Benjamin ha l'aria assorta. Dalla fine del pranzo a casa degli Evans non ha fatto altro che starsene in silenzio, con lo sguardo perso, vacuo. Di tanto in tanto fuma una sigaretta e osserva il display illuminato del telefono. Non chiama nessuno, non scrive una parola, è totalmente fuori dal mondo. Le labbra serrate, i muscoli delle braccia tesi e la mandibola contratta. Siede sul divano del salotto e osserva il calare lento della sera. Pare attendere qualcosa, qualsiasi cosa, ma la verità è che pagherebbe oro per alzarsi e uscire di casa. Vorrebbe raggiungere Zackary, magari andare da lui prima del suo turno al Karma-Log, eppure resta fermo, immobile. Una statua.
Gordon non è da meno. Sorseggia Wiskey sulla sua poltrona preferita, quella dove sedeva sempre il defunto Drake Dragon, e fuma il sigaro. Di tanto in tanto osserva Benjamin e accenna un sorriso. Allora torna a leggere il giornale, manda dei messaggi a Mouse, il fantomatico topo di fogna, e non si perde in chiacchiere. Zitto, immobile. Anche lui è una statua.
Richard sembra quasi domandarsi cosa aspettino a sbranarsi l'un l'altro. Ha la netta sensazione che uno dei due possa alzarsi con una pistola carica e sparare in fronte al fratello. Ma non succede, perché ogni qualvolta si affaccia sull'uscio della porta vetrata li trova lì, fissi. Inizia a detestare il silenzio, le ciniche espressioni di noncuranza, perfino il ticchettio dell'orologio. E si pente di non aver bevuto un po' a casa degli Evans, mentre Keane continuava a guardarlo senza posa. «Papà» dice. Attira l'attenzione di Gordon e sente lo scricchiolio del sigaro nel posacenere. «Dobbiamo finire il discorso di questa mattina, no?» Schiocca. Una spalla posata sullo stipite aperto e le mani in tasca.
«Già, dobbiamo finire il discorso» risponde. Si schiarisce la voce e gli fa cenno di raggiungerlo in salotto. Quando lo vede tentennare e deglutire, però, si alza dalla poltrona e lo raggiunge. «Cosa c'è? Cosa non va bene adesso?» borbotta. Ha lo sguardo spento, meditabondo. Fissa Richard negli occhi e non sa spiegarsi la sensazione che lo attanaglia all'altezza dello stomaco. «Ti vergogni di Ben, forse?» E storce le labbra in una smorfia, abbassa la voce, continua a fissare il cipiglio annoiato di Richard senza trovare una spiegazione logica.
«Abbiamo iniziato il discorso nello studio, lo abbiamo fatto da soli...» mormora. «È così che voglio finisca.»
Gordon annuisce, infila il cellulare in tasca e si lascia andare a un lieve sospiro di rassegnazione. «Va bene» dice. «Ma se ha a che vedere con quello che hai detto a Cassandra...»
«Dovresti parlare direttamente con me e senza intermediari, papà» lo interrompe subito. «Da Dragon a Dragon.» E ci pensa, soppesa le proprie parole, poi sente la propria voce ridotta a un filo: «Da padre a figlio.»
«Da padre a figlio, certo» echeggia laconico. Lancia un'occhiata a Benjamin e infine s'incammina lungo il corridoio per fare strada a Richard – come se non la conoscesse già. Raggiunto il proprio studio, allora, prende posto dietro la scrivania e assume un'aria superiore, distaccata, semplicemente eterna. Solleva il mento, posa i gomiti sul legno pregiato e congiunge le mani. «Avanti, sentiamo» lo sprona.
«Il matrimonio con Tera Evans è un aggancio con la famiglia degli Evans» stabilisce. Lo vede annuire senza alcun pudore, così continua: «Non lo accetto.»
«Non lo accetti?» Gordon ridacchia, poi scuote la testa. «E perché mai?»
«Mi hai mentito, papà. Hai detto che il nome degli Evans avrebbe ripulito il nostro, che ci avrebbe resi intoccabili...»
«Ed è così, Rich.» Solleva una mano e posa il mento sul pugno chiuso. L'osserva, infine gl'indica la sedia dall'altro lato della scrivania e lo vede tentennare a metà strada, fermo nel centro del tappeto Bukhara.
«Non siamo intoccabili, siamo soltanto feccia rimessa a nuovo» schiocca. Infine cede, sposta la sedia e si accomoda con uno sbuffo. «E io non capisco perché debba sottostare a tante restrizioni.»
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Dragon
Ficción GeneralLa famiglia è unita da legami di sangue e affetto, viene definita come "istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale". Per i Dragon, t...
