"Uccidetemi, ve ne prego!"
Un'affranta Rose Weasley fece irruzione nel dormitorio delle ragazze del sesto anno, gettandosi sul letto e coprendosi la faccia con un cuscino.
Era il due settembre, l'indomani sarebbero cominciate le lezioni e insieme a queste, purtroppo, anche le ronde serali.
"Che è successo stavolta?" Chiese Dominique alzando gli occhi al cielo.
"Scommetto cinque galeoni che riguarda Malfoy" esclamò Alice Longbottom, compagna di stanza e amica di Rose, Dominique e Cassandra.
"Meglio che tu smetta di fare scommesse Alis, o perderai qualcosa di troppo prima o poi. Non centra Malfoy, non questa volta. Ma oggi decideranno come distribuire e organizzare le ronde. Mi chiedo perchè desiderassi tanto fare il prefetto. È una tortura." Sbottò infastidita lanciando il cuscino dall'altra parte della stanza.
"Sono sicura che non sarà così male. Dovrai solo fare un giro del castello, non morirai di certo" Intervenne Cassandra, sbucando da sotto il letto di Rose e facendole prendere uno spavento.
"Da quanto sei lì sotto?! Per le mutande di Merlino Cassie! A volte mi sembri una specie di fantasma!" Urlò premendosi una mano sul cuore e fulminando l'amica con lo sguardo.
" Il problema"riprese "rimane con chi dovrò fare il giro del castello.Perchè se mi mettono con la Filch o Malfoy penso che morire sarebbe l'alternativa migliore." Ringhiò Rose, infastidita al solo pensiero dei due Serpeverde.
"Ma se è un figo assurdo! In più ricordo benissimo che ti eri presa una cotta per lui, al terzo anno, ma poi lui ti avev- "
Dominique venne interrotta bruscamente dalla scarpa di Rose, che la colpì in pieno volto.
"Tu sei completamente pazza!" Urlò tenendosi una mano sulla guancia la bionda.
Non volendo assistere ad una rissa tra le due, Cassandra uscì dal dormitorio, decisa a farsi un giro per il castello, magari facendo un salto nelle cucine.
I corridoi non erano molto affollati, era una giornata di sole e erano tutti in cortile o nelle proprie sale comuni. Cassandra passeggiò con le mani in tasca. Adorava girovagare per i corridoi senza una meta precisa,cercando di scacciare tutti i pensieri dalla sua testa. Senza rendersene conto si ritrovò ai piedi delle scale che portavano alla torre di astronomia e senza pensarci due volte si arrampicò fino in cima.
La vista mozzafiato che si aveva da lassù le liberò la mente il tempo necessario per lei di rilassarsi.
Riuscì a scorgere il campo da Quidditch, il che le ricordò una cosa importante da fare. Velocemente si alzò e si avviò verso la sala comune dei Grifondoro, alla ricerca di una persona.
"James!" Esclamò afferrando per una spalla il ragazzo castano costringendolo a voltarsi.
"Oh, ciao Cassandra" rispose il primogenito dei Potter guardando l'amica di sua cugina nonché sua rivale di scherzi insieme a Roxanne.
"Senti James, ti devo parlare di una cosa" si affrettò a dire Cassandra. Meglio levarsi il cerotto con uno strappo secco e deciso.
"Non vorrai lanciarmi una sfida di scherzi sui ragazzini del primo anno, perché in questo caso sappi che sono già in vantaggio!" Esclamò divertito James lanciando un'occhiata alle spalle della ragazza, dove un gruppo di Tassorosso del primo anno cercava di scollarsi dal pavimento, a cui le loro scarpe erano magicamente attaccate.
"No, niente di tutto ciò." Disse con un sorriso Cassandra, tornando poi seria. Sembrò leggermente a disagio, anzi un po' ansiosa.
"È successo qualcosa?"Chiese ora preoccupato James.
"No, cioè si.... " cercò di dire la ragazza, in un raro momento di disagio della sua vita.
Lei era sempre sicura di tutto, ma di fronte a quegli occhi si sentiva debole. Sapeva già che le parole che di lì a poco sarebbero uscite dalle sue labbra avrebbero fatto arrabbiare James. Ciò che la spaventava però, era la possibilità di leggerci solo delusione, nel suo sguardo. E nelle iridi azzurre di quel ragazzo ci aveva visto sempre e solo grande ammirazione, e grande orgoglio per aver trovato un talento. James l'aveva sempre fatta sentire "abbastanza" per ogni cosa. L'aveva sempre incoraggiata, in momenti in cui lei stessa non si considerava abbastanza per niente.
E non avrebbe retto il suo sguardo deluso, già lo sapeva. Eppure non aveva scelta.
"Camminiamo?" propose infine, sperando che senza doverlo fronteggiare direttamente, sarebbe stato meno difficile.
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Looking for myself
Fanfic"Continuo a perdermi. Ogni giorno. Mi cerco disperatamente nella testa, nel cuore, nello stomaco. Cerco dentro di me un segno che mi dica chi sono, ma trovo solo nebbia. E mi illudo di potercela fare. Di poter dire questa sono io, prendimi per quell...
