Pov. Scorpius
Siamo a fine gennaio, sono passati sei mesi dal giorno del matrimonio, è il 13 di gennaio, siamo in ospedale perché si sono rotte le acque a Rose, sta per partorire con un mese d'anticipo e per di più non mi hanno permesso di entrare con lei.
Sono agitato come non mai, mi sembra solo ieri che ci siamo sposati e che mi ha detto di essere incinta. Appena me l'ha detto non le ho dato il tempo di fare altro e me la sono portata via, senza neanche farle vedere dov'eravamo per la nostra luna di miele, per poter fare l'amore con lei.
**************************** Flash Back ******************************
Ci smaterializzo direttamente nella camera da letto della villa e faccio scontrare subito le mie labbra con quelle di Rose accarezzandole la schiena a mani aperte fino ad arrivare al sedere che stringo tra le mani.
<< Ma se questo vestito è così scollato, questo significa che non porti il reggiseno giusto? >> le chiedo ansimando ad un millimetro dalle sue labbra mentre lei non riesce neanche a parlare per cui scuote la testa per farmi capire che no, non lo porta.
Il tempo di metabolizzare la cosa che riprendo a baciarla piegandomi in modo tale da poterla sollevare e dopo averle tolto le scarpe con il tacco la metto in piedi sul letto staccandomi da lei.
Con un sorriso malandrino mi abbasso infilandomi sotto la sua gonna.
<< Scorpius! Ma che fai?!? >> mi domanda strillando.
<< Quello che avrei dovuto fare alla festa, ti tolgo la giarrettiera >> le rispondo con ovvietà.
Risalgo la sua gamba lasciandole una lunga scia di baci ma quando arrivo all'altezza di quel sottile pezzo di stoffa non mi fermo e proseguo verso l'alto, cerca di stringere le gambe ma con le mai le divarico leggermente le cosce per poi spostare le mutande prendendo in bocca il clitoride.
La sento trattenere il respiro per poi ansimare, quando sento le sue gambe iniziare a tremolare mi sposto nuovamente verso il basso agganciando con i denti la giarrettiera, togliendogliela senza l'uso delle mani come di tradizione.
<< Non si può non seguire la tradizione lo sai. In più ora posso dirti che sei eccitata e pronta >> dico sorridendole.
<< Se era per questo allora potevo dirtelo anch'io, senza bisogno che ti infilassi sotto la mia gonna >> mi risponde rossa in viso mentre l'aiuto a scendere dal letto.
<< Ma così è stato più divertente per entrambi >> le spiego facendola voltare.
La vedo alzare gli occhi al cielo e sorridere divertita mentre scuote la testa. Mi chino sulla sua spalla sinistra dove ho già scostato la spallina del vestito iniziando a lasciarle una scia di baci che si conclude sotto l'orecchio. Con i denti mordicchio piano il lodo del suo orecchio facendo scendere anche l'altra spallina del vestito che le scivola delicatamente sulla pelle finendo per terra.
Lascio scorrere le mie mani a palmo aperto sulle sue braccia per poi poggiarle sulla pancia ancora piatta ma che, effettivamente, inizia ad essere più dura e meno morbida.
<< Tu e lui o lei siete tutto ciò di cui ho bisogno >> sussurro mentre si allontana appena da me per potermi guardare.
<< E noi abbiamo bisogno solo di te >> mentre mi sussurra queste parole che fanno accelerare il mio battito cardiaco, fa saltare tutti i bottoni della camicia per sfilarmela insieme alla giacca.
Torniamo a baciarci e la spingo piano fino al letto ma arrivata al bordo con un movimento fluido fa finire me sdraiato sul letto e lei a cavalcioni su di me. Non posso fare a meno di passare le mani sulle sue gambe mentre passa le unghie delicatamente sul mio petto fino ad arrivare ai pantaloni che slaccia velocemente strattonandomeli via insieme alle mutande e alle scarpe.
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La nuova generazione
Fiksi PenggemarCome ogni primo settembre alla stazione di King's Cross, al binario 9 e ¾, c'è una grande confusione in cui i ragazzi salutano i famigliari per iniziare un nuovo anno scolastico nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. La famiglia Weasley...
