Marcus sciolse i nodi che le stringevano i polsi.
"Dovrai starmi attaccata e fare tutto ciò che ti dico" le ordinò, accostando l'orecchio alla porta.
"I miei poteri..." iniziò la Vilia massaggiandosi la carne arrossata.
"Io tuoi poteri sono legati alla natura. Il bunker è sotto terra...eviterei di usarli a meno ché tu non voglia sotterrarci vivi."
La guardò a lungo, lo sguardo freddo ed imperturbabile.
Riconobbe, neglio occhi della donna, la paura.
"Senti Vilia, qua fuori c'è un esercito di lupi pronti ad ucciderti pur di non subire l'ira della Volva. Se farai come ti dico, ne uscirai viva e potrai tornare dal tuo Fenrir."
Le parole che le rivolse erano dure ma vere.
"Va bene, cosa devo fare?"
Marcus accennò un breve sorriso.
"Urla."
Grethe non capì come fece a ritrovarsi con la mano dell'uomo a tirarla per i capelli.
Il bruciore lancinante la fece urlare e portare automaticamente le mani a stringere il polso dell'uomo, cercando di staccarlo.
"Mi dispiace."
Fu un sussurro impercettibile, ma la donna lo sentì comunque.
E comprese.
Stava fingendo.
Venne trascinata per il corridoio illuminato dalla fredda luce a neon.
Passarono davanti a diverse porte chiuse mentre il silenzio veniva interrotto dalle urla della Vilia.
"Lasciami stronzo" urlò Grethe scalciando.
Alcuni lupi accorsero a vedere.
Si appoggiarono al muro -braccia conserte e visi ghignanti- andando a formare un corridoio umano.
Quando la prima mano le palpò il sedere, la donna scalciò con violenza.
"Mi piace tutta questa morbidezza. Non ti va di condividere, vero Marcus?"
Le parole viscide dell'uomo che l'aveva toccata, fecero rabbrividire di ribrezzo Grethe.
"Non mi toccare, animale!"
La voce della donna assunse una nota stridula e per diretta conseguenza il terreno tremò.
La scossa durò poco ma fu abbastanza per far zittire gli uomini.
Poi scoppiò il finimondo.
Tutti gli uomini iniziarono ad urlare ingiurie, a ringhiare e a proporre vari modi per ucciderla.
Marcus tentò di sottrarla dalle mani viscide, ma ci riuscì ben poco.
"Cosa cazzo sta succedendo qui?"
La voce di una donna riportò l'ordine.
Grethe alzò lo sguardo e l'odio scintillò nei suoi occhi.
La donna riccia che aveva ucciso Gondor era in piedi davanti a lei.
"Zaira..."
"Silenzio!" ordinò non spostando lo sguardo da quello incandescente della Vilia.
"Perché è fuori dalla sua cella?"
"Perché voglio divertirmi con lei."
La mano di Marcus scese ad accarezzare la linea morbida del fianco della donna con bramosia.
Grethe si ritirò d'istinto a quella carezza intima.
Farsi toccare da mani che non appartenevano a Nikolai, le sembrava blasfemo.
Zaira, tuttavia, non sembrò convinta.
A quel punto, il lupo, strinse la Vilia al petto e le annusò i capelli.
"Fare sesso su una sedia non è molto comodo e il pavimento è freddo..." tentò lascivo Marcus per poi morderle la guancia.
La lupa ghignò con maliziosa e li lasciò passare.
Marcus trascinò Grethe oltre la folla, strattonandola ogni tanto.
Superato il primo problema, la presa sulla sua testa divenne più gentile, quasi una carezza.
Avevano oramai raggiunto l'uscita del bunker quando il rumore secco di applausi fece raggelare i due sul posti.
"Questo da te non me l'aspettavo."
La voce di Ramona era beffarda e intrisa di ira malcelata.
Marcus si girò.
Le spalle dritte, la postura rigida.
"Non tutti sono d'accordo con il tuo modo di agire. Uccidere un essere soprannaturale è un crimine...uccidere una Vilia poi..."
Ramona rise glaciale.
"Tu? Con una coscienza?" lo schernì.
Marcus si strinse nelle spalle e si frappose tra la Volva e la Vilia.
"Cosa ha di così speciale quella puttanella?" urlò isterica la rossa.
"Tutto ciò che tu non hai."
Era stato un sibillo maligno, sussurrato senza pensarci.
Grethe aveva aperto bocca senza accorgersene, accecata dall'odio.
Ramona saettò lo sguardo su di lei e con un cenno spinse il branco ad attaccare.
Contemporaneamente una forte esplosione scoppiò aldilà dei muri del bunker, bloccando tutti sul posto.
"Sono qui" sussurrò Marcus guardando la Vilia al suo fianco.
"Vai. Scappa. Sono qui per te."
La donna restò ferma dov'era, mentre un lupo caricava nella loro direzione.
Il pelo marroncino si sporco ben presto di sangue, lì dove il pugnale di Freki si era andato a conficcare.
"Vai Vilia!" urlò poi, affrontando due uomini.
Grethe si girò un'ultima volta ringraziandolo con lo sguardo.
Poi corse via.
Corse a lungo.
Oltrepassò la porta e si ritrovò in un bosco.
Si fermò un attimo per riprendere il respiro, correre non le era mai piaciuto e di fiato ne aveva ben poco.
Espirò pesantemente e poi riprese la sua maratona.
Schivò alberi, sassi, massi e tentò di non cadere almeno una ventina di volte.
Si girò indietro ed in lontananza vide sfarfallare le luci di alcune torce.
Quando si girò nuovamente per controllare il percorso, si fermò di botto, rischiando di cadere.
Una schiera di lupi la fissava.
Al centro, fiero, se ne stava un lupo dal nero manto lucente.
Gli occhi, due gemme d'ambra, rilucevano nel buio della notte.
"Nikolai?" sussurrò tremula.
Il lupo guaì e Grethe crollò sulle ginocchia.
Lo sguardo offuscato dal pianto.
Nikolai la raggiunse -il corpo di lupo che si muoveva leggiadro- e si sedette davanti alla donna.
Paura, gioia, preoccupazione e amore riverberarono sulla pelle della Vilia, facendola rabbrividire e appoggiare contro il pelo ispido del lupo.
Lo strinse in un abbraccio, lasciandosi cullare dal potere che il lupo sprigionava.
Era venuto a salvarla.
"Dobbiamo andare" intervenne Leila dalle retrovie.
Grethe sorrise sorpresa all'amica e si issò in piedi.
"Devi salire in groppa a Nikolai, Grethe. Dobbiamo allontanarci velocemente."
Continuò l'amica, lasciando le smancerie ad un altro momento.
La Vilia annuì e fece come le era stato detto.
Voltò lo sguardo verso Leila e la trovò in groppa ad un mastodontico lupo dal pelo bianco-grigio.
Quando il grande muso si girò verso di lei, occhi rossi come rubini scintillarono.
Menelik.
I due lupi si guardarono e poi affondarono le zampe nel terreno umido.
Fenrir correva fiero, davanti a tutto il branco.
Il lupo nero venne affiancato a destra da Menelik, mentre alla sua sinistra venne raggiunto da un lupo marroncino.
Timothy.
Grethe sorrise rassicurata e si strinse alla gorgiera di Nikolai, assecondando come meglio poteva i movimenti del corpo dell'animale.
La cavalcata fu estenuante.
Quando riconobbe, in lontananza, il quartiere di Braemar in cui viveva Nikolai, la Vilia sorrise.
"Casa."
Piccoli pensieri
Eccomi tornata, miei cari lupetti.
Altro capitolo per voi.
Spero vi piaccia e spero lascerete un voto.
Al prossimo episodio, che arriverà presto.
Sento profumo di vacanze.
Che la luna ululi per voi mie cari.
lupodellabrughiera
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The Night We Met
Werewolf[ COMPLETA ] Grethe vive la sua semplice vita in un paesino scozzese, dividendosi tra il lavoro da infermiera e le giornate passate con l'amica. Quando però uno strano ospite bussa alla sua porta, la sua vita cambia radicalmente. Cosa succede qua...
