Jade Evans è un'attrice snob ed egocentrica con un passato complicato, un vizio difficile da sconfiggere e uno scoop da tenere nascosto. Pensa che giri tutto intorno a lei, fin quando però non incontra Aaron Wesley, un cantante donnaiolo, con un'inf...
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I'ts so quiet here
and I feel so cold
This house no longer
Feels like home
Mi sveglio di colpo o meglio, apro gli occhi, perché di dormire non se ne parla nemmeno. Ho troppi pensieri che mi assillano per dormire serenamente, così accendo la televisione appesa di fronte a me e scelgo un programma di cucina che col trascorrere del tempo, però, mi fa venire fame. Quindi mi alzo lentamente e mi metto a sedere per evitare che i punti si scuciano, poi mi appendo all'asta per aiutarmi a restare in piedi.
A causa della luce spenta, brancolo al buio per alcuni minuti e mi maledico per aver fatto spegnere l'interruttore a Sophia, ma dopo aver sbattuto con tutto quello che può trovarsi in una stanza d'ospedale, arrivo finalmente alla porta. La apro ed esco trionfante dalla camera con ancora la flebo attaccata al braccio, per dirigermi verso le macchinette del cibo.
<<Evans che ci fai in sala d'aspetto?>> Chiede un'infermiera con un registro in mano
<<Avevo fame>>
<<Avresti potuto utilizzare il pulsante d'emergenza e sarei venuta>>
<<Oh andiamo>> punto gli occhi sul cartellino attaccato al camice <<Katia, mi farà bene camminare un po', no?>>
<<D'accordo, prendi velocemente da mangiare e fila in camera, io non ti ho vista>> mi fa l'occhiolino per poi entrare in un altro reparto.
Sorridente, scelgo il mio spuntino e quando mi abbasso per raccoglierlo, l'allarme d'emergenza suona senza sosta facendo un chiasso terribile e spaventandomi. Il rumore è seguito dalle porte dell'ospedale che vengono spalancate dai soccorritori che spingono una barella.
<<Che succede?>> Chiede spiegazioni un dottore uscendo di fretta da una stanza.
<<Codice rosso! È un ragazzo di ventisei anni. Dicono sia un cantante, ha fatto uso di stupefacenti, crediamo sia in overdose da alcuni giorni e che abbia un edema polmonare>>
<<Mi serve il nome!>>
<<Aaron Wesley>>
Aaron Wesley
Aaron.
Wesley.
<<Vi prego aiutatelo>> urla James seguendo la barella <<l'ho trovato da poco in casa. Non mi rispondeva ai messaggi. Cazzo, cazzo, sono un amico di merda>> sbotta colpendo il muro.
<<Tesoro non è vero, non lo potevi sapere>> lo rassicura Layla raggiungendolo e cingendolo in un abbraccio.
Rimango imbambolata davanti la macchinetta, col mio spuntino notturno in mano. La barella spinta dai medici mi passa davanti e quando scorgo Aaron col viso bianco e la schiuma che gli fuoriesce dalla bocca, sento il tempo rallentarsi: tutti attorno a me diventano ombre, mute, non producono nessun suono. Nessuno si muove, compresa me, nessuno a parte la barella con il mio ex sopra. Mi si chiudono le orecchie e vengo inondata da un fischio interminabile mentre perdo la sensibilità delle gambe. Non vedo più niente a causa delle lacrime incessanti che continuano a scendere senza mai fermarsi. Il mio snack mi cade dalle mani e mi aggrappo all'asta senza riuscire più a respirare. Le gambe mi cedono e cado a terra, paralizzata, rigida, permettendo l'apertura della ferita, mentre il mio corpo rimane immerso in una pozza di lacrime e sangue.
<<Oh dio Jade!>> Esclama Layla precipitandosi verso di me, scoppiando a piangere <<che diamine ci fai qui? Scusa, perdonami. Pensavamo fossi in camera, perdonami ti prego>>.
<<Dannazione!>> Urla un dottore guardandosi intorno <<adagiate la ragazza in una barella, dobbiamo immediatamente richiudere la ferita. Rischia la setticemia, veloci!>>
Due infermieri mi alzano, per poi sdraiarmi sul lettino.
<<Mi dispiace, mi dispiace così tanto>> sussurra la mia migliore amica ancora a terra.
<<Che ti è accaduto? Evans! Rispondi, dobbiamo saperlo!>> Mi sgrida il dottore aspettando una mia replica, mentre mi porta in sala operatoria.
<<Cosa facciamo con il ragazzo?>> domanda nel frattempo un'altra voce appartenente a qualche altro medico.
<<Dividiamoci, quattro si concentrino sulla ragazza e gli altri cerchino di salvare lui>>
Inclino la testa di lato con ancora le lacrime sul volto e mi accorgo di trovarmi nel corridoio dell'ospedale accanto all'amore della mia vita incosciente. I nostri volti sono a un centimetro di distanza, alzo un braccio per toccarlo e finalmente le nostre mani si sfiorano, fin quando un infermiere lo porta via da me. In quel momento sento come una corda spezzarsi o forse si tratta del mio cuore. Il dolore che mi affligge è così doloroso che mi sento morire, ma allo stesso tempo è come se mi risvegliasse, come se finalmente ritrovassi la grinta, la volontà di combattere per entrambi.
<<Aaron!>> Urlo con tutto il fiato che ho in corpo.
<<Addormentate la ragazza, fate presto o peggiorerà la sua condizione!>>
<<Jade ci rivediamo alla fine dell'operazione>>
<<No no>> sussurro <<Aaron...Aaron...salvatelo>>.
L'infermiera Katia mi adagia una maschera di plastica che mi copre naso e bocca, ed eccolo di nuovo.
Il nulla.
--------------------- Se devo essere onesta scrivere questo capitolo mi ha commosso. Soprattutto quando l'ho immaginato nella mia testa. Sono sensibile quando si parla dei miei bambini cavolo.