Jade Evans è un'attrice snob ed egocentrica con un passato complicato, un vizio difficile da sconfiggere e uno scoop da tenere nascosto. Pensa che giri tutto intorno a lei, fin quando però non incontra Aaron Wesley, un cantante donnaiolo, con un'inf...
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I knew from the first time
I'd stay for a long time, 'cause
I like me better when I'm with you
Aaron mi sfiora il braccio con le dita, poi la mano e sbadigliando, sussurra <<Ti posso fare una domanda?>>
Annuisco <<Certo>>
<<Non ti ho mai chiesto, nonostante io mi sia ritrovato coinvolto...>>
Noto che si blocca, come se avesse paura di parlare, di chiedere, come se non volesse parlare a sproposito.
<<Si?>> Lo incalzo
<<Tuo padre, cosa...>>
<<Era un politico...>> lo interrompo <<...e spendeva i soldi nei casinò. Quando uno dei suoi soci del partito è stato accusato di favoreggiamenti, mio padre è andato in rovina. Ma questo non l'ha mai fermato nello giocare d'azzardo, anche se non poteva più permetterselo. Quindi ogni anno ormai, si ritrova con diversi criminali alle calcagna e mi chiede soldi per ripagare tutti i debiti>>
<<Jade, mi...dispiace. Avevo capito non aveste un bel rapporto, ma questo...cazzo. E' fin troppo. Ti sfrutta come se fossi la sua fottuta banca di fiducia>>.
Contrae la mascella e sposta lo sguardo altrove, infastidito. Così gli accarezzo il viso, costringendolo a guardarmi.
Per anni ho dovuto affrontare le sue chiamate colme di disperazione, i suoi imperterriti messaggi, le sue visite improvvisate, tutto questo per un solo fine: il denaro. Ma non mi sono mai lasciata turbare, qualsiasi somma mi domandasse, gli accordavo la sua richiesta, a patto che non mi coinvolgesse nei suoi casini e che la stampa non scoprisse che sorta di padre avessi. E pensare che quando ero piccola, quell'uomo era tutto il mio mondo.
<<Non fa niente. Non fa più male>> sorrido debolmente e poi decido di cambiare discorso, mettendomi a cavalcioni su di lui <<Cosa facciamo oggi?>>
<<Oggi? Ti porto in spiaggia>> annuncia alzandosi sui gomiti per darmi un bacio.
<<Vado a prepararmi allora, tu chiama il servizio in camera>> entro in doccia con una fame da lupi. Fortunatamente, non appena finisco di vestirmi, bussano alla porta della nostra suite con un carrello pieno di cibo, che io e il mio coprotagonista divoriamo in poco tempo.
<<Lo avevano detto che la colazione qui fosse ottima>> commenta Aaron terminando la sua spremuta d'arancia
<<Ho praticamente girato il mondo e non ho mai mangiato del bacon così buono>>
<<Vado a farmi la doccia e poi usciamo, d'accordo?>>
Annuisco e mentre lui entra in bagno, afferro il cellulare notando una ventina di chiamate perse e altrettanti messaggi, così decido di leggerli.