Choises

142 8 2
                                        


Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi. A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro. Oppure possiamo scegliere da noi."
(Chuck Palahniuk)





"....... Rose ........"













"... Rose ..."












"Si sta svegliando! Presto, prendile un bicchiere d'acqua Scorp!"

La luce le invase gli occhi. Lentamente, mise a fuoco lo spazio attorno a sè. Una chioma corvina era china su di lei, stampato in volto uno sguardo preoccupato.
Lanciando un'occhiata alle sue spalle, Albus vide ricomparire Scorpius, con in mano un grosso bicchiere d'acqua. Quasi strappandoglielo dalle mani lo porse all'amica, che con fatica si tirò a sedere.
"Pensavo fossi morta! Giuro che se lo rifai ti ammazzo, Rose!" Sbottò arrabbiato, mentre controllava che bevesse fino all'ultima goccia.
"Perchè non mi hai detto che era un'incantesimo di quella portata?! Ti avrei impedito di farlo!" La rimproverò, mentre anche Scorpius si abbassava a guardare che la rossa fosse ancora viva.
"Ti sei risposto da solo Al. Tua cugina è più testarda di un ippogrifo, sia mai che il pericolo di morire la fermi!" Disse con scherno, senza poter evitare che una nota di rimprovero si diffondesse tra quelle parole. Rose parve non notarlo e con uno sguardo di fuoco al biondo si rivolse al cugino.
" È un incantesimo che mi ha insegnato mia madre. Non è complicato come sembra, ma abbiamo parlato più a lungo del necessario, e io non ho energie illimitate. In ogni caso so che ti ha colpito, Al. Te lo insegnerò se vuoi."
Al non riuscì a nascondere il suo interesse a sentire la proposta di Rose. Sembrò pensarci qualche secondo, ma con una scollata di spalle sembrò rinsavire, e tornò sul punto della questione. Assunse nuovamente un cipiglio severo, mentre la guardava con rimprovero.
"Rose, devi smetterla. Ne abbiamo già parlato... non puoi continuare così!" Disse risoluto.
Lei alzò gli occhi al cielo con un sorriso, come cercando di minimizzare la cosa.
"Sto più che bene, Al. Ho solo bisogno di mangiare qualcosa. Prima però, dobbiamo parlare di quello che ha detto mia madre." Scandì soffocando uno sbadiglio. Scorpius corrugò la fronte, alzando gli occhi al cielo. Alla Weasley serviva un medico, altro che mangiare. Le ispezionò la faccia quasi meccanicamente, riconoscendole sul volto i segni di una stanchezza non indifferente.
" Quant'è che non dormi, rossa?"
Le chiese con voce neutra ma dura, una serietà impressionante dipinta sul viso. Rose si interruppe prima di poter continuare a parlare, e lo guardò come se fosse l'insetto più noioso e insignificante al mondo.
"Non sono affari tuoi Malfoy. E in ogni caso da più o meno tre ore. Forse non l'avrai notato, ma è mattina." Sibilò con tono grondante sarcasmo, dovuto alla sua domanda del tutto fuori luogo. Perchè quel dannato biondino non sapeva farsi i boccini suoi?
Scorpius si irrigidì alle sue parole.

Dannata Weasley.

Per quanto si sforzasse, lei rendeva sempre ogni cosa impossibile! Di questo passo l'avrebbe schiantata entro fine giornata.

"Weasley, non insultare la mia intelligenza. Albus è troppo buono per dirtelo, perciò lo farò io. Hai una faccia da schifo." Asserì con tono piatto, come se la cosa non lo toccasse minimamente. E in effetti era così. In quel momento, non aveva proprio voglia di pensare a lei. Non era neppure capace di prendersi cura di se stessa, figurarsi di indagare su un mistero grande come quello.
"Grazie per la tua sincerità, Sgorbius, ma ti ripeto che non-sono-affari-tuoi." Scandì con indifferenza, guardandolo con sufficienza.
Scorpius ghignò, scuotendo la testa.
"Per Merlino quanto sei infantile... Fa come ti pare, io me ne lavo le mani!" Disse serafico, spaparanzandosi sul letto e sbadigliando.
"Come se avessi fatto altro in vita tua..." sussurrò lei abbastanza forte da farsi sentire del diretto interessato.
" Beata te che riesci a nuotare tra i pregiudizi Weasley! Ammirevole, dico davvero." La schernì con sarcasmo, mentre lei lo guardava annoiata.
Stava già per ribattere, ma fu interrotta da Al, che non ne poteva più dei loro continui battibecchi.
"Ora basta! Questa vostra battaglia per avere l'ultima parola è ridicola. Vi credevo più maturi!" Sbottò arrabbiato.
I due si guardarono in cagnesco per qualche secondo, poi si voltarono entrambi verso di lui.
"Ha cominciato lui!"
"Ha cominciato lei!"
Dissero in sincrono.
Il giovane Potter alzò gli occhi al cielo, chiedendosi quando Merlino gli avrebbe donato la tanto agognata pace.




Looking for myselfDove le storie prendono vita. Scoprilo ora