Se penso a tutto quello che mi è successo ci impiegherei tutta la vita a raccontare.
Sono davvero triste, mi sembra di aver perso le persone a cui ci tenevo di più. Anzi, ho perso le persone a cui tenevo tanto.
Mirko mi ha voltato le spalle, Christian è tornato quello di prima, Malcolm, beh, di lui non me ne frega niente, Nikka, ma non per volere suo...
Sono completamente da sola. Però aiutare Jessica a preparare il matrimonio mi distrae dai miei pensieri.
Tra una settimana si sposa. Sono felice, anche se dovrò incontrare Christian e Mirko.
Ora non vado più a vedere gli allenamenti, porto solamente in giro Totò, Dogo e Dago e poi torno subito in camera mia o vado da Jessica a mettere a posto tutte le cose.
- Bene. Il matrimonio si svolgerà nel grande terrazzo vicino alla fontana e poi dopo ci sarà la corsa dei cavalli. - mi spiegava Jessica mentre preparavamo le tovaglie e tutta l'alrgenteria.
- Okei. Ma se piove? -
- Tranuilla Marta, abbiamo controllato e a quanto pare sarà una giornata afosa. -
- Speriamo allora che non prenda fuoco il bosco. -
Si mise a ridere.
- Jessica. -
- Dimmi. -
- Sei sicura di volerlo sposare? -
- Si, perché non dovrei? -
- No, niente, solo che vi conoscete solamente da due settimane... E boh. -
- Non è vero. Ci conosciamo già da due mesi e ne abbiamo fatte di cose. -
COSA?!
- Bastardo! - urlai entrando nello studio di Malcolm. Con lui c'erano Christian, Mirko e Jeffrey.
- Che succede? - chiese Malcolm alzandosi, mentre i tre maschioni mi tenevano.
Ero incazzata nera.
- Lasciatela. - gli ordinò.
- Sei un verme! Tu mi fai schifo! -
- Non parlare così... - si intromise Jeffrey.
- Faccio quello che mi pare e piace con il mio papi! - dissi in modo sarcastico.
- Uscite. - ordinò Malcolm ai tre.
Quando uscirono si rivolse a me: - Che cosa è successo? -
- Tu andavi a letto con Jessica quando ti scopavi me! Sei un puttaniere. -
- Lo so Marta, lo so. Ci siamo conosciuti ad una festa e poi dopo che te ne sei andata le ho chiesto di venire a fare la badante. Da lì ho capito che me n'ero innamorato. -
- Non sai quanto ti detesto. -
- Marta, te l'ho già detto. Lo so che non mi perdonerai mai per ciò che ti ho fatto e se proprio vuoi vattene. Solo che ti proibisco di tornare da Tyler. -
- Tranquillo. Io da quello lì non ci tornerò. -
- Aspetta, ma tu non hai ancora diciotto anni, quindi sei costretta a rimanere ancora qui. -
- Tranquillo, ho degli amici in Europa. Me ne vado da loro. -
- Posso chiederti solo un favore? Puoi rimanere qui fino al matrimonio. Jessica ci tiene molto che tu sia la sua damigella d'onore. -
- Va bene, però prenota un volo per l'Europa e io cerco di chiamare i miei amici. -
- Chi sono? -
-Dei vecchi amici di famiglia. -
- Va bene. Allora prenoto un volo. -
- Abitano in Italia, sono di Roma. -
- Perfetto. -
Uscii dalla stanza e andai in salotto per chiamarli.
- 3392056002. - dissi ad alta voce. Aspettai che qualcuno rispondesse.
- Pronto? - rispose qualcuno in italiano.
- Sono Marta! -
- Marta! Come stai? - chiese in inglese.
- Tutto bene. Volevo chiederti un favore, Miriam. -
- Dimmi tutto tesoro. -
- Ho chiesto al mio tutore di venire da voi in Italia. Per voi va bene? -
- Certo! Sei la benvenuta. Per quanto vuoi rimanere? -
- Fino a quando non compirò diciotto anni. Per voi è un problema? -
- Ma certo che no! Te l'abbiamo sempre detto, quando vorrai potrai venire da noi. -
- Grazie. Come sta Phil? - era suo marito.
- Sta molto bene. -
- Salutamelo. -
- Lo farò. Va tutto bene Marta? Hai una voce. -
- Si tranquilla. Ora ti devo lasciare. Ti dico quando partirò. Quindi aspetta una mia chiamata. - dissi scherzosamente.
- Non vedo l'ora di abbracciarti. -
- Anche io. Ciao Miriam. -
- Ciao Marta. -
Chiusi la chiamata e mi sedetti sul divano. Forse Dio mi stava graziando.
Me ne stavo coricata nel grande recinto dove pascolavano i cavalli. Alcune volte qualcuno di loro veniva a salutarmi dandomi una piccola musata.
Il sole era alto nel cielo e l'aria era fresca e leggera.
- Ciao, Gigi. - salutavo un cavallo: - Ciao Pidocchio. Ciao Millimause. - non so perché Malcolm l'avesse chiamata così, diceva che era un nome francese. Bah, chissà se era vero o forse non voleva ammettere la sua ignoranza con il francese.
Mi misi seduta e presi ad accarezzare l'erba. C'era una po' di brina.
Ad un tratto un cavallo si avvicinò a me. Aveva il manto tutto nero e intorno all'occhio sinistro c'era una piccola chiazza bianca.
- Ciao Pillola. - lo salutai.
Quel cavallo era il mio preferito. Eravamo molto uniti.
Mi alzai e presi ad accarezzargli il muso.
- Sei sempre spettacolare. - era un cavallo molto grande, infatti Malcolm non lo usava per le corse, ma spesso per trainare delle cose pesanti.
Il punto era che Pillola era davvero tanto veloce e l'avevo anche ripetuto a Malcolm, ma quest'uomo era troppo testardo.
- Ti va se facciamo una cosetta tu ed io? - chiesi a Pillola.
Sapevo cavalcare anche senza sella, tenendomi solo con la criniera.
In due mesi, non sapendo che fare nel mio tempo libero, si fa per dire, andavo a cavallo. Sbirciavo i militari o guardavo le corse, e imparavo.
Mi misi in groppa e lo feci correre.
Quando partii anche gli altri cavalli iniziarono a galoppare.
- Siiiiii!!!!! - gridai eccitata.
Pillola era il cavallo più anziano, il capo branco, in pratica.
Aprii il recinto e ci dirigemmo verso il bosco.
- Su Dago e Dogo! - gridai ai due cani e presero a correre pure loro.
Facemmo il giro di tutto il bosco al galoppo. Vedere tutti quei cavalli con le loro bellissime criniere al vento era uno spettacolo. Mi sentivo libera e spensierata. I cattivi pensieri stavano volando lontano dal mio cuore.
Malcolm fu subito avvisato dell'accaduto e uscì dalla villa infuriato come non mai.
- Marta!!!!! - gridò : - Cosa cazzo pensi di fare?! Torna immediatamente indietro! -
- Scusate ragazzi. Il capo ci chiama. - mi rivolsi a tutte quelle bellissime bestie.
Così li riportai nel recinto, lo chiusi e ritornai verso la villa.
- Cosa credevi di fare?! - mi sgridò Malcolm strattonandomi il braccio.
Avere tutti gli occhi dei suoi protettori puntati su di me era alquanto imbarazzante.
- Scusa Malcolm. Mi stavo annoiando. -
- E se ti annoi devi fare queste cazzate?! -
- No. - sembravamo proprio padre e figlia e un po' quella sensazione mi piaceva.
- Ora fila dentro! E se fai un'altra di quelle cazzate... Ti metto in punizione. -
- Non sei molto convincente. - ribattei.
- Fila! - gridò semplicemente.
- Va bene. Scusa. - entrai dentro.
Davanti alla porta d'entrata c'era Christian. Abbassai lo sguardo imbarazzata.
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Rapita Da Te 1st [ COMPLETA ]
AdventureMarta sta cercando di scappare da un uomo di cinquanta anni che l'ha presa da un orfanotrofio per poi violentarla. Mentre scappa però sviene dalla fatica e dal dolore a causa delle botte ricevute. Qualcuno la prende con sé e la porta a casa sua, in...
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