SAGE
Due anni prima
Ripasso a voce alta le istruzioni da seguire impartitemi dal cecchino. «Alla lettera» mi ammonisce. Raul è un tipo particolare: pragmatico, ironico e sbruffone quando è di riposo, determinato, preciso e letale quando è in missione. Mentre controlla che il mio giubbotto sia correttamente allacciato, ripenso al fatto che fino a poche settimane fa avrei riso in faccia a chiunque mi avesse detto che avrei avuto bisogno di uno come lui. Raul e Tony, la mia guardia del corpo e assistente personale, sono esattamente ciò che mi occorre, specialmente stanotte.
Da settimane la Massport (Massachussetts Port Authority) mi pressa per effettuare controlli su una delle mie navi. Secondo i funzionari che mi hanno contattato, tra gli sparuti moli privati del porto Sud di Boston sta prendendo piede un'organizzazione criminale. Non lo escludo, ma mi fido ciecamente del Capitano della S.T.One e ho dichiarato che i container che trasporta per me e per i miei clienti, ospitano solo materie prime alimentari. Vogliono avere comunque accesso alla nave, mi hanno garantito che il carico non verrà danneggiato, ma desidero accertarmi di persona che sia tutto a posto, prima dell'ispezione di domani. Questo è uno dei motivi per cui stasera sono vicino al mio molo.
Due mesi fa il cadavere di un uomo con indosso una divisa Massport è stato ritrovato a galleggiare poco oltre e da allora ho potenziato la sicurezza, soprattutto di notte. Pochi giorni dopo, tre dei container della LexArk posteggiati su una nave cinque moli più in là sono stati forzati e quando le autorità li hanno controllati, hanno rinvenuto i segni di una certa permanenza da parte di esseri umani all'interno, invece del pregiato legname europeo che dichiarava la lista delle merci. Ho chiesto di essere informato sul proseguimento delle indagini ma come risultato ho ottenuto minacce anonime e un principio d'incendio a bordo della S.T.One. Tony allora mi ha suggerito di assumere qualcuno che potesse neutralizzare eventuali minacce prima che diventassero letali per la mia persona e ha fatto un solo nome: Raul Ortega. A quanto pare erano nello stesso battaglione in Afghanistan e da quando hanno lasciato le armi offrono i loro servizi ai privati. Erano ancora in contatto e dato che non intendo farmi intimidire, l'ho ascoltato. Sono soddisfatto di entrambi: ci capiamo al volo e siamo quasi diventati amici, anche se tendono a usare deferenza in qualsiasi situazione, anche se usciamo per una birra fuori dall'orario di lavoro.
Sono deciso ad andare in fondo a questa storia e stasera incontrerò qualcuno che ha promesso di farmi ottenere le informazioni che cerco. L'opportunità è talmente ghiotta che temo possa essere una trappola, motivo per cui seguirò scrupolosamente il piano ideato dai miei uomini e spero di tornare a casa tutto intero.
Dopo dieci minuti di attesa nel luogo dell'appuntamento mi sento un coglione e resisto all'impulso di andarmene solo perché secondo i ragazzi potrei dover aspettare ore prima che qualcuno si faccia vedere. Indosso un registratore e il giubbotto antiproiettile, Tony controlla la zona dall'alto con un drone e Raul è appostato nell'ombra con un fucile di precisione, ma questo posto di notte resta pericoloso e poco illuminato. Brulicante di persone e mezzi durante il giorno, la notte diventa quasi deserto e solo i rumori sincopati all'interno della chiglia di alcune imbarcazioni interrompono lo sciabordio delle onde. L'odore salmastro, mescolato a gasolio e catrame è talmente forte da provocarmi i conati, ma rimango fermo a guardare l'orizzonte, tendendo l'orecchio. Mi volto di scatto, quando sento rumore di passi, ma sono solamente un paio di ragazzi che hanno l'aria di volersene andare in fretta, visto come si stringono nei cappotti. Non mi degnano di un'occhiata, mi oltrepassano e raggiungono la nave ormeggiata alla mia destra. «Quei due sono stati assunti da poco, non hanno informazioni per te.»
Mi volto, spaventato per non aver notato che qualcuno si è avvicinato e osservo la persona che mi trovo davanti. Alto, coi capelli castani e un lungo cappotto di sartoria, il ragazzo di fronte a me sembra più giovane che pericoloso, ma non abbasso la guardia, ho molto in ballo. L'azienda, la mia vita, Julia.
«Lei sa chi potrebbe averne?» domando circospetto.
«Forse. Conosco bene i proprietari di quel molo laggiù» spiega mentre estende il braccio alla sua sinistra. La nave ormeggiata è quella su cui sono saliti i due giovani di poco fa e con orrore mi rendo conto che è a un solo molo di distanza da quello in cui è ormeggiata la LexArk. Magari stasera avrò delle risposte, ma temo di essermi cacciato in un ginepraio che non sono sicuro di riuscire a districare.
«Non ho intenzione di salire sulla sua nave» dichiaro tenendomi a distanza «possiamo parlare qui.»
«L'offerta di informazioni non è sufficiente ad ottenere la sua fiducia?» mi prende in giro.
«Non la conosco nemmeno, perché dovrei fidarmi?» sbotto cercando di respirare normalmente.
«Ha ragione, non mi sono presentato, un errore imperdonabile» dice con aria strafottente prima di fare un passo avanti e tendere la mano «sono Samuele Prati.»
Tentenno, non voglio afferrare quella mano ma temo che se rifiuto, farò peggio. Prego che nessuno stia riprendendo la scena e che questo non segni la mia rovina, poi gliela stringo. «Di sicuro lei sa chi sono.»
«Può scommetterci, Thompson» ghigna stringendo forte.
Benvenuti (o bentornati) alla revisione di una storia che per me è stata un bell'esperimento, spero di condividere con voi il viaggio di Sole e Sage. Buona lettura!
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Sage
RomanceSage Thompson è un imprenditore di successo. Uno di quelli che sa cosa vuole e purtroppo per Sole, ora vuole lei. Più di qunto lui sia disposto ad ammettere. Lei, abituata a vivere ai margini per sua scelta, non vuole cedergli, nonostante il deside...
