16 - Che fastidio

1.2K 62 28
                                        

SAGE

 Non sopporto più di sentire il suo profumo. Ella deve andarsene dalla mia stanza, prima che decida di smettere di fingere che sto riposando e la soffochi con un cuscino.

Si occupa di Vinnie e ha deciso di fare lo stesso con me da quando siamo tornati dalla villa di Prati, ma non è la sua presenza, quella che vorrei accanto a me. Ho sentito Sole urlare e chiamarmi, ma non ero pienamente cosciente e da allora non l'ho più vista. Ho impresso nella mente il suo profumo leggero, ma non lo sento da troppo tempo e la cosa mi preoccupa. Non so se si sta riprendendo, perché come uno stupido mi sono lasciato accecare dall'ira e sono andato nella tana del serpente, ma non voglio che si metta in testa qualche stronzata. Non quando non sono in grado di proteggerla. So che Tony veglia su di lei come un angelo custode del cazzo, ma vorrei essere io a scrutare i suoi occhi, in attesa di spiare ogni cambiamento, ogni espressione del viso. Mi piace anche troppo guardarmi attraverso i suoi occhi, vedere come reagisce a me.

«Sage, tesoro.» Fanculo, Ella. «Sage devi svegliarti ora, devi prendere gli antidolorifici.» Scuoto la testa, infastidito. «Non fare il bambino» mi ammonisce, ma mi irrita e basta.

«Chiama Raul e levati dalle palle per mezz'ora» sbotto buttando fuori l'aria quando sento il materasso che si risolleva.

«Come sei suscettibile, oggi. Evidentemente stai già meglio» ribatte piccata, ma fa come le ho detto.

Mezz'ora dopo rientra, puntuale come la morte e io sospiro. I miei minuti di relax sono finiti. «Ella potresti portare Vinnie a fare una passeggiata in giardino?» Concedimi qualche altro minuto, dai.

«Certo, la porto di sotto e aspetto che si svegli, se preferisci.»

«Lo preferisco, sì.» Raul mi guarda con l'aria di chi ha capito tutto, ma non commenta. Sto ancora cercando di digerire le informazioni che mi ha dato. Stiamo raccogliendo le prove per dimostrare che davvero Prati gestisce club illegali in cui facoltosi uomini d'affari amano violentare, seviziare e mutilare giovani donne o giovani uomini, senza alcuna remora. La rabbia non si è ancora placata, nonostante il dolore. Se penso che quello scempio che è toccato a Sole accade a decine di altre giovani, che è accaduto per chissà quanto tempo, vorrei uccidere Saverio Prati con le mie mani. Lentamente, per prolungarne l'agonia. Non so come espirare il senso di colpa. Non è materialmente colpa mia, eppure mi sento come se lo fosse. Se io e Sole non ci fossimo conosciuti, se non mi fossi fissato con lei, non le sarebbe accaduto nulla. Starebbe meglio se non mi avesse mai conosciuto.

Quando io e Raul siamo andati da quel bastardo a chiedere conto delle sue attività, prima ha negato, poi ci ha sguinzagliato contro le guardie del corpo e dopo uno scontro fisico durato parecchio, alla fine hanno avuto il sopravvento, dato che hanno tirato fuori le pistole. Io ero talmente accecato dalla rabbia che al mio socio è toccato starmi dietro, mentre andavo a sputare in faccia a Prati, cinque minuti dopo che Tony ha lasciato la villa assieme a Sole. Non è stata un'idea brillante, l'impulso ha prevalso sulla ragione. Questo è un altro motivo per cui dovrei lasciar perdere Sole. Non fa bene agli affari, non mi permette di restare concentrato e in generale ho dovuto ammettere a me stesso che se non fosse per lei, se non si trattasse di lei, non mi sentirei vivo.

Fino a quel giorno al Fairytale, vivevo per la vendetta. Prati mi ha portato via Julia, ha ucciso il suo stesso figlio e non ha provato un briciolo di rimorso. Doveva pagare. Avrei fatto saltare tutta la sua rete criminale, fino a che non avrebbe avuto altra scelta che rintanarsi in un buco, come il topo di fogna che era. A quel punto, avrei sprangato le porte e dato fuoco a quel buco, con tutto ciò che conteneva. Niente avrebbe riportato a Vinnie la madre, ma un uomo come quello non meritava di vivere, figurarsi sapere che è il nonno di quella bambina.

SageLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora