Capitolo Nove

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Ciao a tuttiii!!! Ho fatto prima che ho potuto, grazie mille per il supporto!! 😘😘😘😘😘

"Clà, è da qualche giorno che ci penso.. secondo me tra gli informatori o in Commissariato.. c'è una talpa."

Le parole di Mario rieccheggiarono nell'appartamento, inghiottite da un silenzio che spaventò il romano. Ancora abbracciato al veronese sul divano, si voltò per osservarlo in viso, ma il ragazzo lo strinse forte al suo petto, impedendogli di muoversi in qualunque modo.
"Clà? Amore?" lo chiamò, tentando ancora di girarsi verso di lui, di guardarlo negli occhi per capire cosa gli stesse passando per la testa.
Soltanto in quel momento, sentendo la voce del ragazzo, Claudio sembrò tornare a funzionare, dicendo ciò che l'aveva tormentato da quando aveva scoperto il biglietto con l'avvertimento, poco prima.
"È la prima cosa che ho pensato anch'io Mario.. e sono terrorizzato. Se questa persona fosse davvero a conoscenza della tua identità come pensiamo.. potrebbe decidere di rivelarla in qualsiasi momento! Ogni giorno che passi in questa realtà parallela il pericolo per te aumenta! Oltretutto quel Ruggero di cui mi hai parlato sa anche dove vivi. Nemmeno qui sei più al sicuro!"
Il veronese si interruppe quando udì un rumore di passi pesanti sul pianerottolo, seguito dal suono del campanello dell'appartamento di Mario.
Istintivamente, si alzò per primo dal divano e si parò davanti al romano, frapponendosi tra lui e la porta d'ingresso, mentre con passi leggeri raggiungeva il mobile accanto all'entrata, su cui la sera prima aveva appoggiato la sua pistola.
Il moro, dopo un primo momento di sorpresa per la reazione immediata del compagno, si alzò e fece per raggiungere la porta e controllare chi fosse, quando il braccio muscoloso di Claudio lo bloccò, portandolo dietro di sè e facendogli da scudo.
E per quanto il fatto che il veronese fosse per primo davanti ad un possibile pericolo lo terrorizzasse, Mario non poté fare a meno di sentirsi al sicuro, protetto, sensazioni che soltanto quell'uomo bellissimo era in grado di dargli.
Per la prima volta da quando si conoscevano, non tentò di pararsi davanti al veronese, di spostarlo, di proteggerlo ancora e ancora come anche lo stesso ragazzo si aspettava, ma anzi si fece piccolo dietro il suo corpo. E questo, più di ogni altra cosa, fece capire a Claudio quanto il suo uomo fosse fragile e spaventato in quel momento. Come non era mai stato.
'Mario. Ci penso io a te. Te lo prometto. Fosse l'ultima cosa che faccio, riuscirò a riportarti a casa sano e salvo.' pensò fra sè e sè mentre, forte di quella  consapevolezza, si avvicinò allo spioncino e vide un ragazzo in una divisa bianca e cappellino rosso appoggiato al muro accanto alla porta.
Quando notò che in mano il ragazzo stringeva due cartoni, si ricordò improvvisamente delle pizze che avevano ordinato poco prima, di cui entrambi si erano completamente dimenticati data la successiva scoperta fatta dal veronese e i concitati attimi ad essa conseguenti.
Per il sollievo Claudio si lasciò andare ad una risata delle sue, di quelle che illuminavano ciò che gli stava intorno e chiunque si trovasse abbastanza vicino a lui: nell'udire il veronese ridere in quel modo, prima di abbandonare la pistola sul mobile che già l'aveva ospitata, e spalancare la porta rilassato, anche Mario si tranquillizzò istantaneamente, tirando un respiro di sollievo e sporgendosi oltre la spalla del ragazzo.
Recuperarono il loro pranzo sorridendosi e una volta pagato il fattorino raggiunsero la tavola che avevano precedentemente apparecchiato.
"Mi ero completamente dimenticato delle pizze!" sorrise Claudio, anche se quel sorriso non raggiungeva i suoi occhi, e il romano concordò: a lui era anche passata la fame, perciò si limitò a sedersi accanto al veronese facendogli compagnia, sotto lo sguardo interrogativo del ragazzo.
"Mario tu non mangi?" gli domandò infatti dopo pochi secondi, e il moro negò.
"Clà nun me guardà così, non c'ho voglia!"
Il veronese gettò la fetta di pizza sul piatto, e dopo essersi ripulito le mani afferrò quelle del ragazzo.
"Amore, ti prometto che ne usciremo. Ok? Andrà bene, riuscirò a portarti via da qui. Te lo prometto, d'accordo? Noi ce la faremo! Scopriremo chi è la talpa e la arresteremo! Non potrà farti del male!"
Il romano, rincuorato dalle sue parole, "Hai ragione Amò, andrà tutto bene!! Insieme ce la faremo!
Però lo sai che per essere più veloci ed efficaci tu dovrai tornare il prima possibile in Commissariato."
Il veronese annuì tristemente e "Si.. Mi sembra assurdo lasciarti in questo momento ma so che è là cosa migliore da fare" disse.
"Amore lo so, ma a maggior ragione, al momento mi fido solo di te. Se c'è qualcuno in grado di procedere con un'altra indagine oltre a quelle ufficiali, di nascosto da tutti e raggiungere ottimi risultati, quello sei tu".
"Promettimi che farai attenzione Mario, ti prego. Non so che cosa farei se ti accadesse qualcosa" la voce di Claudio si spezzò dopo quelle parole, e il romano non potè far altro che raggiungerlo e sedersi sulle sue gambe, abbracciandolo stretto.
"Starò sempre in guardia, promesso. Limiterò la mia impulsività, farò tutto ciò che è in mio potere per tornare da te. Per poter iniziare la nostra vita insieme."
Si guardarono negli occhi, e sorrisero emozionati e proiettati con la mente ad un futuro ancora troppo lontano.
Claudio si riscosse per primo e dopo aver dato un tenero bacio sulla testa del romano, che si spostò e afferrò il cartone con ancora all'interno la sua pizza, disse "Però Mario, per indagare come si deve su questa possibile talpa io avrò bisogno di ogni minima informazione. Sai che anche il dettaglio all'apparenza più insignificante può essere importante.
Non devi nascondermi più nulla, intesi?"
Cogliendo lo sguardo di amorevole rimprovero del veronese, il moro non potè che concordare ancora una volta su quanto fosse stato incosciente a tenere nascosto quell'avvertimento.
Dispiaciuto, annuì e "Non sai quanto mi dispiace. Davvero non so cosa mi sia venuto in mente.."
"Dai, è passato.. ora so tutto e ti aiuterò ad uscire da questa situazione..  il prima possibile!"
"Sai una cosa Clà? Quando ho letto quel bigliettino.. a colpo d'occhio mi è sembrato di riconoscere la grafia.. mi è sembrata familiare! Ma più ci penso più non riesco ad associarla ad un volto. E questa cosa mi fa impazzire! È come se avessi la risposta alle mie domande particolarmente vicina, ma non riuscissi ad afferrarla. È così frustrante!"
"Benvenuto nel mondo dei comuni mortali Mario!" lo prese in giro il veronese.
Il romano lo guardò interrogativo e lui continuò "Non tutti hanno un intuito come il tuo.. Tu afferri sempre tutto molto velocemente, ma non è così per tutti! Sai quante volte è successo anche a me di non arrivare alla soluzione di un caso con la tua stessa rapidità? Questo non fa di me un agente meno bravo, ma tu hai un dono!"
"Si come no..Un dono che però nel caso più importante di tutti fa cilecca.." borbottò il ragazzo.
"Amore non essere troppo duro con te stesso, io ho un'immensa fiducia in te.. sei l'ispettore più bravo che  conosca! Sei molto intelligente, e con anche il mio aiuto sono sicuro che smaschereremo questo figlio di puttana e risolveremo il caso!" affermò il veronese con determinazione.
Mario continuò a sgranocchiare la sua pizza pensieroso, e il veronese sapeva che stava ancora pensando a quel bigliettino e alla grafia che tanto lo tormentava. Doveva essere sincero, a lui non diceva nulla, ma sapeva di non prestare la sufficiente attenzione a particolari di quel tipo. Ma Mario si. E lui si fidava totalmente del romano e del suo intuito. Avevano risolto così tanti casi insieme che Claudio sapeva quanto le intuizioni del romano si basassero sempre sulla verità.
Vedendolo così pensieroso decise di agire e tranquillizarlo, quindi prese il suo cellulare e sotto lo sguardo curioso del moro dopo aver afferrato il bigliettino lo fotografò, dicendo "In questo modo avrò sempre sott'occhio questa grafia.. E se nel "mondo reale", che sia in Commissariato o a colloquio con alcuni informatori, la riconoscerò, allora avremo trovato la talpa!"
"Ottima idea Amore!" Lo guardò orgoglioso il romano, che "Tu pensi che Filippo possa essere coinvolto?" gli domandò improvvisamente.
Il veronese sospirò, riflettendo "Non lo so Mario.. sinceramente allo stato attuale delle cose mi fido soltanto di te."
"Ed io di te." lo interruppe sicuro il romano.
Claudio sorrise, e proseguì "Dobbiamo stare molto attenti.. E valutare ogni minimo dettaglio o comportamento insolito. Ci aggiorneremo tutti i giorni. Voglio essere super prudente, c'è in ballo la tua sicurezza." affermò il veronese.
Mario lo guardò sorridendo, ma ad un tratto si rabbuiò.
E Claudio ovviamente se ne accorse.
"Che succede?" gli domandò.
"Niente Clà, pensavo solo che adesso lasciarti andare via sarà ancora più difficile. Come farò a guardarti uscire da quella porta?"
Il veronese annuì conprensivo, ma il romano vide i suoi occhi velarsi di un velo di inquietudine, mentre con tono instabile gli rispose  "Ed io davvero non so come farò a trovare la forza di lasciarti qui. Ma devo Amore, lo capisci vero? Sai perché lo sto facendo! Sai che io non ti sto abbandonando qui da solo, non potrei mai lasciarti solo, io.." Claudio si stava agitando troppo, il suo respiro era affannato, le lacrime spingevano per uscire, le sue mani tremavano.
Mario si spaventò, non avrebbe mai voluto vedere il suo uomo in quello stato, e si affrettò a tranquillizzarlo immediatamente. Gli si avvicinò e gli prese le mani tra le sue, stringendole forte.
"Claudio guardami. Respira con me. Forza" e prese ad inspirare ed espirare, accarezzandolo lentamente. Solo al contatto della sua pelle con quella del veronese, quest'ultimo si calmò visibilmente, e fece ciò che il romano gli ordinava.
"Bravo Amore, così. Ascoltami bene adesso ok?"
Il ragazzo, che aveva preso a respirare normalmente e si era calmato, annuì.
"Io LO SO. So che tu non mi stai abbandonando. Sei il mio uomo e io mi fido di te con tutto me stesso. Ma oltre ad essere il tuo compagno, sono anche un agente di polizia. Anche parecchio bravo, non per vantarmi" e sorrise,  Claudio con lui perche sapeva che l'avesse detto solo con quello scopo, visto quanto odiava lodarsi. "E proprio per questo so quanto questa sia una situazione di emergenza, e so per certo cosa tu debba fare per tenermi al sicuro. Tu devi andare per indagare sulla talpa, per capire chi potrebbe tradirmi. E nonostante questo ti faccia così male da logorarti dentro, lo farai. Per me. È un sacrificio per amore, e io ti amo."
Claudio non riuscì a resistere, l'idea che Mario potesse pensare che lo stesse abbandonando lì da solo gli aveva quasi procurato un attacco di panico, e sentirlo affermare con sicurezza quella parole fu la cura a tutto. Lo afferrò dietro la nuca e se lo tirò addosso, a cavalcioni sulle sue gambe, e unì le loro labbra in un bacio appassionato, chiedendo subito con la lingua l'accesso alla bocca del romano, che socchiuse le labbra e glielo concesse.
Non appena le loro lingue si incontrarono entrambi rilasciarono un sospiro, come se avessero ripreso a respirare soltanto in quel momento. Il veronese inclinò maggiormente la testa e si spinse ancora di più verso Mario.
Presero a divorarsi senza sosta, con il romano a cavalcioni sul corpo di Claudio. Le loro lingue a cercarsi, a rincorrersi, a intrecciarsi, i loro piercing a contatto. Il moro accarezzava i capelli del veronese, mentre Claudio la sua schiena, con dolcezza.
Il romano voleva tranquillizzare il suo uomo, farlo stare bene, perciò prese ad andare su e giù facendo sfregare i loro bacini, mentre si baciavano sempre più intensamente. Il veronese tentò di sollevarsi dalla sedia prendendo in braccio Mario, ma lui negò e alla silenziosa domanda del ragazzo sussurrò "Voglio darti piacere qui. Voglio farti stare bene."
Claudio sentì la sua erezione risvegliarsi al suono della sua voce sexy, e spinto dal romano di nuovo sulla sedia, lo fissò e si morse forte il labbro.
Mario sorrise, e dopo averlo baciato nuovamente sulle labbra scese lungo la mandibola e il collo del veronese,    lasciandogli baci a bocca aperta e leccando e succhiando il suo punto piu sensibile: Claudio gettò la testa indietro per lasciargli più spazio e chiuse gli occhi, già in preda al piacere, mentre Mario accarezzava il suo petto e i suoi addominali, avvicinandosi sempre più al bordo dei suoi jeans. Slacciò la sua cintura e si sollevò leggermente dal corpo del veronese, per potergli togliere i pantaloni e i boxer, lasciandolo nudo dalla vita in giù.
Claudio, completamente eccitato, iniziò a dimenarsi sulla sedia, allungandosi per afferrare il romano, per poterlo toccare. Ma ancora una volta, il moro lo bloccò e gli sussurrò "Questo è tutto per te, amore. Rilassati."
Sbuffò in risposta, e Mario sorrise divertito dalla sua impazienza. "Aspettami qui" gli ordinò, e si diresse velocemente in camera, dove dopo aver frugato nell'armadio, recuperò un foulard, e si affrettò a raggiungere Claudio.
Con un piccolo sorriso, "Ti sono mancato vero?" gli mormorò all'orecchio, mentre legava quella benda improvvisata dietro la testa del veronese facendo attenzione a non stringere troppo.
"Mario? Che- che stai facendo?" domandò Claudio, con tono già estremamente eccitato.
"Voglio che ti goda il miglior pompino della tua vita."  gli disse con voce roca il romano, e a quelle parole il veronese rilasciò un gemito, a cui ne seguirono molti altri quando Mario si inginocchiò e prese a lasciare baci umidi sul suo inguine, leccando attorno alla sua erezione senza però toccarla.
Claudio infilò le mani tra i capelli del compagno, accarezzandoli e tirandoglieli leggermente, mentre il romano lo portava all'esasperazione facendolo eccitare sempre di più. "Mario, muoviti" sbuffò il veronese dopo pochi minuti che a lui erano sembrati un'eternità.
Il romano sorrise e lo accontentò, sfiorando la sua erezione con la guancia, e lasciando piccoli baci su tutta l'asta; leccò la vena sporgente più volte, percorrendo in tutta la lunghezza il piacere del ragazzo che era già in estasi, bocca spalancata e testa all'indietro. Afferrando finalmente l'erezione del veronese, Mario si dedicò anche alla punta, racchiudendola tra le labbra e succhiandola lievemente. Con la lingua prese a tracciare piccoli cerchi su di essa, stimolandola anche con il piercing, il contrasto del metallo freddo con la punta rossa e calda di Claudio che gli fece rilasciare un gemito più lungo degli altri. Incoraggiato dalla reazione del veronese, il romano la leccò sempre più avidamente, e più velocemente, pompando contemporaneamente la lunghezza con la mano.
Claudio capì che non sarebbe durato ancora molto: le mani e la lingua del moro su di sè, abbinate alla miriade di sensazioni amplificate dall'impossibilità di vedere lo stavano infatti conducendo rapidamente al limite. Si irrigidì inarcando la schiena, e Mario capì, quindi si sforzò e inglobò l'erezione del veronese quasi totalmente, incavando le guance il più possibile, e prendendo a succhiare con sempre più intensità.
Claudio non riusciva a pensare, a parlare, gemeva in modo incontrollato, fino a che iniziò a tremare, e si lasciò andare ad un orgasmo travolgente, riversandosi nella bocca del romano, che lo accompagnò continuando a succhiarlo e pompare la sua lunghezza con la mano. Mario si alzò, e dopo averlo baciato gli tolse la benda, sorridendogli dolcemente, mentre il veronese, ancora senza fiato, si riverstì e tentò di toccarlo per dargli piacere, ma il romano negò nuovamente e "vieni sul divano a farmi le coccole, voglio stare abbracciato a te ancora per un po'" disse. E Claudio non potè che acconsentire, felice di poterlo stringere.

*Sconosciuto*
L'uomo sbattè i pugni contro al tavolo, nervosissimo.
Aveva appena chiuso una conversazione di lavoro che lo aveva fatto arrabbiare moltissimo. E in più, ci si metteva anche quel cazzo di Mario Serpa a dargli del filo da torcere. Per ora non aveva fatto danni, ma sapeva che sarebbe stata solo questione di tempo, e poi avrebbe sentito parlare di lui. E i suoi affari ne avrebbero risentito. Ed in quel caso non si sarebbe più limitato a scrivergli un avvertimento come aveva gia fatto. Oh no.
In quel caso gli avrebbe fatto una visita. Che non sarebbe stata di cortesia.
Gli aveva dato modo di tornare alla sua vita, a fare l'ispettore di polizia, con un bigliettino che voleva essere un avvertimento, ma lui l'aveva ignorato. Decise che gli avrebbe scritto un ultimo messaggio, l'ultima possibilità che Mario avrebbe avuto di fuggire da quella che per lui era seconda vita, una vita parallela, ma che era diventata da tempo ormai, la sua realtà.


Mario e Claudio stavano trascorrendo le ultime ore insieme, prima che il veronese tornasse alla vita di sempre, aspettando che il suo uomo lo raggiungesse.
Mentre erano sul divano a coccolarsi, il citofono dell'appartamento suonò, ed entrambi scattarono come molle alzandosi in tempo record. Il romano si precipitò a domandare chi potesse essere, anche se una parte di lui sapeva chi avrebbe potuto trovare al di là della porta, e  quando chiese chi fosse, e sentì rispondere "Ruggero" seppe di aver ragione.
Il sangue gli si gelò nelle vene quando vide Claudio in mezzo alla stanza, che si guardava intorno smarrito.
Dovette aprire il portone all'uomo, prima che si insospettisse, e stava giusto per pensare a dove far nascondere il veronese quando lui parlò e "Non puoi nascondermi Mario, se ti controllassero e mi vedessero uscire dall'appartamento cosa penserebbero?! Reggimi il gioco" lo precedette lui.
Mario lo guardò e annuì, fidandosi ciecamente del compagno, nonostante la paura che gli potesse accadere qualcosa.
Aprì la porta e fece entrare Ruggero ed Andy, che fissarono subito il veronese, l'uno con curiosità, l'altro con sospetto, come se lo stesse studiando.
Poi, nello sguardo di Andy, un lampo, una realizzazione. Come se gli si fosse accesa una lampadina, indicando Claudio, urlò "Io so chi è lui! È un poliziotto, ha fatto arrestare mio cugino un paio d'anni fa, è finito anche sul giornale locale!"
Successe tutto in pochi secondi.
Movimenti concitati.
Grida.
Un rumore forte, assordante.
Uno sparo.
BOOM.



Perdonatemi per aver terminato il capitolo in questo modo. Ma fidatevi di me.
Come ha detto anche Mario, "Andrà tutto bene alla fine, se non andrà bene, allora non è la fine!!" Grazie ancora per il supporto!! Alla prossima!! 😘😘😘😘😘😘

Taking Chances (Clario) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora