Due ragazze con il tacco 12

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Evelin mi mostrò il capo, con un sorriso smagliante in volto. Era semplicemente fantastico nella sua semplicità: un tubino blu elettrico senza una manica lungo fino a mezza coscia che restava poco aderente al corpo, anzi aveva i bordi squadrati e non presentava alcuna irregolarità se non la manica mancante.

- Sei sicura?- dissi. Non avevo dubbi che il vestito fosse perfetto, ma indosso a me? Avrebbe perso parte della sua bellezza?

-Ti starà benissimo, vedrai-

- Ma...non vedi? Questa parte è troppo larga e inoltre...-

- Taci e provalo! -

Mi fece l'occhiolino da complice. Non avevo altra scelta: mi infilai nel camerino e indossai l'abito, ma, dal momento che lì dentro mancava uno specchio, sarei dovuta uscire dal mio rifugio. Il vestito non mi fasciava per niente, anzi lo trovavo elegante e per nulla volgare. Ma il verdetto spettava a Evelin, che mi aspettava di fuori. Spostai in tutta fretta la tendina, ma non appena misi un passo fuori, Evelin mi si parò davanti bloccandomi.

- Tu non vai da nessuna parte!- Le scoccai un'occhiata interrogativa e lei subito riprese. -...senza aver prima indossato queste-

Mi mise in mano un paio di tacchi a spillo dorati, che lasciavano scoperte le dita, da un lato avevano un fiocco dello stesso colore e i glitter he ricoprivano le scarpe, conferivano loro un effetto straordinario.

- Le voglio!- esclamai con le pupille dilatate.

 Evelin rise. - E' rimasto l'ultimo numero, il tuo: erano buttate in un angolo: stavano aspettando solo te-

Provai anche i tacchi, che mi calzavano alla perfezione. Infine mi avviai verso l'unico specchio del negozio. Non appena vidi la mia immagine riprodotta sul vetro, mi bloccai di colpo, come paralizzata.

-Wow- fu l'unica cosa che riuscii a dire.

Evelin, in pochi minuti, mi aveva trasformata in una principessa, ripescando dei capi da tempo dimenticati e non indossati da nessuno.

- Sei la perfezione, ragazza-

-E tu sei un genio-

Ci abbracciammo, ridendo di gioia e facendo commenti sulla serata...si, avete capito, parlammo solo di lui. Solo allora notai che Evelin aveva un vestitino color cipria, modello scamiciato con i bottoni davanti e un gran fiocco dietro alla schiena che le stringeva la vita, ai piedi: decoltè classici neri con la suola rossa... uno schianto.

Chiedemmo alle commesse di poter tenere i vestiti e le scarpe poichè probabilmente non avremmo fatto in tempo a passare da casa. Lasciammo lì i nostri jeans e le magliette con le quali eravamo arrivate quattro ore prima e che saremmo passate a riprendere l'indomani. Le commesse ci offrirono anche qualche spruzzo di profumo: il mio preferito, Miss Dior e chiamarono una loro amica parrucchiera e truccatrice che, arrivata dopo dieci minuti scarsi, diede il tocco finale alle nostre figure. I miei capelli, lisci per natura, furono trasformati in morbidi boccoli raccolti tutti da un lato della testa in modo da lasciare scoperta la spalla senza manica. Al contrario Evelin si fece piastrare i capelli e ne fece una coda alta, fermata da un fiocco dello stesso colore del vestito. Eravamo due splendori, non mi stancherò mai di ripeterlo. L'intera "vestizione delle eroine" si svolse in un clima quasi familiare, facemmo amicizia con tutte le nostre stiliste e per tutto il tempo non mancarono battutine, risate e persino lacrime di commozione: Elise, una di loro, alla nostra vista scoppiò in un pianto senza fine, ripetendo in continuazione che non aveva mai visto delle comuni ragazze come noi trasformarsi in tanto graziose principesse. Ed era vero: un vestito e dei tacchi a spillo fanno miracoli, basta solo trovare la combinazione giusta, quella che più si addice ad ognuna di noi: quella che nasconde i nostri difetti e che rende visibili le nostre qualità migliori. Attenzione: essere eleganti non vuol dire denudarsi pubblicamente, è veramente elegante solo ed unicmente chi si trova in perfetta armonia con ciò che indossa e ciò che è. Non dimenticatelo mai.

Grazie, EvelinLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora