Jade Evans è un'attrice snob ed egocentrica con un passato complicato, un vizio difficile da sconfiggere e uno scoop da tenere nascosto. Pensa che giri tutto intorno a lei, fin quando però non incontra Aaron Wesley, un cantante donnaiolo, con un'inf...
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Well, a scrub checkin' me, but this game is kinda weak
And I know that he cannot approach me
'Cause I'm lookin' like class and he's lookin' like trash
Mi sveglio di soprassalto a causa del campanello, quindi, ancora stordita, mi alzo dal letto e apro la porta
<<Buongiorno signorina>> mi saluta Sophia porgendomi un bicchiere enorme di caffè e una scatola con due ciambelle
<<Buongiorno>>
<<Perché ha dormito vestita? Non si è neanche sciacquata il viso? Ha residui di mascara, si roviner->>
<<Oh Sophia ti prego, sembri mia mamma>> mi dirigo verso il bancone della cucina e mi siedo su uno sgabello iniziando a mangiare, mentre la mia assistente chiude la porta e rimane in piedi
<<Puoi sederti, non mangio carne umana sai? O perlomeno oggi sei fortunata date le ciambelle. Smetti anche di darmi del lei, grazie. Non lo sopporto, mi fa sentire vecchia e invece siamo quasi coetanee>>.
Sorride, prima di fare ciò che le ho detto.
<<Ti ricordo che tra un'ora devi recarti alla Vogue per l'intervista, hai già letto la trama del film?>>
<<Ehm...si?>> mento, ma non in modo soddisfacente a quanto pare, perché la ragazza di fronte mi fissa come se avessi appena pronunciato un'eresia.
<<Lo immaginavo quindi l'ho fatto io>>
<<Ecco perché sei la mia assistente, allora cosa dovrò fare stavolta?>>
<<Impersonerai una ragazza con problemi economici che perde i genitori da piccola e rivede dopo tanto tempo il suo amore del liceo che è un avvocato ricco e che l'aiuterà a ripagare i debiti>>
<<Oh mamma, reciterò in un solito polpettone rosa e poi...>> scoppio a ridere ricordandomi dell'aspetto del mio coprotagonista <<quell'energumeno non sembrerà proprio un avvocato, è pieno zeppo di tatuaggi>>
<<E' stato il regista a far ricadere la scelta su di lui>>
<<Beh, il regista dovrebbe proprio cambiare mestiere>> affermo dirigendomi verso la mia cabina armadio <<sarò pronta tra alcuni minuti>>.
***
<<Sei sicura?>> Mi domanda Sophia completamente nel panico
<<Sì, non sono mica una bambina, posso andare anche da sola>>
<<Mi raccomando ricorda la trama e rispondi solo alle domande che vuoi, educatamente per favore>>
<<Tesoro tranquilla, non strapperò i capelli a nessuno stavolta sempre se quel vichingo non mi faccia arrabbiare>> le faccio l'occhiolino, per poi indossare gli occhiali da sole e uscire dall'auto.
Entro nel grattacielo con la scritta sul davanzale "Vogue" in nero su uno sfondo bianco, per poi raggiungere la hall spaziosa ed elegante.
<<Te l'ho detto amico, non sono molto convinto, è di Jade Evans che stiamo parlando, è una snob psicopatica e non intendo avere a che fare con lei, figurati passarci mesi interi per registrare un cazzo di film!>>
Mi volto a sentire quelle parole e vedo un ragazzo molto alto con i capelli castani, al telefono e girato di spalle. A fasciargli il dorso una canottiera nera attillata che lascia intravedere dei tatuaggi: Aaron Wesley.
Ricontrollo i messaggi di Stewart, con i quali mi riconferma l'appuntamento all'undicesimo piano ed entro nel primo ascensore disponibile, quando il vichingo Wesley mi raggiunge entrando a sua volta. Mi sorpassa col corpo per premere il pulsante e mi inizia a fissare con i suoi grandi occhi verdi, senza tentare di nascondere l'analisi a cui mi sta sottoponendo.
<<Anche tu vai all'undicesimo?>> Chiede con un accento inglese
<<Sì>>
<<Sei di poche parole, eh>> mi concede un sorriso da sbruffone, quale è <<allora ci rivedremo altre volte>>
<<Sfortunatamente sì>>
<<Chi sei? Dimmi almeno il tuo nome>>
<<Sono la snob psicopatica di cui parlavi prima>> affermo levando gli occhiali e lasciandolo a bocca aperta. Poi esco dall'ascensore, seguita da lui.
<<Sei Jade? Jade Evans?>>
<<Già>> continuo a camminare
<<Non volevo dire quello che ho detto>>
<<Oh io penso proprio di sì e sai una cosa?>> Chiedo voltandomi <<non me ne importa, anche io non voglio avere a che fare con te, sei un vichingo, neanche ti conosco e soprattutto non ho mai ascoltato nessuna tua canzone, ti sto solo aiutando perché ti sei rovinato la reputazione inesistente che ti ritrovi, quindi ti chiedo almeno un poco di riconoscenza>>
<<Ok magari ho sbagliato a buttare giù quella sentenza prima. Ma adesso ascoltami. Sarai anche un'attrice di successo con milioni di fan, una famiglia perfetta, un centinaio di ragazzi e mille amiche, ma se le persone ti conoscessero davvero, si accorgerebbero di ciò che ho appena capito io>>
Mi lecco le labbra, curiosa del suo verdetto <<Ovvero?>>
<<Che sei solo un'egocentrica stronza>>.
<<Ragazzi, siete pronti per l'intervista?>> Domanda una ragazza con i capelli rossi, interrompendoci <<la giornalista vi sta aspettando dentro>>.
Entrambi la seguiamo all'interno di una stanza, mettendo momentaneamente da parte il nostro diverbio.
<<Ciao ragazzi, piacere mi chiamo Cristina>> sorride con aria autoritaria <<sono la giornalista di Vogue che vi intervisterà, tu sei Jade Evans giusto?>>
Annuisco
<<Mentre tu dovresti essere...>>
<<Aaron Wesley>> si intromette il cavernicolo
<<Oh sì giusto, mi era sfuggito il tuo nome>>
Mi esce una risatina che sottintende un bel "ben ti sta". Poi mi accomodo in una delle poltroncine bianche cercando di rimanere seria.