"Non ci vado"
"Tu ci vai!"
"Ma non lo conosco nemmeno"
"Ci devi uscire proprio per questo"
Grethe e Leila, seduta una davanti all'altra al tavolo della modesta cucina della prima, continuavano a discutere sulla possibilità di andare all'appuntamento con l'uomo del supermercato.
"È troppo tempo che non esci con un uomo, Grethe. L'ultima volta è stata con il povero turista tedesco e mi sembra che non sia finita neanche poi così bene. "
Una risatina lasciò le belle labbra di Leila facendo incupire l'amica.
"Non è colpa mia se era un imbranato cronico! Mi ha bruciato uno dei miei vestiti preferiti!"
Leila rise apertamente ricordandosi perfettamente lo sguardo allucinato della donna quando si era precipitata a casa sua con addosso solo il cappotto e il vestito bruciacchiato in mano.
"Quel Nikolai non mi sembra il tipo che fa cedere un candelabro addosso alla sua accompagnatrice, al massimo ti incendia con uno sguardo" ghignò maliziosa la bionda una volta fermata la risata.
Grethe si coprì il viso, troppo imbarazzata per continuare ad ascoltare i motivi per cui sarebbe dovuta andare a quel dannato appuntamento.
La verità era che non aveva paura di uscire con uno sconosciuto ma aveva paura di conoscere fin troppo bene il proprietario di quel buonissimo profumo.
Sperava che quello fosse solo uno stupido sogno, ma in cuor suo sapeva fin troppo bene che c'era un collegamento tra il lupo della scorsa notte e Nikolai.
Non sapeva come fosse possibile e soprattutto da dove derivava quella sua sicurezza, sapeva soltanto che per scoprire qualcosa di più su quel misterioso uomo doveva accettare il suo invito a cena.
"Ci andrò" pronunciò a voce alta, fermando lo sproloquio dei Leila.
L'amica urlò felice a le gettò le braccia al collo.
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Alle 7:55 si fece trovare davanti al Gillis, vestita di un semplice pantalone nero e maglioncino.
Leila l'aveva aiutata a raccogliere i capelli ribelli in una coda alta- che le scopriva la morbida curva del collo- e l'aveva truccata leggermente facendola risplendere nella sua disarmante semplicità.
Poi aveva costretto l'amica a chiamare Andrea Manello, intimandogli di convincerlo ad uscire quella sera con lei e di ritrovarsi casualmente a cenare al Gillis. Solo per evitare di bruciare un altro vestito, sia chiaro.
Così se ne stava in piedi davanti l'insegna a neon gialla del locale, aspettando che una qualche divinità benevola la convincesse ad entrare.
Sospirò una, due, tre volte e poi spinse la porta.
Individuò subito l'uomo seduto ad un tavolo abbastanza centrale, proprio sotto le luci soffuse che pendevano dal soffitto. Ovviamente Stacy, la figlia quarantenne di Gillis con qualche problema a non fare l'ochetta con qualsiasi essere vivente di sesso maschile, aveva avuto la brillante idea di mettere un uomo così bello e prestante al centro dell'attenzione di tutto il pub.
Come se già non lo fosse...
E Nikolai, splendido nel suo dolcevita bianco, se ne stava lì a farsi rimirare da tutte le donne del locale, lo sguardo fermo sulla porta d'ingresso. Con estrema soddisfazione Grethe si accorse che l'uomo non degnava di uno sguardo nessuno, come se la cosa più importante dovesse ancora arrivare.
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The Night We Met
Werwolf[ COMPLETA ] Grethe vive la sua semplice vita in un paesino scozzese, dividendosi tra il lavoro da infermiera e le giornate passate con l'amica. Quando però uno strano ospite bussa alla sua porta, la sua vita cambia radicalmente. Cosa succede qua...
