Capitolo 6

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-resti con me?- dico così piano che dubito mi abbia sentito.

-torno subito - dice lasciandomi un bacio tra i capelli.

Mi rannicchio sotto le coperte.

Dopo un paio di minuti sento il materasso abbassarsi e una mano inizia a giocare con alcuni ciuffi dei miei capelli.

Sono troppo stanco per aprire gli occhi o anche solo per dire qualcosa, quindi lo lascio fare e mi accoccolo sul suo petto.

Mi fa sentire bene stare tra le sue braccia.

E mentre la mia mente cercava di convincermi che mi avrebbe ferito e che avrei dovuto lasciar perdere , il mio cuore mi diceva che era già troppo tardi per farlo.

Troppo stanco per scegliere se dare retta alla mia mente e scappare, mi abbandonai nelle braccia di morfeo.

*

Lo guardo dormire e non riesco a distogliere lo sguardo dal suo viso. Sono più che certo che lo perderò una volta che gli avrò detto ciò che è successo quando stava per morire.

-perché lo hai fatto?- chiedo più a me stesso che a lui.

Sono stato un idiota ... Non avrei dovuto lasciarlo solo.

Ho bisogno di prendere un po' d'aria... Mi alzo dal letto e esco nel balcone.

Devo pensare ad un discorso per spiegargli la situazione.

*

Mi sveglio a causa del freddo.

Quando apro gli occhi mi rendo conto che mi ha lasciato solo di nuovo.

Un sospiro di sollievo lascia le mie labbra non appena lo vedo fuori dal balcone.

Si gira verso di me e si avvicina al letto.

-dobbiamo parlare - il suo tono si fa serio, nella mia mente si fanno strada le peggiori ipotesi e la paura di perderlo mi fa capire di essermi affezionato più del dovuto.

*

-dobbiamo parlare -

Vedo il panico e la paura farsi strada nei suoi occhi.

Sdraio sul letto e me lo porto sulle ginocchia.

Lo vedo rilassarsi un po' ma so che ha ancora paura di ciò che sto per dirgli.

-non preoccuparti - dico lasciandogli un bacio sulla guancia -ora io parlerò e tu mi ascolterai fino a quando non avrò finito , va bene?-

Lo vedo annuire e accoccolarsi a me.

-Federico Rossi, questo è il mio nome. Sai cosa sono ma non sai chi sono... Non sai niente di me , eppure non hai paura di me - gli sento sussurra un perché so che se avresti voluto uccidermi lo avresti fatto lo stesso, ma lo ignoro - ho passato la mia vita a chiedermi perché mi sentivo fuori posto. Incontrai un ragazzo molto bello e me ne innamorai. Presto mi resi conto di essere diverso e capii perché mi sentivo fuori posto.

Non è una cosa da tutti i giorni rendersi conto di essere un essere sovrannaturale.

Non è una cosa da tutti i giorni rendersi conto di essere la morte.

Passavano i mesi e mi resi conto che il mio lavoro aveva i suoi pro e i suoi contro.- un singhiozzo lasciò le mie labbra.

Sento le sue braccia circondarmi il corpo.

Mi sento al sicuro tra di esse.

*

Dopo che si riprende un po' continua il suo discorso.

-Purtroppo i contro li ho scoperti a discapito mio e di chi amavo. A causa di ciò che sono, ho visto tutte le persone che conoscevo morire davanti ai miei occhi, così avevo deciso che non mi sarei mai più affezionato a nessuno... Questo fino a quando non ho conosciuto te. Con te non c'è l'ho fatta a fare il mio dovere.

Sono un fottuto egoista che non ha pensato prima di agire. Ti ho costretto ad una vita eterna al mio fianco.

Perdonami se puoi , ma non c'è l'ho fatta a lasciarti morire.- non capisco ciò che ho appena sentito.

-é uno scherzo?- chiedo con il timore e la consapevolezza che tutto ciò che ha detto non è affatto uno scherzo.

Il mio sguardo si perde nel vuoto e la mia mente vaga a gli ultimi ricordi che ho prima di ritrovarmi qua.

-dove siamo?- chiedo con il timore di ciò che mi potrebbe rispondere.

-a casa mia- dice per poi continuare -ti giuro che quello che ho fatto, l'ho fatto perché non avevo altra scelta...- non lo lascio finire .

-c'è sempre un'altra scelta-

-e cosa avrei dovuto fare? Avrei dovuto lasciarti morire?-

-lo avrei preferito - mi giro di spalle per poi -non voglio vivere per sempre -

*

Io non voglio vivere per sempre.

Le sue parole continuano a ripetersi all'infinito nella mia testa.

É da quando sono uscito per lavorare che non riesco a smettere di pensare a quello che mi ha detto poco fa Benji.

Giro per le strade sapendo già che oggi non combinerò niente di buono.

Sono fuori da un bel po'... E prima o poi devo tornare a casa. Non posso evitare i problemi per sempre.

*

Non so dove sono.

Fede è fuori da un po' e io ho bisogno di scaricare la tensione in qualche modo...

Decido di fare un bagno caldo quindi inizio a riempire la vasca.

Mi immergo nell'acqua e lascio che essa mi culli facendomi dimenticare i problemi.

Il mio metodo avrebbe anche funzionato se non fosse per delle labbra sul mio collo e delle braccia ad avvolgermi il corpo.

Potrei respingerlo ma il mio corpo sembra essere fatto per stare tra le sue braccia... Non ho la forza per mandarlo via , quindi, semplicemente mi lascio cullare da lui e solo in questo momento mi rendo conto che per la prima volta mi sento importante per qualcuno.

-come fai a non amarti? - sento sussurrare al mio orecchio.

-sei perfetto... E io sono un fottuto egoista - fermo le sue parole con un bacio e mi accoccolo sul suo petto mentre lui inizia a passare la spugna sul mio corpo.

In questo momento non ho voglia di pensare alla mia vita.

In questo momento non ho voglia di pensare a qualunque cosa che non siano le braccia che mi stringono forte e che mi fanno sentire a casa.

Per pensare ai problemi c'è sempre tempo...

*

Eccomi di nuovo qui con un altro capitolo.

Chiedo scusa per eventuali errori e vi ringrazio per i complimenti che mi avete scritto... Giuro che proverò a migliorarmi .

Baci -V

Credi nella morte? -Fenji #wattys2018Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora