Per un pacchetto di patatine...

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Driiin Driiin

La campanella dell'intervallo suonò e di corsa mi precipitai fuori dall'aula, seguita da Evelin. Uscimmo velocemente dal "bunker"  per poi arrivare ai distributori di merendine prima che davanti ad essi si radunasse una folla di studenti affamati. Ci mettemmo in fila pazientemente anche se comunque vi era parecchia gente prima di noi. Gran parte dell'intervallo se ne andava in questo modo: aspettare il proprio turno per mettere in bocca dei miseri snack. Alla fine però ne valeva la pena per tre motivi:

1) Potevi mangiare schifezze senza che nessuno ti dicesse niente

2) Il primo piano (quello dei distributori) era quello più affollato

3) (Nonchè conseguenza del secondo) Potevo aumentare le probabilità di vedere "voi sapete chi"

Dunque, tra un pettegolezzo e l'altro arrivò il nostro turno e indovinate chi era arrivato nel frattempo in fila nella macchinetta di fianco?? Si, avete indovinato...erano loro.

Ma io mi chiedo: -Lo fanno apposta?? insomma, io faccio di tutto per non scompormi in pubblico alla loro vista e quei cretini mi piombano davanti mentre faccio la cretina con quelle cretine delle mie migliori amiche?! Ma sono cretini?!!-

in realtà l'unica "cretina" lì ero io.

Io che faccio la disinteressata e l'indifferente e infondo ero al settimo cielo per il fatto che si trovasse lì. Forse ti accorgi di essere innamorata anche per questo: perchè, infondo, dal momento in cui lo vedi, ricomincia una guerra tra la ragione e i sentimenti: tra la mente e il cuore... Si, il mio cuore e la mia mente stavano decisamente facendo a pugni da circa un'anno e mezzo e per il momento questa era in testa.

Ero così emozionata che mi caddero i 20 centesimi dalle mani e rotolarono rapidamente sotto alla macchina prima che il mio piede potesse bloccarli.

-No, dai, che cazzo!- esclamai scocciata!

Evelin scoppiò a ridere, consapevole della causa della mia sbadataggine. Si mise una mano in tasca ed estrasse una moneta, poi la introdusse nel dispositivo e chiese:

-Cosa hai voglia di mangiare?-

-Tutto tranne quegli schifosi biscotti Vitasnella- Evelin era infatti una di quelle ragazze con un fisico pazzesco ma sempre fissate con la dieta, credo che ognuna di voi abbia avuto modo di conoscerne almeno una nel corso della vita.

La mia amica rise rumorosamente e digitò un numero, Immagino che tutta la scenetta non fosse rimasta inosservata dai due tipi, che infatti seguivano divertiti le nostre azioni.

Tutto ad un tratto la merenda prescelta si bloccò nell'ingranaggio della macchina. Infondo potevamo aspettarcelo: le patatine rimanevano spesso incastrate lì...Ad un tratto mi passò per la mente una quantità infinita di pensieri disordinati: incastrare, sogno, biondino, svenire, apparecchio, blu...degli occhi blu.

Ma che mi stava succedendo??? Evelin mi chiese aiuto nel difficile compito di scuotere il distriburore nel tentativo di far scendere il pacchetto di patatine, altrimenti per quel giorno saremmo rimaste a bocca asciutta.

Provammo in tutti i modi e con tutte le nostre forze ci abbattemmo contro la macchina, ma niente! la nostra merenda non ne voleva sapere di cadere.

Ad un certo punto una voce a me ignota mi chiese:

-Posso?-

Alzai lo sguardo in cerca di spiegazioni e rimasi come pietrificata: quegli occhi puri come il cielo ora erano posati sui miei color nocciola per  alcuni secondi rimanemmo in quella posizione. Intanto, inutile dire che il mio cuore era letteralmente partito. Mi presi qualche istante per riordinare i pensieri e tutto quello che riuscii a dire fu:

-Si, g..grazie- Mi spostai e andai a posizionarmi di fianco a Evelin che aveva osservato tutta la scena con la bocca a dir poco spalancata. Entrambe lo guardammo mentre dava il meglio di se per disincastrare quel fottuto pacchetto di patatine, Evelin era alquanto scettica, convinta che la nostra merenda sarebbe rimasta in quel posto. Al contrario io speravo con tutto il cuore che riuscisse nella sua impresa. E infatti ci riuscì.

Aprì lo sportello con aria soddisfatta, afferrò l'involucro rosso e me lo porse, sorridendo appena.

-Ti ringrazio- dissi, cercando di sfoderere il mio migliore sorriso. Poi chiusi la bocca di colpo quando mi ricordai che avevo ancora l'apparecchio.

Se mi aspettavo che egli avrebbe attaccato bottone o anche solo che avrebbe detto un semplice -prego-, mi sbagliavo di grosso. Si voltò infatti verso l'amico con un'espressione indecifrabile e se ne andò.

Di colpo mi ricordavo ogni cosa:

Un pacchetto di patatine! Ecco cosa stava mangiucchiando Niall nel mio sogno, una settimana prima!

Grazie, EvelinDove le storie prendono vita. Scoprilo ora