Capitolo 15 - Dolci risvegli e nuove lezioni.

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Resterei a guardarla dormire per tutto il giorno, è meravigliosa. La osservo è l'unica cosa che desidero è baciarla. Baciare quelle dannatissime labbra o quel piccolo neo sulla punta del naso che amo da impazzire,vorrei toccare con le mani ogni curva di quel corpo che mi sta facendo uscire fuori di testa, accarezzare quella pelle morbida con le mie labbra assaporando ogni suoi centimetro. Non sono pensieri che un migliore amico dovrebbe fare nei confronti della sua amica ma io non riesco a non farmi coinvolgere dal profumo di cocco dei suoi capelli o dai suoi meravigliosi occhi verdi. Sono sveglio da venti minuti, i troppi pensieri non mi hanno lasciato riposare e la vicinanza di Giada non mi è stata d'aiuto, averla li a pochi centimetri da me mi ha mandato ancora una volta in cervello in tilt.Sono qui nella camera di un albergo a cinque stelle ad osservare lamia migliore amica mentre dorme facendo pensieri poco casti eppure non riesco a sentirmi in colpa. Forse hanno ragione tutti dovrei lasciarmi andare e vivere il momento, dovrei accantonare il Federico razionale e far vivere quello fugace e istintivo, devo farlo, solo in questo modo posso capire cosa voglio realmente da questa donna.Quando le sono vicino ogni parte del mio corpo la desidera, non riesco ad avere pieno controllo delle mie azioni e questa cosa mi destabilizza, vorrei avere le risposte alle mie mille domande, vorrei che tutto fosse più facile, vorrei che per un momento lei non fosse Giada la mia migliore amica ma una semplice ragazza appena conosciuta.

-"La smetti di fissarmi Bernardeschi". La voce limpida della sua migliore amica lo riportò alla realtà e i "meravigliosi" occhi verdi che lo guardavano intensamente fecero vacillare, ancora una volta, il suo istinto, doveva resistere pensò.

-"Mi stavo chiedendo quando la piccola addormentata mi avesse onorato della sua compagnia". Disse baciandole il naso.

-"Ero molto stanca e non dormivo cosi bene da molto tempo". Giada negli ultimi giorni aveva sofferto di una piccola insonnia, oltre alla questione Federico, che era sempre presente nei sui pensieri, era preoccupata per la salute di suo nonno che nell'ultimo periodo era stato poco bene. Aveva omesso questo piccolo dettaglio a Federico per non farlo preoccupare, sapeva che il toscano ci teneva tantissimo a quel uomo, lo considerava come un nonno. Fortunatamente, tutto si era risolto per il meglio, suo nonno si era ripreso alla grande e suoi unici pensieri furono rivolti nuovamente verso quel uomo che aveva abbracciato per tutta la notte.

-"La mia vicinanza ti fa quest'effetto, cara". Rise maliziosamente.

-"Vuoi dire che mi fai un effetto sonnifero ? Forse devi rivedere i tuoi metodi da conquistatore Bernardeschi". Disse con tono peccaminoso.

-"Piccola ladra, i miei metodi sono infallibili, sono un seduttore è risaputo".

-"Forse gli anni con Veronica ti hanno rammollito". Il sorriso malizioso della sua migliore amica fece svegliare, definitivamente, il Federico istintivo che si avvicinò velocemente al viso della donna riducendo di molto i pochi centimetri che li separavano.

-"Non ho sentito bene signorina, mi stai dicendo che io, Federico Bernardeschi, mi sono rammollito". Federico cancellò il vuoto tra i loro corpi attirando la toscana verso il suo petto,quest'ultima si lasciò trasportare senza opporre obbiezioni e sussultò quando il suo petto si scontrò con il torce del biondo,giurò ti percepire il cuore del suo migliore amico battere all'impazzata quasi più del suo.

-"Fede...".Disse deglutendo rumorosamente quando il suo migliore amico nascose il viso nell'incavo del suo collo.

-"Giada...".La ragazza percepì il respiro affannoso del toscano prima sul suo collo poi sul lobo, la vicinanza del corpo di Federico le provocò brividi lungo la spina dorsale, si sentiva a disagio voleva scappare e contemporaneamente restare li intrappolata in quelle braccia possenti. D'altro canto, Federico riusciva a sento a controllare le sue emozioni, il desiderio di baciarle il collo aumentava sempre di più cosi come la sua erezione diventata troppo difficile da nascondere. Non era una reazione che un migliore amico dovrebbe avere nei confronti della sua migliore amica si domandava mentre la sua mano si spostava, incontrollata, sul fianco dell'amica e sollevandole la maglia del pigiama iniziò a torturarla con un tocco lieve e delicato che aumentò maggiormente l'eccitazione della ragazza.

Non avere paura - Federico BernardeschiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora