Venti minuti dopo stavano girando dentro il supermercato di Breamar.
Nikolai alla guida del carrello, mentre Grethe camminava al suo fianco.
"Ti piace fare la spesa?" le domandò lui girando nel reparto bibite.
"Quando ero a KinLoch Rannoch, io e Leila eravamo solite recarci una volta alla settimana nel negozio di Sharon, giù in centro..."
"Sharon McDowall?" la interruppe lui.
Lei annuì mentre lui sorrideva.
"Anche lei è una lupa. Una cara donna. Purtroppo l'ho conosciuta per poco, prima che decidesse di allontanarsi dal branco e vivere sola."
"È possibile? Allontanarsi dal branco, intendo." chiese curiosa la donna mettendo nel carrello una cassa di birra indicatagli dall'uomo.
"È rischioso. Un lupo, da solo, è più debole che in branco. Ma è comprensibile la sua scelta."
Girarono nella corsia successiva e poi ripresero a parlare.
"Prima che diventassi io Fenrir, il vecchio capobranco non apprezzava che i propri lupi si mischiassero con gli umani. Un po' per timore di un possibile attacco dei cacciatori, un po' per ottusità. Come ben sai Sharon è innamoratissima di Alecxander e lui è umano. Per questo se n'è andata."
Nel carrello ci finirono delle scatolette di tonno e qualche barattolo di passata di pomodori.
"È stata una decisione importante. Non so se sarei stata in grado di lasciare il mio mondo per amore." affermò Grethe camminando nella corsia successiva.
Pasta e riso.
"Preferisci la pasta o il riso? Oppure tutti e due? Io prenderei tutti e due...così puoi variare" ragionò la donna soppesando la scelta.
"Tu fai parte del mio mondo. Non dovresti mai lasciarlo." pronunciò serio Nikolai.
Poteva sembrare una frase come un'altra.
Ma Grethe, forte del potere di Vilia, comprese le reali implicazione di quelle parole.
Sostanzialmente, le aveva appena fatto una mezza dichiarazione, il ché era assurdo visto che si conoscevano da poco meno di una settimana.
Forse, ragionò la donna, per loro i sentimenti si sviluppando più velocemente.
Ma il fatto restava e lei non sapeva cosa rispondergli.
Non gli era indifferente e di questo, Grethe, ne era certa.
Ma non poteva, né voleva, sbilanciarsi con una dichiarazione spassionata.
"Prendiamo gli spaghetti, le penne e il riso." disse afferrando i pacchetti.
Vide e provò la delusione di Nikolai e – nonostante si sentisse una vera stronza- continuò a fare la spesa.
In silenzio, finirono di fare la spesa sotto lo sguardo riverente e talvolta invidioso delle persone all'interno del supermercato.
Una volta usciti dallo stabile, le braccia cariche di borse, Grethe respirò a pieni polmoni e rilassò le spalle.
Stare sotto tutti quegli sguardo la metteva in soggezione ed il fatto che Nikolai non le rivolgesse più la parola, peggiorava solo la situazione.
Non sentì più la sua bella voce, finché non raggiunsero casa.
Erano davanti la porta di casa quando l'uomo si bloccò, le chiavi infilate nella serratura.
Alzò leggermente il viso verso il cielo e annusò l'aria proprio come i lupi.
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The Night We Met
Werewolf[ COMPLETA ] Grethe vive la sua semplice vita in un paesino scozzese, dividendosi tra il lavoro da infermiera e le giornate passate con l'amica. Quando però uno strano ospite bussa alla sua porta, la sua vita cambia radicalmente. Cosa succede qua...
