronta ad andarmene, ma Fra mi ferma ancora.
"Ieri sera è venuto qui."
"Chi?"
"Stefano, Emma, chi sennò?"
"E che voleva?"
"Non hai idea di quello con cui se ne è uscito...mi ha chiesto, anche con una certa sicurezza, se fossi fidanzata. Ha detto che ne è quasi certo, ne voleva la conferma."
Ecco qua, la doppia personalità maschile.
"E tu?"
"E io niente Emma gli ho detto che non lo potevo dire."
"Menomale..."mi scappa un lieve sorriso.
Sarò una stronza con gli uomini, ma voglio che continui a credere a questa scemenza del fidanzato. Magari si allontana da me ed evita di cercarmi, anche se non riesco a comprendere tante cose, come il suo essere così premuroso e preoccupato che io avessi di nuovo il tumore. Per certi aspetti mi sembra stupido concentrarmi così tanto su di lui, ho una figlia cui pensare, ma anche lui è stato un pezzo importante della mia vita, e lo è anche nella vita di Serena, seppur nessuno dei due lo sappia.
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Se mi presti l'aria...
Fiksyen Peminat"Non è necessario stare qui con me, ma ora resta."
