Parte Finale: Non Vuoi O Non Puoi?

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Con un cappellino in testa, e degli occhiali da sole babbani - secondo lui -, era comunque riconoscibile.
Ancora non riusciva a capire come mai non avesse assunto della pozione Polisucco, per non essere riconosciuta al Ministero.

"Signorina Rettop" la chiamò, prendendola per un braccio, e trascinando fuori dal dipartimento auror.

"Rettop? Sei serio?"

Nonostante avesse gli occhi - tanto simili ai suoi - marroni coperti, poteva comunque immaginarli scrutare curiosa l'immenso edificio.

"È il nostro cognome al contrario" le spiegò sottovoce, portandola all'interno di uno dei camini.

Prima che questo partisse, la senti urlare un "Hai davvero sprecato dei minuti della tua inutile vita, a capire come fosse Potter al contrario?"

Sorrise: gli era mancata.

***

Remus raggiunse Lily, che si trovava all'ombra di un albero.

Notò immediatamente delle lacrime solcarle il viso, e così preferì starsene in silenzio, dandole il suo tacito conforto.

Era quasi un mese che i signori Evans erano morti, e l'unico motivo per cui lei andava avanti, era la piccola creatura che stava crescendo dentro la sua pancia - che ormai era cresciuta -.

"Non sei obbligato a rimanere" confessò lei, tra un singhiozzo e l'altro.

"Per me non è mai stato un obbligo rimanerti accanto"

Vederla così fragile era difficile.

Durante la loro amicizia ad Hogwarts non l'aveva mai vista così, nemmeno quando sua sorella le mandava quelle orribili lettere dove la insultava o quando la sua amicizia con Piton finì.

E allora si rese conto che la guerra era riuscita a spezzare anche la forte e orgogliosa Lily Evans.

***

"Dove mi stai portando Reg? Sono stanca" si lamentò Emily, mano nella mano con il più piccolo - ma non così piccolo - dei Black.

"Ora vedrai" rispose semplicemente, con un sorriso che gli arrivava fino agli occhi.

Come mai era così felice?

Emily lo osservò ancora per un po', confusa, ma dopotutto quello che era successo, aveva bisogno di un po' di svago, e forse Regulus l'aveva capito.

Dopo quella che le parve un'eternità, si fermarono di fronte ad un enorme cattedrale, dove all'esterno c'era una scia di petali di rose rossi, rosa e bianchi.

Senza lasciarle il tempo di porre qualche domanda, la trascinò - letteralmente - dentro, continuando a percorrere il sentiero di rose.

Dentro la chiesa li aspettavano Jessica, Rodolfus e William, messi vicino all'altare.

Al centro vi era Will, felice come non lo era mai stato, e ai suoi lati vi erano Jesse e Rod, con in mano due cuscinetti dove vi erano poggiati degli anelli.

Emily strabuzzò gli occhi, quando si furono avvicinati allo strano trio.

Erano esattamente delle fedi d'argento, con incisi i loro nomi.

"Reg... Cosa?" Emily lo afferrò per un braccio, ancora confusa.

"Io..." il ragazzo prese un bel respiro, in ansia.

La bionda lo osservò più intensamente.

Quello era il giorno del suo matrimonio, e lei ancora non lo sapeva?

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