6.

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Draco rimase chiuso in camera tre giorni senza fare un pasto decente o aprire le tende.
Gli elfi preoccupati per il loro unico padrone avevano scelto uno di loro per andare a chiamare Blaise che arrivò subito a Malfoy Manor.
Salì le scale che dal salone portavano al primo piano immaginando cosa fosse successo poiché l'elfo non si era spiegato.
La porta della camera di Draco era chiusa e conoscendolo non provò neanche a bussare, entro e basta. Un terribile odore di chiuso e sudore gli penetrò nelle narici lasciandolo per qualche secondo schifato poi si guardò intorno e si diresse verso il bagno.
« Draco? »
Il biondo non rispose e non aprì la porta, si limitò a fissarla sorpreso come se l'altro potesse vederlo.
« Draco sei lì? »
« Perché sei qui Blaise? »
« Mi hanno chiamato i tuoi elfi. Draco apri la porta per favore. »
In assenza di una risposta il moro sospirò e uscì cercando l'elfo che lo aveva chiamato.
« Tanto Draco non parlerà. Dimmi cos'è successo. »
« Quattro giorni fa è arrivata una missiva dai Greengrass, la signorina Astoria è stata giustiziata per l'errore commesso. Il padrone non mangia. »
Blaise scioccato lo ringraziò e tornò in camera del biondo ma esitò qualche secondo prima di bussare ancora.
« Draco... so cos'è successo. »
Dall'altra parte della porta di mogano c'era solo silenzio.
« Sto entrando okay? Alohomora. »
La scena che si trovò davanti agli occhi lo lasciò con il cuore in una morsa dolorosa.
« Ruf me l'ha detto. »
« I tuoi servizi non sono richiesti Blaise. »
« Quella mano non guarirà da sola. »
« Se non puoi riportare indietro la donna che amo e mio figlio sei pregato di andartene. »
« Draco... »
« Vattene Zabini! Non ho bisogno del tuo aiuto. »
« Ti sbagli, sei distrutto Draco. »
« Perché tu non lo saresti? Ho visto morire i miei genitori, la mia promessa e con lei il nostro bambino! Ero felice! Ero finalmente felice e ora è tutto distrutto. »
Il biondo si lasciò scivolare lungo il muro e per la prima volta nella sua vita Blaise lo vide piangere.
« L'unico che mi possono ancora portare via sei tu. »
« Io non me ne andrò Draco. »
Gli si sedette accanto.
« Posso medicarti? »
Draco annuì e si alzò, Blaise sorrise.
Gli tolse tutte le schegge di vetro rimaste incastrate nella mano, disinfettò minuziosamente e bendò il tutto.
« Hai degli incubi? »
« Come sempre. »
« Ma erano spariti. »
« E sono tornati. »
« Hai ancora delle pozioni? »
« Si. »
« D'accordo. »
Si alzò e si diresse verso la porta.
« Dove vai? »
« A controllare la Granger. »
« No Blaise. »
« Era in condizioni pietose quando l'ho vista. Voglio accertarmi che stia bene. »
« Ti ripeto Blaise che quando imparerà a stare al suo posto starà benissimo. »
« Nel mentre farò il mio lavoro e mi assicurerò che tu non la uccida. »
Draco sbuffò e gli voltò le spalle poi pensò che in realtà non sarebbe stata una brutta idea medicarla perciò sventolò svogliatamente la mano in aria e aggiunse.
« Hai ventiquattro ore. »
Il moro si fece accompagnare nei sotterranei dall'elfo ed entrò nella cella dove la Grifona giaceva a terra priva di sensi.
Cercò il battito constatando che c'era ancora, le scostò i capelli dal viso accarezzandole lo zigomo gonfio e viola poi sospirò e la fece levitare per portarla fuori da quell'incubo.
« Mostrami una camera per lei. »
« Il padrone- »
« Obbedisci a me Ruf. »
« Segua Ruf. »
La posò sul letto e cominciò ad interrogare l'elfo.
« L'avete nutrita? »
« Gli ordini del padrone sono un pasto al giorno. »
« Che tipo? »
« Principalmente pane e acqua. »
« Proprio un pasto. -mormorò ironico- Portami un bicchiere di latte caldo. »
« Si Signor Zabini. »
Rimase solo con la riccia e cominciò a guardare i vari ematomi o tagli visibili sul viso e sul collo, osservò l'orrenda bendatura fatta alla mano ancora violacea e gonfia.
La mise sotto le coperte per tenerla al caldo e aspettò che si svegliasse.
Hermione alla vista di Blaise emise un urlo strozzato e cercò di allontanarsi.
« Ehi calma. Non voglio farti male Granger. Voglio aiutarti. »
« Dove... dove sono? »
« Sempre a Malfoy Manor. Draco mi ha dato ventiquattro ore per curarti ma cercherò di dilungare le cose. »
« Perché? »
Zabini la guardò sorpreso e alzò le sopracciglia.
« Perché è il mio lavoro. E per far capire a Draco che tutto ciò non ha senso. »
Le porse il bicchiere e la riccia lo prese con la mano tremante.
« Devi berlo, ci sono delle gocce che ti aiuteranno a prendere un po' di forza. »
Hermione bevve tutto il contenuto e Blaise riprese il bicchiere poi le tastò il taglio sulla guancia.
<< Devo spogliarti Granger. »
La Grifona annuì e senza opporre resistenza lasciò che il moro le sfilasse la vestaglia, al contatto con le mani calde del mago le scappò un sospiro e abbassò subito gli occhi ma Blaise sorrise.
« È normale Granger. Non preoccuparti. »
« Scusa... io- »
« Non preoccuparti. »
Disinfettò tutte le ferite e la coprì nuovamente.
« Tornerò tra un po'. »
Tornò in camera del padrone di casa e lo guardò bene per la prima volta da quando era arrivato, aveva delle profonde occhiaie, un inizio di barba, la camicia sporca e stropicciata.
« Draco. »
« Hai finito? »
Il moro indurì lo sguardo.
« No Draco. L'hai ridotta ad uno straccio. »
« Lo dici come se dovesse importarmi. »
« No, d'altronde sei il freddo e privo di sentimenti Draco Malfoy eppure sbaglio o poco fa hai ammesso di amare? »
« Che gioco stai facendo? » Ringhiò il biondo trattenendosi dal colpirlo.
« Nessuno Draco. Vorrei solo salvare ciò che rimane del mio migliore amico. »
« Non pensi sia un po' tardi? »
« Stai insinuando che fino ad ora non ci abbia provato? Chi è che quando gli offrivo di passare un pomeriggio lontano da qui preferiva andare a puttane con gli altri Mangiamorte?! Chi è che quando mi sono reso disponibile per parlare mi ha trattato di merda?! Tu! Tu Draco e ora non venirmi a dire che non ci ho provato! »
Terminò la frase urlando mentre Malfoy lo fissava impassibile.
« Le ventiquattro ore scorrono Blaise. »
« Sei veramente senza speranze. »
Sbottò uscendo dalla stanza. Non si rivolsero la parola per tutto il pomeriggio.
Quella stessa sera Draco uscì dalla camera deciso a mettere qualcosa nello stomaco dopo un digiuno durato troppo e camminando per i corridoi passò davanti alla camera che ospitava la Granger.
La trovò straordinariamente in piedi e gli dava le spalle.
« Non ti abituare Mezzosangue. - Hermione sobbalzò e indietreggiò per tenerlo a distanza- Quando domani ti sveglierai sarai già tornata nella cella che ti spetta. »
Ignorandolo si diresse verso il bagno ma il biondo le strinse un polso e la gettò malamente sul letto bloccandola tra le coperte calde.
« Malfoy lasciami! Levati di dosso! »
Draco sorrise con aria di scherno e si avvicinò all'orecchio destro.
« Blaise se ne andrà e quando tornerà fidati, tu sarai già ai miei ordini. »
« Malfoy levati! »
Attirato dalle urla Blaise riuscì a tirare l'amico lontano dalla Grifona e si mise tra i due.
« Ti ha dato di volta il cervello?! »
« Blaise, è mia... posso farci quello che voglio. Non ti sarai affezionato? »
« È una donna Draco, come prima cosa! E non una delle prostitute che ti sbatti con gli altri Mangiamorte! »
« È la Mezzosangue Blaise. »
« Merlino... mi fai ribrezzo. »
« Se ci tieni tanto Blaise prenditela. Sparite, tutti e due! »
Il moro guardò confuso e preoccupato la reazione dell'amico ma capì che fosse meglio assecondarlo; allungò una mano alla riccia senza guardarla e la tirò in piedi.
« Quando cambierai atteggiamento fammi un fischio. »
Detto ciò si smaterializzò insieme alla ragazza e Draco rimase solo in quel grande maniero. 

Under the Darkness | Dramione | Italian VersionLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora