SOLE
«Mi dispiace, Raul.»
Ho calmato i singhiozzi, ma non sono ancora riuscita a levarmi di dosso le immagini di ciò che è successo solo un'ora fa. Raul mi ha lasciata nelle mani di Tony, che mi ha medicato ove possibile, mentre andava a fare rapporto a Sage, ma per quanto io desideri raggiungerlo, non riesco a muovermi. Non voglio farmi vedere da lui in questo stato e quando Raul è tornato era torvo.
Scuote appena la testa. «Non è stata colpa tua, anzi sono io a dovermi scusare. Non avevo visto quei due stronzi, altrimenti sarei arrivato prima» spiega con gli occhi fissi nei miei.
«Sage era arrabbiato?» Soffio fuori la domanda, titubante perché non riesco a interpretare la sua espressione, ma lui alza il volto verso Tony, escludendomi dal suo campo visivo.
«No. E comunque credo abbia altri problemi adesso.» Guardo i ragazzi, che invece mi ignorano. «Prati sa di Vinnie» è la ferale risposta di Raul all'occhiata interrogativa di Tony, che impreca. Un'ondata di angoscia improvvisa nei confronti della piccola mi travolge e mi tiro su, sussultando.
«Stai bene?» Tony mi è accanto in pochi istanti, preoccupato per il mio stato di salute.
«Sì... pensavo a Vinnie» sussurro preoccupata. Dobbiamo tenerla al sicuro, questa deve essere la priorità.
«Troveremo una soluzione. Ora dovresti prendere queste pillole e andare a dormire. Se hai bisogno resto con te.» Ora mi sento anche in colpa per Tony, perfetto.
«Non ti preoccupare, starò bene da sola» ribatto abbassando lo sguardo sulla maglietta che indosso. È sua, me l'ha prestata dopo aver visto in che condizioni sono tornata e avermi spedita a fare una doccia. Non mi ha mai persa di vista, ma mi sento talmente distrutta che non mi sarebbe importato nemmeno se mi avesse lavata lui.
Salgo le scale lentamente, perché le fitte di dolore mi spezzano il respiro, ma quando arrivo davanti alla mia porta, il bisogno impellente di assicurarmi che Lavinia stia bene mi porta fino alla stanza di Sage. Apro piano la porta per non disturbarlo, ma lui non c'è. Al suo posto, in mezzo alle lenzuola aggrovigliate c'è una donna. Lunghi capelli chiari, intimo raffinato e appoggiata sopra le coperte, una vestaglia di raso lucida. Non ci siamo mai viste di persona, ma Raul mi ha costretto a memorizzare ogni suo tratto quando ho firmato il contratto con Sage.
A quanto pare Ella è tornata e io non voglio restare qui un istante di più. La preoccupazione per Vinnie finisce in secondo piano, quando la mia nemesi dorme nel letto di Sage e sono certa che avrei preferito infischiarmene e andare a letto. La porta di Vinnie si apre appena e Sage compare sulla soglia, con addosso solo i boxer. Quest'uomo riesce ad essere tenero e peccaminoso nello stesso istante. «Ehi» sussurra con la piccola in braccio, addormentata.
«Buonanotte. A domani» mormoro indietreggiando. Lui fa un passo nella mia direzione ed io esco dalla stanza, camminando all'indietro, incapace di distogliere lo sguardo da quell'immagine. Mi chiudo a chiave in camera, cercando di respirare normalmente, ma lei dorme nel suo letto e io sono la ragazzina convinta che lui fosse davvero intrigato. Ero solamente la babysitter. Ora che lei è tornata, lui non avrà più bisogno di me. Farei meglio a preparare le valigie.
Fortunatamente mi sono addormentata in fretta, dopo aver preso gli antidolorifici, ma il risveglio non è dei migliori. Tutta la merda di ieri notte è tornata alla carica, assieme a un mal di testa che poco ha a che fare con l'ematoma che mi deturpa lo zigomo. Vorrei solo raggomitolarmi e restare sotto le coperte fino a scordarmi che esisto, ma l'idea che Sage mi venga a cercare dopo che Raul ha fatto rapporto, mi fa desistere. Potrei andare a lezione, anche se probabilmente farei meglio ad andare da un dottore. In qualche modo mi tiro su e mi vesto in modo comodo, prima di cominciare a truccarmi, applicando tutti gli strati necessari a mascherare i segni dell'aggressione di Vince. Non è stata colpa di Raul, non poteva immaginare che quel viscido girasse con un taser, o che alcuni suoi uomini si fingessero clienti, pronti a intervenire in suo aiuto. Lancio un'occhiata all'orologio e mi rendo conto di avere meno tempo del previsto, così lascio sciolti i capelli davanti al volto, sopra l'unico livido che rischia di essere visibile nonostante il trucco, poi scendo a fare colazione. Lo faccio nella speranza di giocare con la bambina e vedere le buffe espressioni di Vinnie quando le faccio le coccole, ma quando arrivo in sala da pranzo, solo gli adulti sono a tavola. «Buongiorno» saluto. Di Lavinia nessuna traccia, sarà di sopra con Ella, penso amareggiata.
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Sage
RomanceSage Thompson è un imprenditore di successo. Uno di quelli che sa cosa vuole e purtroppo per Sole, ora vuole lei. Più di qunto lui sia disposto ad ammettere. Lei, abituata a vivere ai margini per sua scelta, non vuole cedergli, nonostante il deside...
