Richard ha gli occhi fissi sul quotidiano e la bocca spalancata. Sembra un pesce, perlomeno a detta di Chase, ma è semplicemente incredulo, forse addirittura scioccato, e non fa che balbettare parole incomprensibili. Batte le palpebre, si schiarisce la vista, spera di non essere completamente impazzito. Infine, con le mani tra i capelli, si arrende ed esordisce con un:
«Assurdo!»
«Cos'è che sarebbe assurdo?» Chase solleva un sopracciglio, lo fissa oltre le lenti degli occhiali da vista e non si trattiene dall'alzare un sopracciglio. «Pensi che sia troppo difficile trovare un lavoretto part-time per aiutarmi con le spese?» Storce le labbra, assume un'espressione contrariata. Poi, dopo aver scosso la testa, solleva la tazza di tè verde. Sorseggia, ma non ottiene risposta, così gli lancia una seconda occhiata – questa volta di sguincio – e fa: «Terra chiama Rich...» Il tono cantilenante, lievemente irritato e cinico al punto giusto.
«Un lavoretto part-time?» Richard schiocca la lingua, aggrotta le sopracciglia e solleva lo sguardo verso il suo coinquilino. «Scherzi?»
Al che è pressoché impossibile che Chase rimanga in silenzio. Si massaggia una tempia, grugnisce. «Ti avevo detto che avresti dovuto cercare qualcosa...»
«Non è questo il punto» taglia corto l'interpellato.
«E quale sarebbe, sentiamo» lo provoca. Arriccia il naso, abbassa la tazza e la posa sul ripiano della cucina. Infine guarda Richard, lo vede seduto sulla sedia alla sua sinistra e attende una risposta, un qualsiasi cenno di vita.
«Non capisco che diavolo sia preso a mio zio» borbotta.
«Benji?»
Richard annuisce. «Sì, proprio lui» conferma.
«Stai ancora pensando a lui?» Sbotta Chase, non riuscendo quasi a trovare la calma. E gli dà le spalle, sì, perché sa che potrebbe esplodere da un momento all'altro. «Ti ha buttato fuori più di una settimana fa!»
«Questo lo so anch'io, cosa credi» dice. Lo sguardo improvvisamente frustrato e il ricordo ancora vivido dietro la retina. Sospira, posa il quotidiano sul tavolo e incrocia le braccia al petto. Smette di guardare Chase – quantomeno le sue spalle – e abbassa la voce. «Solo che non lo facevo così interessato alla vita mondana...»
«Ma di cosa stai parlando?» L'aria di Chase si fa perplessa, mentre il tè verde gli va quasi per traverso. Tossicchia, corruga la fronte e si gira verso Richard con il chiaro intento di andare a fondo nella faccenda. «Mondanità?»
«Non saprei come altro definirla» fa Richard, laconico. «Il fatto è che si trova in prima pagina e...»
«Come?» Chase sbatte le palpebre. Per la prima volta sembra interessarsi al quotidiano di Richard. E si avvicina dopo aver posato la tazza sul piano cottura, socchiude le labbra, solleva perfino un sopracciglio. Gli occhiali, dal canto loro, scivolano appena sulla punta del naso.
Richard smette di guardare la foto di Benjamin, si concentra sulla buffa espressione di Chase e non può fare a meno di accennare un sorriso. «Già» dice. «Come vedi è in prima pagina...»
«Un ritorno alle origini» cita Chase, afferrando il quotidiano con fare perplesso. «Il figlio segreto di Nolan Dragon.» Si ammutolisce, sbianca. Adesso è lui a sembrare un pesce. Sente la risatina di Richard, ma non riesce a darci peso. Poi scuote la testa, tenta di svegliarsi da quello che crede sia solo uno strano e contorto sogno. Allora capisce di essere sveglio e fa schioccare inconsciamente la lingua contro il palato. «Non ci credo!»
«Lo dicevo io...» Richard gli fa eco a braccia conserte, posando poi i gomiti sul tavolo. «È assurdo, non credi?»
«Non credo» scandisce. La voce bassa e lo sguardo ancora incastrato sulla foto in bianco e nero di Benjamin Dragon. «Anzi, spiegherebbe molte cose.»
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Dragon
General FictionLa famiglia è unita da legami di sangue e affetto, viene definita come "istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale". Per i Dragon, t...
