Il libro non è mio ma di anxious_bee
Sinceramente
Un piccolo schianto proveniente dal laboratorio fece accorrere in gran fretta gli altri tre inquilini del maniero; quando il demone sbirciò dalla porta con una certa preoccupazione, un po' sollevato ma anche leggermente inquietato, lanciò uno sguardo dubbioso al dottore. Egli era infatti immobile, sdraiato di schiena sulla sua scrivania a fissare il soffitto.
Sospirava con aria arresa e leggermente assonnata: meglio del solito, ma comunque strano.
"Flug... ti dispiacerebbe dirci perché sei su un tavolo?"
Il demone chiese, ormai più perplesso, quasi divertito che preoccupato.
"Non rientro coi calcoli" si lamentò tornando a sedere incrociando le gambe, e poggiando il mento sulla mano sinistra; la busta di carta si stropicciò un minimo, e il camice ormai lontano dal colore bianco originario parve aderire al corpo del ragazzo. Black Hat sorrise per quanto fosse adorabile quella scena; colto poi da chissà quale energia positiva, propose col suo tono più pimpante:"Dovresti fare una pausa. Perché non andiamo a fare una capatina dai coniugi Fault?"
Il ragazzo, con la sua tipica espressione persa nel vuoto, scese dalla scrivania ed iniziò a riordinare riflettendo sulla proposta: i coniugi Fault erano l'esatto opposto di quello che era lui: erano persone di classe eppure dannatamente spietate. Sapeva che non si sarebbe sentito propriamente a suo agio; ma d'altro canto andare a fare due passi in compagnia di Black Hat gli avrebbe senza dubbio risollevato la giornata. "Dai, credo di poter venire".
Il demone si sentì sollevato. "Perfetto. Andremo tra poco, datti una ripulita veloce". Stava per fare la sua uscita quando lo scienziato lo afferrò per la manica. Ci fu un attimo di nulla e leggera confusione; attimo che bastò al ragazzo per alzare leggermente la propria busta di carta, lasciando intravedere qualche cicatrice, una spruzzata di lentiggini, e le sue labbra sottili. Senza altro preavviso, Flug fece scontrare le loro labbra con una tale sicurezza che quasi pareva l'avrebbe sbattuto a terra, e che insomma dai Fault... semplicemente non ci sarebbero andati.
Il demone rimase estremamente sorpreso da quell'iniziativa che in fondo aveva sempre sperato di vedere; afferrò così saldamente il bacino dell'altro, rafforzando la presa dopo che il dottore ebbe avvicinato ancor di più i loro corpi: senza dubbio qualche livido sarebbe rimasto.
Era così diverso... Strano, ecco; non pareva il solito comportamento timido e restio di Flug, non era l'indole succube che Black Hat tendeva a proteggere; era qualcosa di più vivo, di più caldo, di più eccitante.
Lo scienziato si tirò indietro per riprendere aria, lasciando l'altro non poco spaesato. Si fissarono senza fiato alcuni attimi; "Con quest'atteggiamento rischia di farsi fottere... dottore" disse piegando la bocca in un sorrisetto malizioso, quasi di sfida.
"Forse è quello che voglio" sussurò, lanciando uno sguardo così sicuro sensuale che il demone fu davvero tentato di strappargli tutta quella confidenza da dosso, assieme al camice e ai vestiti, ovviamente. Ma resistette a quell'impulso: voleva vedere fin dove si sarebbe spinto; come avrebbe giocato le sue carte. Con una risata bassa e corta lasciò la presa, e con quel suo sorrisetto ormai stampato in volto, uscì dal laboratorio come non fosse successo nulla. "Andiamo tra cinque minuti".
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Flug si rigirò sulla sedia abbassando lo sguardo ogniqualvolta che Mrs Fault posava su di lui i suoi gelidi occhi. Black Hat ed il signor Fault si erano spostati in un altra stanza per discutere di affari; ma lo scienziato si era reso conto di non poter stare attaccato al suo... compagno, diciamo, come un cane, ed aveva avuto la decenza di restare in compagnia della signora Fault in salotto.
Silenzio.
"Allora, com'è lui in realtà? Con te, intendo".
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Claimed [Paperhat translation]
FanfictionStoria di un certo demone (che difficilmente esprime i suoi sentimenti) interessatosi ad un certo scienziato con qualche problema d'ansia. //// Quindi benvenuti in quella che è la mia nuova ossessione... Ok, questa frase non è mia, bensì dell'autric...
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