Nelle orecchie di Jae continuano ad accavallarsi voci, suoni, perfino singhiozzi, affanni confusi. Pare che abbia perso la cognizione spazio-tempo, quantomeno quella delle ore che si sono susseguite all'omicidio di Gordon Dragon, mentre osserva l'andirivieni della scientifica e delle automobili costose che scivolano fuori dal viale. Poi nota gli sguardi silenti, i sorrisi tirati, il silenzio che galleggia nel salone cui ha visto le cervella di Steven schizzare come gavettone. E deglutisce a stento, con gli occhi puntati sulla tavola imbandita per l'ora di pranzo. Alle spalle di Adele, ritto come una statua, non fa che chiedersi cosa diavolo sia successo. Un colpo di stato, forse, una lotta intestina. Non sa dirlo con certezza e non ha granché voglia di scoprirlo. Sa che la testa di Gordon ha fatto Crack sotto la presa salda di Steven e che Adele ha soffiato Bang prima di sparare davvero. Basta. Fine. Chiuso il discorso.
«Sta bene?» Olivia Dragon sorride, quasi trattiene una risata e accenna nella direzione di Jae con il retro della forchetta. Fa battere le palpebre ad Adele, la vede voltarsi verso di lui e infine sospirare appena. «Ha mangiato qualcosa? Sembra pallido» commenta. «Non è magrolino per essere una guardia del corpo?» E sospira, fa serrare i denti a Jae, vede Adele scuotere appena la testa.
«Non ne ho idea, penso di sì» borbotta. «Di solito è Patricia ad occuparsi dei pasti della servitù.» Così storce appena le labbra, sembra soppesare la situazione e infine si lascia andare a un sospiro che pare più uno sbuffo contrariato. «Patricia, aggiungi un posto» dice all'improvviso, sollevando la voce per vedere annuire la domestica di rimando.
«Un posto?» Jae balbetta, batte le palpebre e guarda Adele negli occhi con fare confuso. Sa che farle domande è un'azione azzardata dopo quanto visto la sera passata, tuttavia non riesce a trattenersi e continua con una sequela d'interrogativi fugaci: «Per me? Davvero?»
«Certo, io non scherzo mai» borbotta Adele. Poi sorseggia un po' di vino bianco e indugia con lo sguardo su Jae. «Mi farebbe piacere sapere di cosa ti sei calato ieri» schiocca, sollevando un angolo delle labbra in un ghigno sardonico.
«Di niente» balbetta. «Avevo preso delle medicine, ma credo che siano troppo forti...»
«Il Dottor Parrish» soffia, osservando dapprima Jae e poi Patricia con le stoviglie pulite. Attende in silenzio, poi gli fa segno di accomodarsi al suo fianco e sorride all'indirizzo della domestica che, senza una parola, annuisce ed esce dal salone per raggiungere la cucina. «Cosa ti aveva prescritto quella sottospecie di blatta umana?» E arriccia le labbra, serve del vino a Jae per vedergli battere le palpebre perplesso. Solo allora gli si avvicina appena e mormora nel suo orecchio: «Io non sono come Gordon, ricordalo sempre...»
Jae annuisce, tuttavia non replica e si limita a dire soltanto un: «Grazie.» Infine solleva il bicchiere pieno per metà, sorseggia, accenna a un sorriso di circostanza. È la prima volta che si trova a condividere un pasto con la strana famiglia che tanto sperava di poter avvicinare e non sa bene come comportarsi.
«È sempre stato di così poche parole?» Chiede Adele all'indirizzo di Richard.
«Non proprio, dipende» borbotta questi, facendo subito spallucce. Ha uno strano sorriso stampato in faccia, si direbbe quasi alticcio e non fa che servirsi del vino per brindare mentalmente alla propria libertà. Trattiene a stento una risata, poi scuote la testa e schiocca la lingua. «Dipende dalle circostanze e dalle domande che gli vengono fatte» continua laconico. «Forse preferisce parlare sua sponte, chissà...» ironizza, ricordando a malapena qualche estratto del loro incontro al Freeze.
«Allora perché non ci racconti qualcosa, Jae?» A prendere la parola è Olivia Dragon. Le dita intrecciate sotto il mento e i gomiti ben posati sul tavolo. Un comportamento poco elegante, certo, ma senza dubbio interessato. «Parla un po', di' qualunque cosa ti passi per la testa in questo momento» soffia. Le labbra piegate in un sorriso gioviale, il rossetto ancora perfetto e opaco.
STAI LEGGENDO
Dragon
General FictionLa famiglia è unita da legami di sangue e affetto, viene definita come "istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale". Per i Dragon, t...
