11. A casa di Louis

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Mentre camminavano verso il bosco dei ragazzi lupo, Jakob guardò di sottecchi Louis e Britta: era successo qualcosa. Ma non capiva cosa. Erano in silenzio, come se si studiassero a vicenda. Scosse il capo. Era capitato due tre volte che le loro mani si sfiorassero e loro erano saltati come scottati dall'acqua bollente.
Se ci fosse stata Wolfrun avrebbe capito subito. Tutto. Ma non ne avrebbe parlato con lui. Sospirò.
Wolfrun. Stava bene? E se le fosse successo qualcosa? Qualcosa... di brutto? Cercò di non pensare al peggio e di distrarsi. Provò a intavolare qualche conversazione con i suoi compagni di viaggio, ma quando capì che loro non avrebbero collaborato decise di tenere il fiato per lo sforzo.
Quando arrivarono al bosco, era quasi buio. Non ci sarebbero riusciti, da soli, a trovare Wolfrun. Neanche se Britta si fosse ricordata alla perfezione il tragitto. E lei era scappata via correndo. Tirarono fuori le torce e si incamminarono nell'oscurità della foresta. Jakob però era pessimista. Non ce l'avrebbero mai fatta.
Così fu con sollievo che sentì l'ululato dei ragazzi lupo. Rispose al loro richiamo e loro si fecero vedere. In men che non si dica si ritrovarono al loro campo.
Jakob vide Wolfrun quasi subito. Era seduta, ma si era alzata quando aveva finito di bere qualcosa che le aveva passato la sorella dei ragazzi lupo.
Quando si alzò e fece pochi passi, notò che zoppicava e, quando il fratello più grande dei ragazzi lupo le disse che non poteva andare via, lei nominò Anneke e disse che doveva assicurarsi che stesse bene.
Così fu con sollievo che la vide, anche se zoppicante, ma lei non dimostrò lo stesso interesse nei suoi confronti.

***

I gemelli lupo li avrebbero accompagnati fino all'uscita dal bosco. La gamba le faceva malissimo, nonostante la cosa puzzolente che la ragazza le aveva spalmato sulla pelle e l'intruglio che le aveva fatto bere. Si sentiva stanca morta. Chissà, forse aveva cercato di avvelenarla.
Quando si appoggiò a un tronco per l'ennesima volta, Jakob le venne vicino.
"Stai bene?" le chiese e lei annuì.
Lui era venuto a prenderla. Quando lo aveva visto arrivare insieme agli altri si era sentita vulnerabile ed era stata un po' aggressiva, ma lui non mollava mai.
"Il decotto di Effi, porta un po' di sonnolenza. Ti fai un bel sonno appena arrivi e domani starai meglio" disse uno dei gemelli lupo mentre la guardava sorridendo: non aveva neanche tutti i denti.
Il più era arrivare alla casa dei bambini.
"Vuoi fermarti?" le chiese ancora Jakob. No, no. Non sarebbero arrivati mai più. Scosse la testa. Lui si avvicinò e l'aiutò a non appoggiare troppo il piede.
Cercò di sorridere. Davvero. Tanto c'era buio.

Jakob si era avvicinato a Wolfrun e le aveva circondato la vita con un braccio per aiutarla. Lei non sembrava troppo stabile. Sembrava stanca. Ma l'aveva già vista stanca e non l'aveva mai vista arrendersi.
Quando gli appoggiò la mano sulla sua spalla capì che era molto vicino al limite. I ragazzi lupo li avevano lasciati appena erano usciti dal bosco e ora Berlino risplendeva nella sua bellezza, scura e illuminata dalle stelle.
"Louis!" lo chiamò. Non aveva più guardato né Britta né Louis da quando erano partiti dal bosco. Il francese si voltò e chiese: "Cosa c'è?"
"E se ci fermassimo da te?" domandò indicando con il capo Wolfrun. Lui si voltò verso Britta e le si avvicinò, parlandole a bassa voce. Vide la testa della bionda annuire e avvicinarsi a loro.

Wolfrun non voleva fermarsi, ma si sentiva stanca. Aveva già la mano sulla spalla di Jakob, e, prima che se ne rendesse conto, aveva appoggiato la fronte alle nocche delle dita. No, non era stanca: era sfinita. E le faceva male ancora un po' la testa. Cercò di protestare alla domanda di Jakob, ma effettivamente avrebbe preferito stendersi.
"È lontana casa sua?" chiese senza sollevare la testa. Britta si avvicinò a loro e Jakob si allontanò per andare da Louis. La bionda le chiese cosa preferisse fare.
"Principessa, non mi sento in gran forma, ma se vuoi andare a..."
Britta la interruppe dicendo concitata: "Puoi smetterla di chiamarmi principessa?" Wolfrun sbuffò e posò lo sguardo su di lei. Era seria e lei non aveva voglia di discutere.
"Va bene. Decidi tu. Vorrei andare da Anneke. Ma mi sento..." sussurrò e vacillò un attimo. Le mancava l'appoggio di Jakob.
"Ok, andiamo" disse Britta, le prese un braccio e se lo mise sulle spalle.

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