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sii quello che sembri

(Lewis Carroll)


Rose e Albus erano seduti insieme in sala Grande, al tavolo dei Grifondoro, a fare colazione. Al aveva riempito il proprio piatto di qualunque cosa gli fosse passata sotto il naso. Era una vera fogna quel ragazzo, quando ci si metteva. Rose, accanto a lui, stava sorseggiando il suo abituale caffè, una delle sette meraviglie babbane, mentre leggeva concentrata l'articolo in prima pagina della Gazzetta del Profeta. A caratteri cubitali spiccava il titolo di quel giorno:

"La primavera del mondo magico."


Leggermente più piccolo, il sottotitolo dichiarava:

"Il ministero è pronto per aprire la strada ai contatti con il mondo babbano. La meta sembra essere la piena rivelazione del mondo della magia."




Leggendo queste parole, le cadde di mano la tazza, che si schiantò sul tavolo spezzandosi a metà. Il caffè rimasto shizzò un po' ovunque, sporcando anche il viso di Albus. Quest'ultimo fece una faccia disgustata, pulendosi con la manica del maglione.

"Che schifo Rose, ma che diamine fai? Mi hai spor..."

"Taci Al. Leggi qui." Lo interruppe lei, allungandogli il giornale con energia e indicando l'articolo. Al lesse concentrato, assumendo le più svariate espressioni a mano a mano che procedeva verso il fondo della pagina. Con sguardo sconcertato alzò il viso verso Rose, leggendo sul volto dell'amica le sue stesse sensazioni.

"Ma questo significa che..." cominciò con un groppo alla gola, ormai dimentico della fame che lo attanagliava.
"Che hanno cominciato. Il ministro ha dato il via libera per l'operazione nel mondo babbano." Concluse per lui la ragazza, sussurrando per non essere sentita. Lei e Al, tra le tante ricerche fatte, erano riusciti a ricomporre un quadro generale della situazione attuale del ministero.
Dalla fine della seconda guerra magica erano passati all'incirca vent'anni, in cui si erano susseguiti graduali cambiamenti nel mondo della magia. Il ministero, erano riusciti a capirlo dopo quasi otto mesi di ricerche, si stava muovendo in una direzione ben precisa.
Uscire allo scoperto. Il problema era l'obbiettivo finale di questa rivelazione.
"Non va bene Rose. Non va per niente bene." Balbettò il giovane Potter, cominciando ad alzarsi dalla sedia. Rose lo imitò, capendo al volo ciò che avrebbero dovuto fare. Avevano bisogno di chiarimenti, e nessuno meglio dei loro genitori avrebbe potuto aiutarli.
"Andiamo nella mia Sala Comune, a quest'ora dovrebbe essere deserta." Continuò il ragazzo, trascinandosi dietro Rose e il giornale, con i nervi a fior di pelle. La ragazza lo assecondò, correndogli dietro in direzione dei sotterranei.
Era presto, ma le lezioni sarebbero cominciate nel giro di un'ora. Gli studenti erano quasi tutti in Sala Grande a fare colazione, perciò, come Albus aveva previsto, la Sala Comune di Serpeverde era deserta.
"Presto, usiamo il camino." Disse Albus inginocchiandosi subito di fronte al grosso caminetto della sala Serpeverde, carico di decorazioni gotiche.
Rose scosse la testa, riflettendo.
"È troppo rischioso Al. Ho un modo migliore e molto più sicuro. Dobbiamo andare in camera tua." Disse tirando in piedi il cugino per un braccio. Al la guardò confuso, ma poi annuì. La guidò fino al suo dormitorio, infilandosi nell'ultima porta di un lungo corridoio in pietra. Rose represse un brivido, accelerando il passo e affiancando il cugino. Il dormitorio dei Serpeverde era freddo. Non per la temperatura, ma per l'atmosfera. Era piacevole però, si ritrovò a dover ammettere Rose.
Seguendo Albus nella stanza, quando questi si arrestò all'improvviso appena oltre la soglia, non poté evitare di andare a sbattere contro di lui. Si grattò il naso, dolorante, chiedendosi per quale motivo avesse inchiodato repentinamente.
Sbirciando da sopra la sua spalla l'interno della stanza, capì al volo che non erano soli: era occupata dai compagni di Albus: Malfoy, Zabini e Nott. Tutti e tre stavano dormendo, ignari della loro presenza.


Looking for myselfDove le storie prendono vita. Scoprilo ora