sixteen

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[ ᴀɴɢs ]

[ Nicole ] ::
Penso che la parte più difficile del perdere qualcuno, non sia il dirgli addio, ma imparare a vivere senza di lei.
Cercare sempre di riempire il vuoto, quel vuoto che ha lasciato nel tuo cuore quando se n'è andata.

Mi lasciai cadere sulla sedia, riempendo la tazza di caffè.
Non ero ancora pronta.

[ Charlie ] ::

ᴛᴏ : ɴɪᴄᴏʟᴇ
hey, va tutto bene ?

ᴛᴏ : ɴɪᴄᴏʟᴇ
non ti vedo da giorni...

"Professor Grease ?"
Alzai lo sguardo dal cellulare,  portandolo sulla ragazza davanti a me.
Scossi impercettibilmente la testa e le mostrai un piccolo sorriso.

Non le avevo prestato la minima attenzione e mi sentii una merda.
"Come, scusa ?"
Chiesi, gentilmente.

"Uhm, è suonata la campanella... possiamo andare ?"
Domandò, indicando l'orologio appeso alle mie spalle.
Non me ne ero neanche accorto.

"Certo, certo. Andate pure"
Gli studenti lasciarono la classe, così ne approfittai per lanciare uno sguardo al cellulare.
Nessuna risposta.

Le scrivevo da giorni, ed il risultato era sempre lo stesso.
Non la vedevo a lezione, ne in palestra, ne in giro.
Non rispondeva al cellulare e neanche ai messaggi.

Tirai un calcio ad una sedia, facendola cadere a terra e lanciai un urlo.
Ero infuriato.
Dove diamine si era cacciata ?

ᴛᴏ : ɴɪᴄᴏʟᴇ
sto arrivando, vedi di aprirmi
[ visualizzato ]

[ Nicole ] :: Mi trascinai verso la porta, quando sentii Charlie bussare

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[ Nicole ] ::
Mi trascinai verso la porta, quando sentii Charlie bussare.
Non avrei voluto che mi vedesse in quello stato, ma avevo deciso di smettere di nascondermi.

"C'è qualcuno ?"
Sospirai, pensando a quanto mi fosse mancata la sua voce.

"Nicole, so che sei lì dentro. Apri questa dannata porta"
Non sembrava incazzato, ma piuttosto scocciato.
Senza fare troppe storie, sbloccai la serratura e lo lasciai entrare.

Non vedevo una persona da giorni e mi ero dimenticata come fosse difficile evitare quegli sguardi.
I suoi occhi percorsero velocemente il mio corpo tremante, prima che avvolgesse le sue braccia intorno al mio busto.

"Che... Che stai facendo ?"
Mormorai, contro il suo petto.

"Ero preoccupato, dannazione"
Il suo tono era più debole, al contrario della sua presa che mi stringeva poderosamente.

Portai le mani sotto la sua felpa grigia, concedendomi un po' di tepore umano.
Si ritrasse leggermente quando le mie dita congelate vennero a contatto con la sua pelle, ma poi sorrise, baciandomi la tempia.

"Diamine, bruci da morire"
Parlò sottovoce.
Mi strinsi di più a lui, strofinando la mia testa sul suo petto.

"Penso che tu abbia preso l'influenza, dolcezza"
Afferrai la sua mano, e lui parve sorpreso, ma mi seguì.
Lo condussi al divano e lo incitai a sedersi di fianco a me.
Non appena lo fece, mi strinsi di nuovo a lui ed abbassai la lampo della sua felpa, notando che sotto indossava una t'shirt della scuola.
Tutto quello che feci fu abbracciarlo, perché avevo freddo e lui sembrava essere molto caldo.
Sentii le sue lunghe braccia avvolgersi intorno a me, mentre mi copriva con la sua felpa.

"Come mai tutto questo affetto ?"
Domandò dolcemente, passando le dita trai miei capelli.

Odiavo stare da sola.
Quando ero sola, i miei pensieri, le mie emozioni e la mia mente mi mangiavano viva.

"Ho perso mia madre"
Dissi, senza neanche accorgermene.
Le parole mi uscirono di bocca sollecite, seguite da un silenzio straziante.

Ormai avevo finito le lacrime.
Avevo solo voglia di urlare.

s/ a ⚠️ :
Scusate per il capitolo deprimente, ma ne avevo bisogno.
^20 stelline per il prossimo capitolo

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