Si ritrovarono tutti seduti nel salotto accogliente.
Grethe, ancora scossa, al centro della loro attenzione.
"Cosa è successo prima che mi cadessi tra le braccia?" le chiese dolcemente Nikolai
"Io stavo cercando di...accettare...tutto questo. Insomma, okay i miti e le leggende, ma vederlo nella realtà è qualcosa di...surreale. Non riuscivo a capire e sono esplosa."
"Nel vero senso della parola!" la interruppe Timothy, beccandosi un'occhiataccia da Nikolai.
Grethe si strinse nelle spalle colpevole.
" A proposito, mi dispiace per i vasi e le foto."
L'uomo scosse la testa noncurante e la esortò a continuare con un gesto della mano.
"Beh comunque...dopo l'esplosione è cambiato qualcosa in me. È come se ora riuscissi a percepire le vostre anime ed i vostri sentimenti. So che è strano ma..."
"Invece è normale!" la interruppe nuovamente Tim che questa volta venne ripreso da Julia con uno schiaffetto sulla nuca.
"Non percepisci l'anima ma il potere di ognuno di noi, come noi percepiamo il tuo" le spiegò Nora.
"Essendo tu una Vilia, il tuo potere è bianco ma..." iniziò Nikolai
"...ma il tuo potere è quasi accecante. Più puro di qualsiasi cosa io abbia mai visto." grugnì Menelik con voce cavernosa.
"Menelik ha ragione. Normalmente il potere delle Vilie è bianco, ovvero deriva da magia bianca, ma il tuo...è come se fosse più bianco del normale. Come se tu contenessi la magia di venti Vilie." le spiegò Nikolai.
"Ed è una cosa positiva?" domandò Grethe incerta.
"Da un lato lo è, ma conservi dentro di te talmento tanto potere che potresti facilmente essere paragonata ad una bomba nucleare" le rispose Julia.
Grethe rimase in silenzio, il cuore in tumulto ed il mal di testa in aumento.
"E c'è un modo per liberare questa energia?" sussurrò
"Non che io sappia" la mano di Nikolai le strinse teneramente una coscia mentre parlava
"Ma ti prometto che troveremo un modo."
La donna gli sorrise riconoscente, appoggiando la mano sulla sua.
"Ma esattamente...cosa sai su di noi?" chiese Timothy aggrottando le folte sopracciglia rosse.
"Beh io...so che siete lupimannari e che io sono una Vilia ma non so altro..."
"E sei consapevole dei tuoi poteri?" continuò il lupo.
Un silenzio imbarazzante scese sulla stanza.
" Io so solo quello che viene narrato nelle leggende. So che le Vilie hanno un'affinità particolare con la natura e amano danzare e beh...parlano con gli animali"
"Non solo" rispose quasi indignato Nikolai
"Tu sei una Dea, beh una dea minore, ma lo sei. Il tuo legame con la natura è molto più forte di quel che pensi...se si intacca un luogo a cui sei legata, la tua anima si potrebbe indebolire a tal punto da sfiorare la morte."
"Per non parlare del fatto che hai la capacità di far prosperare flora e fauna!" aggiunse Timothy.
"Non ti è mai capitato di ritrovarti animali fuori dalla porta di casa?" le domandò Julia.
La testa di Grethe scattò verso Nikolai che le sorrise comprensivo.
"È stato il tuo potere ad attirarmi fino alla tua porta. Mi hai salvato la vita dai cacciatori."
La gratitudine del lupo la raggiunse avvolgendolo come una morbida coperta.
"La percepisco. Percepisco la tua gratitudine."
"È un altro potere delle Vilie. Riescono a percepire i sentimenti di tutti gli essere viventi" le spiegò brevemente l'uomo.
Ci furono alcuni istanti di silenzio poi la Vilia diede voce ad un suo dubbio.
"I cacciatori...cosa vogliono da voi?"
Nella stanza riverberò un'onda di scura rabbia, seguita dal ringhio di Menelik.
"Loro voglio ucciderci. È una caccia che va avanti da secoli. E da secoli che la loro scusa è sempre la stessa, ovvero che siamo pericolosi. La verità è che lo sono loro!"
Nikolai fece una piccola pausa cercando di placare il tremore alle mani.
"È stato grazie a Julia, che all'interno del branco svolge il ruolo di Geri -ovvero di sentinella-, che abbiamo scoperto la presenza dei cacciatori sul nostro territorio. Io, essendo Fenrir, ovvero capobranco, ho avuto l'ingrato compito di allontanarli. Ed è stato così che ti ho trovato."
Si sorrisero.
"E voi invece che ruoli rivestite?" chiese poi Grethe al resto del gruppo.
"Io sono Sköll, ovvero il secondo in comando" sorrise orgoglioso Timothy.
"Io invece sono Hati, la guardia del corpo di Fenrir" borbottò Menelik.
La Vilia spostò lo sguardo su Nora, in attesa.
"Io sono semplicemente sua sorella" rise la ragazza indicando il fratello, contagiando di conseguenza tutti.
Terminate le risa, Nikolai le chiese se aveva altre domande.
Ora che si era leggermente ripresa, la curiosità tipica della sua persona si fece avanti.
"Chi...chi era quella donna al ristorante?"
Nikolai sospirò pesantemente, come se si aspettasse quella domanda ma sperava non gli venisse posta.
"Lei è una Volva."
"Una Volva? Ma non erano estinte?" mormorò confusa Nora
"Evidentemente è l'ultima della specie...quello che mi preoccupa è che era insieme a lupi come noi. Come ha convito un intero branco ad allearsi con lei, contro una Vilia?"
Il viso del suo lupo si oscurò nuovamente di preoccupazione.
"Non ha senso." intervenne Julia incredula.
Grethe avrebbe voluto chiedere cosa di quel mondo avesse realmente senso, ma rimase in silenzio a scrutare il viso tetro dell'uomo al suo fianco.
Dopo il dubbio sulla donna dai capelli rossi, ognuno si era ritirato a casa propria, lasciando Nikolai e Grethe soli.
"Hai fame? Sono ormai le tre di pomeriggio..."
Grethe annuì brevemente e seguì l'uomo in cucina.
Nikolai aprì il frigorifero, infilandoci dentro la testa.
"Posso farti una panino...oppure ho un trancio di pizza di tre giorni fa" rise l'uomo spulciando nella dispensa.
La donna rise e si avvicinò alle sue spalle per sbirciare con cipiglio severo.
"Non c'è molto solo perché sono stato via dei giorni" tentò di giustificarsi Nikolai, incassando la testa tra le spalle.
La Vilia analizzò gli scompartimenti vuoti e decise che urgeva l'intervento di una donna.
"Invece credo proprio tu non sia propenso a fare la spesa..." lo prese in giro infatti.
Lui la guardò male e borbottò qualcosa sul fatto che fare la spesa era un lavoro da donne e che lui - di tempo- non ne aveva.
Grethe rise e chiuse con un colpo di reni l'anta del frigo.
"Allora andremo a fare la spesa."
Nikolai la guardò con tanto d'occhi.
La verità era che, non solo voleva riempire la dispensa di quell'uomo, ma anche ricercare quella normalità che negli ultimi giorni aveva perso.
Le tornò in mente la sua amica Leila e chiese sue notizie.
"Non so dove sia. Dopo lo scontro al ristorante noi siamo venuti qua, mentre lei è rimasta là..."
"Quindi potrebbe essere...morta?" sussurrò debolmente la donna sgranando gli occhi.
Nikolai rise dolcemente.
"Non penso proprio, mia dolce luna."
Grethe si imbarazzò al soprannome e con sguardo confuso chiese spiegazioni.
"Non ho il diritto di parlartene. Lo farà lei quando tornerà."
Si guardarono per un lungo momento, occhi negli occhi e respiro impercettibile.
La Vilia si perse negli occhi scuri del suo lupo.
Come per magia lo sguardo le sfarfallò e attorno al corpo dell'uomo si espanse una macchia dello stesso colore del tramonto.
Una calda e piacevole sensazione la fece rabbrividire di piacere.
Nikolai si accorse del tocco gentile del potere della Vilia e la lasciò fare, nonostante stesse fremendo per poterla stringere fra le braccia e baciarla fino a farle venire le vertigini.
Qualche istante dopo, Grethe sbatté più volte le palpebre come se si fosse appena svegliata da un sogno.
"Non te ne rendi conto, vero?" le domandò placido l'uomo.
Lei lo guardò confusa, aggrottando le belle sopracciglia.
"Il tuo potere di Vilia si è svegliato poco fa. Hai toccato il mio potere con il tuo. Quando lo fai, tu provi i nostri stessi sentimenti e noi...beh percepiamo il tuo tocco." le spiegò facendola imbarazzare.
Grethe rimase in silenzio.
Lo sguardo che si posava ovunque tranne che sul corpo statuario dell'uomo.
Con estrema soddisfazione, tutta maschile, Nikolai si rese conto di essere riuscito ad imbarazzarla nuovamente.
Provava un piacere sublime nel vedere gli occhi caldi della Vilia appannarsi di imbarazzo e scappare dai suoi.
Non gli era indifferente.
"Beh andiamo a fare la spesa?" la riportò alla realtà l'uomo ghignando felice sotto la barba.
Piccoli pensieri
Miei cari lupetti,
Come promesso ho aggiornato prima del previsto per farmi perdonare. Spero con tutto il cuore che questo capitolo vi piaccia, soprattuto perché si iniziano a capire un po' di cosucce.
Aspetto una vostra recensione,
Lupodellabrughiera
STAI LEGGENDO
The Night We Met
Werewolf[ COMPLETA ] Grethe vive la sua semplice vita in un paesino scozzese, dividendosi tra il lavoro da infermiera e le giornate passate con l'amica. Quando però uno strano ospite bussa alla sua porta, la sua vita cambia radicalmente. Cosa succede qua...
