- Ho vinto io! Fottiti Kurt!- urlò Brooke alzandosi di colpo dalla sedia e facendola quasi cadere a terra.
Emily scoppiò a ridere alla faccia scocciata dell'amico.
- Sì ma Brooke, calmati. Hai solo conquistato la Kamtchatka a Risiko, non il cuore di Cole Sprouse-
Alle parole di Nora, Emily iniziò a ridere così forte che sembrò sul punto di soffocare, così come Christine. Il tavolo tremò leggermente, come spinto dal movimento delle risate nella notte. La candela accesa accanto al tabellone da gioco emetteva una luce flebile in confronto alle torce accese tutto intorno al resto del tavolo.
Erano solo le otto e mezza di sera, eppure il tramonto era già passato da un pezzo e la casa e i campi erano ormai avvolti nell'oscurità. I ragazzi erano riusciti ad accendere il barbecue e preparare la carne alla griglia senza problemi, nonostante dopo aver cucinato, Nora fosse mezza affumicata. Non erano riusciti ad accendere un falò per far abbrustolire i marshmallows poichè il terreno era leggermente umido, ma li avevano fatti arrostire sulla griglia da carne ancora calda e ora erano seduti intorno al tavolo, ridendo, giocando e mangiando gommoso cibo da scout, come se fosse il giorno migliore della loro vita.
Christine allungò un braccio per infilzare con lo spiedino un altro marshmallow, ma il suo viso si deformò in una smorfia di dolore quando sentì il crosto del gomito tendersi sotto le bende.
- Eh che cazzo- sussurrò in modo appena percettibile.
Nora la fissò con le guance piene di dolci e quei suoi occhioni grigi curiosi. Sembrava uno di quei criceti che non fanno altro che mangiare di tutto e di più.
- Male?- chiese ancora masticando.
- ...non molto - mentì la ragazza. Non voleva far preoccupare gli altri, come sempre, e questo la portava a nascondere cose anche più gravi.
- Siete pronti al rientro a scuola?-
Tutti sospirarono a quella domanda da parte di Emily che si stava ancora asciugando le lacrime provocate dall'attacco di risa precedente.
- Ti prego, non parliamone- protestò Kurt con aria piagnucolosa.
- Mi hai appena fatto rinvenire gli hamburger- disse Brooke imitando un conato di vomito.
Nora scrollò le spalle e Christine abbozzò un sorriso, che fece illuminare gli altri.
- Oh oh Chris, perchè sei così felice di tornare a scuola, impaziente di rivedere qualcuno?- chiese Emily eccitata, alzandosi e piantando le braccia sul tavolo davanti all'amica che arrossì violentemente.
- Che? Ma no, sono solo felice di tornare a scuola e rivedere i miei compagni del corso di chimica-
Si spinse su gli occhiali scesi sul naso con un gesto imbarazzato. Chi voleva prendere in giro? Lei odiava i suoi compagni di classe. Erano gli stessi che l'avevano bullizzata alle medie e nonostante con l'inizio delle superiori le cose fossero migliorate, il gruppetto che la prendeva di mira c'era sempre. Si trovava bene con un'unica persona, Helen Winchester. Aveva legato con lei solo nell'ultima parte dell'anno scolastico grazie a un progetto organizzato dal professore di Storia che le aveva coinvolte entrambe. Helen era una ragazza bassa, magrolina, capelli riccioluti e lunghi fino alle spalle di un colore castano scuro, così come i suoi occhi. Sembrava così fragile che Christine l'aveva presa subito a cuore con fare fraterno
Sì, fraterno, credici, Christine
Le sussurrò una voce nella sua mente, a cui non diede molto peso. Nonostante sembrasse fragile era fortissima, una spaccaculi, in poche parole. O almeno, questo era quello che pensava Christine della sua amica, è solo che la diretta interessata ancora non sapeva di esserlo.
- Wilson, ci sei?- la chiamò in falsetto Nora, per poi morsicarle un braccio.
- Cristo Nora, non sono un kebab-
- È il mio modo di dimostrare affetto-
- Ti affetto io se mi mordi ancora una volta-
Emily scoppiò a ridere, di nuovo.
- Allora Chris... chi sei impaziente di vedere?- chiese Kurt con un sorriso inquietante.
- Beh, innanzitutto El, dato che è da un po' che non...-
- Helen! Cazzo, lo sapevo-
Brooke sbattè la mano sul tavolo, facendo tremare pericolosamente la candela.
- Sì okay, è una mia amica e non la vedo da un po' comunque a Kurt piace Jack- rispose la più grande tutto d'un fiato. Kurt diventò un peperone e si coprì la faccia con le mani.
- Chris, ti odio-
Christine sorrise maliziosamente.
- Dai Kurt, lo sappiamo che sei innamorato di lui da tantissimo tempo. Arrenditi, siete la coppia gay più bella che ci sia-
- Ma lui non è gay- piagnucolò il ragazzo, ancora rosso in viso.
- Dovresti parlargliene comunque. Esprimere i propri sentimenti è importante, anche se sai che potrebbero non essere ricambiati-
- Ecco che ritorna Chris la filosofa- sbuffò Emily divertita. Christine sorrise debolmente, sperando che si fossero dimenticati di quello che stavano dicendo prima di lei.
- Ragazzi, è inutile che vi lamentate. Brooke sarà sempre quella messa meglio in fatto di relazioni- disse Nora e Brooke sorrise soddisfatta.
- Già, Will è un amore. Alla faccia vostra-
- Sto per vomitare- la schernì Emily.
- Provaci. Prima o poi dovrai ammettere che siamo una bella coppia- rispose Brooke facendo l'occhiolino.
- Okay adesso basta, mi fate sentire ancora più sola di quel che sono già- disse Nora.
- Cosa ne dite se andassimo dentro a coricarci? È presto ma ormai è già buio e inizia a fare freddo-
I ragazzi si strinsero involontariamente nelle loro felpe.
- Uffa- si lamentò Kurt.
- Io volevo stare ancora qui...- disse Emily guardandosi intorno.
- Sentite che pace. No inquinamento acustico o luminoso, è una serata perfetta-.
I cinque restarono in silenzio, a contemplare il buio, il rumore dei grilli di sottofondo e le stelle che splendevano alte nel cielo. Tutti i loro problemi sembravano lontani anni luce in quel momento. A chi importava se non avevi una relazione, se eri confuso sul chi eri, se a scuola non ti capivano, quando stavi con i tuoi amici?
Un lupo ululò in lontananza. Brooke sussultò leggermente. Doveva essere uno scherzo, non c'erano lupi. Al massimo poteva essere il cane pastore del fienile poco più in là. La ragazza chiuse momentaneamente gli occhi, si massaggiò le tempie e inspirò profondamente. Pace. Era l'unica parola che le era venuta in mente per descrivere quel momento. Udì uno scricchiolio dietro di sè e sentì Kurt che si irrigidiva di fianco a lei. Spalancò gli occhi e quando vide quegli occhi rossi davanti a sè, dietro Christine e Nora, lanciò un urlo straziante, si alzò di colpo dalla sedia che cadde rovinosamente a terra e iniziò a correre verso la porta. Gli altri rimasero scioccati per un istante a quella reazione improvvisa, poi quando Brooke afferrò per un braccio Emily per portarla con sè si misero tutti a correre verso le scale.***
- Che cazzo è successo? Brooke, cos'hai visto, cazzo? Ma sei fuori? Farci prendere un colpo così dopo quello che è successo questo pomeriggio?-
Nora non la smetteva di urlare contro una Brooke spaventata.
Erano nella prima stanza al primo piano, illuminata solo dallo schermo del telefono di Christine. Quando Brooke era scappata terrorizzata aveva spaventato così tanto gli altri che tutti erano corsi su per le scale, lasciando le torce e qualunque altra cosa al piano di sotto, e sbattendosi la porta della camera da letto alle spalle. Emily aveva avuto di nuovo un attacco di panico ed era seduta su una brandina polverosa di fianco a Nora, che le cingeva le spalle con un braccio cercando di calmare la più piccola. Kurt continuava a guardare terrorizzato fuori dalla finestra spalancata, come in attesa dell'apocalisse. Christine era accasciata contro la parete scrostata di fianco alla porta e respirava sommessamente, mano destra al cuore come sul punto di recitare l'inno nazionale e cellulare impugnato nella mano sinistra per fare luce in quell'oscurità. Brooke pareva sul punto di svenire. - Ho visto una cosa e mi sono spaventata- Furono le uniche parole che le uscirono di bocca. Kurt la fissò inorridito. - Lì fuori non c'era nulla Brooke. Se volevi farci uno scherzo è stato di pessimo gusto- . Lei si guardò intorno, in cerca dello sguardo di qualcuno che poteva capirla, come Christine. Ma la più grande continuava ad avere lo sguardo opaco, lontano ed era troppo impegnata a cercare di respirare per accorgersi dell'aiuto che Brooke necessitava in quel momento. - Brooke, avrai visto un animale. Siamo in campagna, è normale cazzo, io sarei rimasta lì ma vi siete messi tutti a correre e c'era il panico. Non avrei saputo che fare- disse Nora sospirando e stringendo la spalla a Emily che stava riniziando a prendere colore. - La candela-. Il panico si riaccese negli occhi di Brooke. Si precipitò alla finestra dalla quale era affacciato Kurt, spostò malamente il ragazzo per guardare fuori e tirò un sospiro di sollievo. Quando si era alzata e aveva fatto cadere la sedia, il tavolo si era mosso e la candela era caduta. Per un attimo aveva pensato che l'erba secca sul terreno avrebbe preso fuoco e sarebbero morti tutti bruciati, ma all'esterno non c'era segno di fiamme. I pensieri da "cento modi stupidi per morire" si spensero nella sua mente. Si allontanò dall'aria fredda che entrava dalla finestra, quando un frusciare di foglie e uno scricchiolio di rami proveniente dal piano di sotto la fecero trasalire leggermente. Si passò una mano sulla faccia e chiuse la finestra. Quando tornò a voltarsi verso gli altri, tutti la stavano fissando in attesa di qualcosa. - Mi dispiace- sussurrò. - Però davvero, c'era qualcosa. Qualcosa dietro Nora e Christine- disse sospirando. Nora ebbe un guizzo negli occhi. - Telefono mio padre. Ce ne andiamo da qui-. Nora si sporse verso Christine e quest'ultima le passò il cellulare con mano tremante. - Voglio andare a casa- disse con voce flebile Emily, stringendo il braccio di Nora in una stretta micidiale.
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Tiro a segno
HorrorCinque ragazzi, cinque storie tormentate, una cittadina apparentemente tranquilla, un uomo misterioso, dei fatti inspiegabili. Potreste essere voi, potremmo essere noi, potrebbero essere gli altri. Se iniziassero ad accadere cose degne di un film h...