Il rischio sulla modifica del genere umano secondo la medicina.
La tecnonologia per modificare il DNA di un embrione non è nuova, viene utilizzata in molti laboratori del mondo ma esclusivamente sugli animali. la direttrice dell'Istituto di biologia e biomedicina dell'Università nazionale di Nizhegorodsky, Maria Vedunova, commentando l'annuncio del genetista cinese He Jiankui sulla nascita della prima coppia di gemelli immuni all'AIDS, afferma che non è legale fare modifiche al DNA umano.
He Jiankui afferma di aver partecipato alla prima modifica del DNA di un embrione umano. Secondo la testata "Associated Press" il genetista avrebbe modificato il DNA di embrioni di 8 coppie durante il trattamento riproduttivo, ottenendo dei risultati da una sola gravidanza: due gemelle sono nate con DNA alterato, il suo obiettivo non era quello di curare o prevenire una malattia ereditaria, ma di cercare di infondere un abilità in più che le persone comuni non hanno, quella di resistere all'HIV e all'AIDS.
"È possibile modificare il DNA in modo che il recettore cambi e che nasca un bambino immune da questo virus, ma è severamente proibito e pericoloso. Dopo la seconda guerra mondiale, non vengono eseguiti esperimenti sull'uomo. Puoi cambiare il DNA di un embrione di mammiferi, come l'essere umano, ma è vietato farlo", ha detto la genetista Vedunova.
Esperimenti genetici su embrioni di animali sono stati portati a termine con successo nel mondo, ma non vengono portati avanti per ragioni etiche e vengono distrutti dopo la ricerca. Nessuno scienziato è in grado di prevedere quali conseguenze comporterebbero degli esperimenti per cambiare il DNA negli umani.
"La stessa tecnologia di modifica del DNA sembra semplice. Ma i medici non hanno alcuna garanzia della sicurezza di tali esperimenti. Le conseguenze possono essere completamente imprevedibili. Non ci possono essere anomalie per diverse generazioni, e poi improvvisamente avviene un errore nel sistema e appare il cancro…", ha detto Vedunova.
L'esperimento dello scienziato cinese rappresenterebbe un altro tentativo di effettuare la terapia genica negli esseri umani, finalizzato a prevenire l'HIV come la principale disgrazia dell'umanità. Tatyana Batysheva, dottoressa in scienze mediche, direttrice del "Centro scientifico e pratico per la Psiconeurologia Pediatrica", sostiene che non bisogna lasciarsi prendere dall'euforia e aspettare una conferma scientifica.
"Nonostante i risultati promettenti dello studio, in caso di successo, ci sono una serie di aspetti fisici e biologici che rendono molto pericoloso condurre tali esperimenti. Potremmo ottenere tali cambiamenti in un essere umano che però poi (in caso di problemi) non potrebbe ricevere cure dalla medicina tradizionale. Tuttavia, nel prossimo futuro, la terapia genica svolgerà un ruolo di primo piano nel trattamento e nella prevenzione delle malattie.
A seguito dell'annuncio della prima modifica di DNA in un embrione umano effettuata dallo specialista cinese, il comitato statale sulla salute e la pianificazione delle nascite della Cina ha avviato un'indagine su questo caso.
Xu Nanping, viceministro della Scienza e della Tecnologia della Repubblica popolare cinese, ha detto in una conferenza all'ufficio stampa del Consiglio di Stato che è rimasto molto scioccato dalle notizie sulla nascita di un bambino con DNA modificato "scopriremo i dettagli di tale evento e lo comunicheremo al pubblico". Xu Nanping ha anche osservato che il Ministero della Scienza e della Tecnologia della Cina e l'ex Ministero della Sanità (ora Consiglio Nazionale della Salute) hanno introdotto uno statuto nel 2003 che vieta questi studi.
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Mentre stavo scrivendo questo studio, il governo giapponese ha da poco autorizzato la creazione in laboratorio di “ibridi uomo-animali”. E se prima era vietato dal Ministero della Scienza e della Tecnologia e dal Ministero della Sanità (consiglio Nazionale della Salute), adesso invece è permesso fare questi studi. Ecco che, la disapprovazione prima avanzata riguardo al rischio che tali studi potessero sfuggire di mano, risulta essere giustificata.
L’esecutivo guidato dal premier Shinzō Abe ha infatti rimosso ogni divieto normativo alla realizzazione di “incroci” tra cellule umane e quelle di topi, cani e scimmie. Per effetto della svolta varata dalle autorità nipponiche, i ricercatori potranno quindi inserire frammenti cellulari di persone all’interno di embrioni degli animali in questione. Man mano che tali creature “metà persone-metà bestie” cresceranno, dentro il loro corpo si formeranno degli “organi umani perfetti”, pronti per essere trapiantati a beneficio di individui malati.
Il nullaosta governativo agli incroci tra Dna è stato salutato dalla comunità scientifica come una “nuova e importante carta da giocare” nella sfida tra medicina e patologie. Grazie alla svolta decisa dal primo ministro, spiega l’associazione nipponica per la libera ricerca in campo sanitario, sarà appunto possibile “avere a disposizione un crescente numero di parti anatomiche suscettibili di essere applicate a organismi umani, dando così una vita migliore ai malati in attesa di un trapianto”.
Uno degli esponenti della comunità scientifica giapponese subito schieratosi a difesa dell’iniziativa governativa è stato Hiromitsu Nakauchi, genetista presso l’Università di Tokyo. Costui ha infatti presentato la libertà di realizzare “ibridi uomo-bestie” come un “aiuto fondamentale” al progresso della scienza e come uno strumento che faciliterà a quest’ultima l’adempimento della sua “missione di salvare vite”.
Critiche inerenti all’ immoralità della sortita di Shinzō Abe sono state invece lanciate dalle organizzazioni nipponiche di bioetica. Queste hanno etichettato il nullaosta governativo agli incroci tra cellule umane e animali come un “azzardo gravissimo” e come una “sfida al cielo”. Ad esempio, "l’ong Japan Association for Clinical Ethics" (Jace) ha appunto tacciato le autorità di Tokyo di avere dato ai ricercatori il permesso di “giocare a fare Dio, legittimando pratiche che appaiono rivoltanti non solo a chiunque abbia una sensibilità religiosa, ma anche a coloro che hanno semplicemente a cuore il benessere degli animali”.