3.3: Dopo

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Passarono settimane e nessuno dei ragazzi ebbe più notizia dell'uomo che li aveva aiutati e salvati. Quel giorno in cui Nora e Christine si erano svegliate, avevano raccontato tutto ai loro amici poi, dopo soli pochi minuti, tutto quello che avevano vissuto dall'afoso giorno di quell'estate in cui tutto era iniziato, aveva incominciato a sfumare. I ricordi avevano iniziato a dissolversi. Quando Brooke aveva chiesto dove fosse finito Christopher, gli altri non se lo ricordavano. Tornarono a casa come se non fosse successo nulla, augurandosi una buona serata. Brooke era l'unica che si ricordava totalmente del signor Denver. Arrivata a casa cercò informazioni su un certo scrittore dal suo nome, ma era come se non fosse mai esistito. La parte peggiore era che anche sua madre sembrava non averlo mai conosciuto. Pianse tutta la notte. In quell'uomo aveva ritrovato un legame che aveva provato solo con suo padre prima di lui. Vedere di nuovo sua madre felice e sorridente per la prima volta dopo anni l'aveva fatta sentire realizzata, e ora era tutto finito. Brooke non lo sapeva, ma anche Christine aveva ancora un vago ricordo del signor Denver. Sapeva che era stato lui a salvarla, ma non provò a cercare nulla su di lui, come se sapesse che era meglio così, come se sapesse che tanto non avrebbe trovato nulla. Chiunque fosse quell'uomo, aveva salvato lei e Nora. Non si ricordava da chi o da che cosa, ma le aveva salvate e tutti i suoi amici avevano avuto fiducia in lui. 

Se è sparito nel nulla avrà avuto le sue ragioni

Nonostante questo pensiero, le sarebbe rimasto un vuoto incolmabile nel petto.

***

- Allora Brooke, mi aspetti qui fuori e torno tra un attimo, va bene? Il tempo di consegnare questo libro a Johanna-. Brooke annuì e iniziò a camminare davanti alla vetrina della pasticceria dell'amica di sua madre. Era una soleggiata giornata di metà maggio, l'anno scolastico stava volgendo al termine, la sua squadra di rugby aveva vinto il campionato regionale e la stagione degli sport era finita: ormai non le restava che riposarsi e godersi il tempo con i suoi amici. Nel frattempo, però, aveva iniziato ad accompagnare sua madre a fare le consegne a domicilio ai clienti abituali della libreria e la cosa non le dispiaceva affatto. In questo modo aveva l'opportunità di conoscere più gente e, se era fortunata, i proprietari dei negozi le regalavano del cibo come compenso. Sperava vivamente che anche la signora Johanna regalasse qualcosa di dolce a sua madre. Si fermò a contemplare i dolci messi in bella vista dall'altra parte del vetro. Le sarebbe piaciuto assaggiare un soffice macaron al cioccolato o un cannolo allo zabaione... o forse era meglio una donut? Decisamente la donut. Le ciambelle glassate erano di tre tipi: al cioccolato, alla fragola e vuote. Non aveva idea di quale sarebbe stata la migliore, forse... - Quella alla fragola. E' il tuo gusto preferito-. Una voce familiare proveniente da dietro di lei la colse di sorpresa. Alzò lo sguardo nel riflesso della vetrina ma l'unica cosa che vide era una ragazzina sul marciapiede intenta ad ammirare dei dolci. Qualcosa la spinse a voltarsi verso destra dove l'edificio finiva, e proprio lì, riconobbe lo svolazzo di un cappotto che avrebbe riconosciuto ovunque: quello del signor Denver. 

Chi era in realtà il signor Denver? Dov'era stato per tutto quel tempo? Sono domande a cui non posso rispondere perchè, come si suol dire, questa è un'altra storia. 

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