TERZA PARTE - POLMONI
ASFISSIA: Cura
Respirazione indotta, eliminazione del corpo estraneo.
James non sapeva decidersi se si sentiva più scombussolato dalla notizia della morte di Yelena, dal senso di colpa subdolo che da qualche ora rigirava il coltello nella piaga interrogandosi se con il suo aiuto le cose sarebbero potute andare diversamente, o dall'ironia latente che si celava dietro alla consapevolezza che aveva smesso di parlare con Steve per colpa di un omicidio e dopo tre mesi di totale silenzio aveva ripreso a rivolgergli la parola per far fronte comune davanti al medesimo scenario... e lo sentiva, riusciva a percepire da solo il vortice altalenante che gli sconquassava lo stomaco, al punto da non sorprendersi più di tanto quando Kobik aveva deciso di lasciarlo in pace per non risentire di riflesso del ciclone che imperversava nella sua gabbia toracica.
La conversazione al telefono con Steve si era mantenuta forzatamente su toni freddi e circostanziali, James era consapevole di aver vacillato in alcuni punti ed aveva percepito la voce del fratello fare lo stesso... ma se dal punto di vista razionale avrebbe voluto ignorare l'episodio ed andare avanti, dal punto di vista emotivo si frenava ancora fino a quando non avrebbe sentito un'ammissione di colpevolezza uscire dalla bocca del fratello. Li aveva ascoltati i messaggi in segreteria, Steve aveva detto tante belle parole, ma "mi dispiace" non era tra quelle... era intuibile dal contesto, dal tono di voce, dalle pause rantolanti tra una frase e l'altra, ma James non riusciva ancora a passarci sopra a discapito dell'ipocrisia, come se una conferma verbale avrebbe potuto chiudere il sipario su un palco macchiato di sangue concedendo ad entrambi il lusso di macerare ognuno nei propri sensi di colpa per quelle azioni che non avrebbero mai voluto compiere di loro sponte.
Natalia era solo l'ennesima macchia d'inchiostro rosso sulle pagine di un quaderno insanguinato stilato in nero di seppia, uno dei tanti mezzi usati per spezzare l'anima dei burattini a cui l'HYDRA aveva verniciato la mente di bianco... ma l'odore acre della pittura nera, bianca e rossa era un'onta che rimaneva impressa nel cervello, non si scollava dalle mani, continuava a colorare le impronte nonostante si fossero cambiate uniformi e scarpe. Fino a quel momento James aveva inseguito strenuamente un "mi dispiace", ma dai documenti che aveva davanti sembrava che il fratello non avesse nulla da rimpiangere... forse la sua era cecità caparbia, ma non poteva ignorare ancora per molto che tra le righe del referto fosse narrata la storia di una vana speranza alla quale si ostinava a non dar credito.
Sharon aveva fatto i salti mortali per insabbiare i due corpi, Steve aveva eseguito alla lettera le sue istruzioni per descrivergli la scena del crimine come se ce l'avesse davanti, ma i dati raccolti componevano uno schema di risoluzione improbabile che aveva solamente aumento il mal di testa di James facendogli raggiungere nuove vette di masochismo e collateralmente aveva fatto aggravare il suo stato emotivo. La spiegazione logica della morte di Anya era una frattura cervicale per mano di Yelena, come confermava il marchio della clessidra impresso a fuoco... ma le contusioni riportate sul corpo raccontavano di uno scontro ben diverso, di sessanta chili caduti in picchiata sulle spalle della mora e due pallide cicatrici da morso [1] ai lati del collo. Supposizione confermata dalle ferite riportate sul corpo della Belova, prendendo in esame la pallottola conficcata all'altezza dei reni che camuffata i sintomi del veleno di cui era imbevuta, un cocktail che James conosceva fin troppo bene gli effetti e dal quale era stato vaccinato da Natasha in forma preventiva... ma il veleno era quasi trascurabile in confronto al marchio del Soldato d'Inverno impresso sulla cervicale della bionda, sottolineando per contrasto la completa assenza di un qualsiasi segno di lotta, fattore che James trovava inconcepibile se messo in relazione all'addestramento che aveva personalmente impartito alla ragazzina.
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Studi di Anatomia
FanfictionÈ scientificamente provato che anche l'organismo apparentemente più perfetto al mondo - con tutte le contraddizioni del caso e le implicazioni scomode delle singole parti - può raggiungere il collasso, basta trascurare un singolo tassello infinitesi...
