Capitolo 3

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Luke sbuffó e uscí dalla cucina tentando di sorridere.

-Buona sera Sir, cosa vuole ordinare?- chiese cercando di non far trapelare il nervosismo.

-Se dicessi te sarebbe scontato?- disse facendo spalancare la bocca all'alunno.

-Stavo scherzando Luke!- ridacchiò tornando ad osservare il menú.

Luke sospirò e le sue goti presero un colorito roseo.

-Non che stessi propriamente scherzando, io non riesco a mentire, e Hemmings se ti presentassi in classe cosí ti avrei giá promosso a gli esami- continuó a prenderlo in giro, girando le pagine del quadernino.

Luke strinse i denti cercando di non mandarlo a fanculo e respirò profondamente.

-Voglio una cioccolata calda e dei pasticcini..- disse finalmente chiudendo il menú.

Luke scrisse velocemente l'ordinazione e giró e tacchi, raggiungendo la cucina sentendo lo sguardo del suo professore addosso.

-Non posso farcela- sbottòpassando una mano fra i capelli facendo cadere il cerchietto a terra e mordendosi il labbro nervosamente.

-Il tavolo 6 é pronto!- esclamó Erich.

Luke annuí, si sistemò le orecchie da gatto fra i capelli e prese il vassoio.

Prese un gran respiro e uscì dalla cucina raggiungendo di nuovo Michael.

-Ecco a lei- mormorò gentilmente posando il vassoio sul tavolo.

-Siediti.- disse il professore facendogli segno di sedersi difronte a lui.

-Sono in servizio, non posso- tentò cercando di essere convincente.

-Ho visto il tuo amico sedersi sulle gambe di un cliente, accontentati e siediti difronte a me-

Luke sbuffó e fece come gli aveva chiesto.

Era odioso.

-Signor Clifford, la prego di non dire di questo a nessuno.. É l'unica cosa che mi fa andare avanti, non posso permettermi di perdere questo lavoro.- lo supplicò con lo sguardo basso.

-Oh non si preoccupi signorino Hemmings, il segreto con me é al sicuro- disse alzandogli il viso con due dita.

Il biondo arrossì e lo guardó con gli occhi spalancati.

-Veramente?- chiese incredulo.

-Ad una condizione- rispose il professore prontamente.

-Q-quale?- balbettò il biondo.

-Che vieni da me, dopo il turno.. Con la divisa-

Luke sbarrò gli occhi maggiormente.

Non era possibile che gli avesse chiesto questo.

-Ma signore!- tentò di dissuaderlo.

-Mi piace quando mi chiami "signore".. Ti aspetto fuori, a che ora finisci?-

Il biondo abbassó lo sguardo.

-Alle 2:30 signor Clifford.- sussurrò.

-Bene, saró qui fuori, ora puoi andare.-

Luke annuí e si alzó dal tavolo terribilmente demoralizzato, e come se non bastasse si sentí peggio ancora quando si accorse che Calum aveva sentito tutto.

Ma lui non poteva fare altro se non obbedire.

Da lí inizió la sua tortura.

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