13°capitolo

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Passai una settimana a casa con il cellulare in mano che non smetteva di suonare (messaggi e chiamate da ahmed) senza risposta da parte mia, non avevo niente da dirgli tanto tra qualche giorno sarei andata via a Parigi verso una vita nuova, gente nuova, e tempo..tanto tempo per scordare Ahmed e il mio amore per lui. Stavo soffrendo per la prima volta in vita mia, mi chiedevo come poteva succedermi una cosa del genere, come potevo innamorarmi e di seguito soffrire così tanto in così poco tempo. Passavo le notti a piangere e il giorno in casa a sentire mia mamma ripetermi:
- "Nada hai preparato la valigia? Nada hai ordinato i libri dall'università? Nada hai chiamato per confermare l'appartamento? Nada sistema tutto che fra qualche giorno si parte.." MA come fa una madre a non notare quanto soffre sua figlia, come fa una madre a non pensare ad altro che rendere sua figlia quel che non è stata lei da giovane, come fa una madre a non notare quegli occhi gonfi e quella sofferenza che dominava il volto cupo di sua figlia?!? Mancano solo 3 giorni per la partenza ed io speravo in un miracolo, speravo in qualcosa di magico ma sapevo che era impossibile che accadesse ciò che desideravo.
La sera , prima della mia partenza mentre eravamo in sala riuniti a bere il Thé ecco che suona il citofono, va mio padre ad aprire e ad un tratto sento quella voce che riconobbi in un lampo, era Ahmed alla porta si era presentato chiedendo di essere ospitato.
Mio padre lo fece entrare ed io corsi via lasciando solo mia mamma e Samir insieme a mio padre e Ahmed. Era venuto con l'intenzione di chiedere la mia mano (mio padre e Samir erano contentissimi) ma mia mamma non lo era per niente.
La sentivo fin lassù dalla camera che diceva:
- "No mia figlia non è libera, domani parte per Parigi a frequentare l'università, non ho figlie da darti in matrimonio" (cercavo di tapparmi le orecchie mentre non riuscivo a tapparmi gli occhi dalle lacrime).
Mio papà e Samir cercavano di far tacere la mamma ma niente lei continuava:
- "Mi dispiace ma stai bussando alla porta sbagliata, non m'interessa se l'ami tanto o poco, mia figlia pensa solo ai suoi studi non pensa al matrimonio ne tanto meno all'amore.." (e qui che mio padre intervenne urlando contro mia mamma):
- "Non è una cosa che ti riguarda, questo lo deve decidere Nada non io e nemmeno te, ora vai a chiamare tua figlia e sta a lei decidere quello che vuole fare"
- Mamma: "Io non chiamo nessuno tanto so che mia figlia lotta da anni per diventare una dottoressa e non permetto a nessuno chiunque sia di distruggere il suo sogno.."
- Mio papà di nuovo cercando di essere calmo : "Puoi andare per favore a chiamare tua figlia ..
- Mamma nervosa: "Sii, meglio che ve lo dice in faccia quello che vuole mia figlia tanto è mia figlia e la consoco bene, ora vedrete....

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