12 - A volte ritorna... no.

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SAGE

 Dirle cosa voglio che faccia, pensando che un altro uomo la guarderà con lussuria è stato più difficile del previsto. Tony è venuto da me mentre intonavo per Vinnie la canzone che mamma cantava a me e Julia quando eravamo piccoli, dichiarando che non posso costringere Sole a restare chiusa in casa e che secondo lui andrà in depressione se continuo in questo modo. Ho lottato per non rispondergli che in mezzo alle gambe ho un ottimo antidepressivo, più che altro perché ero scosso da quanto successo in cucina. Be', quasi successo. Devo allontanare quella tentazione da me, almeno per Vinnie. Sembra più felice da quando Sole se ne occupa. Non me ne ero accorto, ma quando era Ella a prendersi cura di lei la sgridava spesso, obbligandola a un rigore difficile per una bambina di otto mesi. Sole invece gioca con lei, la accudisce e sembra apprezzare i momenti in cui è assieme alla piccola. La spio più volte del necessario, lo so benissimo. Eppure il rapporto tra lei e Vinnie mi smuove qualcosa dentro e starei ore a osservarle. Credo che Sole si stia affezionando sul serio alla mia figlioccia e non voglio rovinare tutto. Se fottessi Sole e la invischiassi nella mia faida, se non fossi più che accorto, cosa che con lei mi capita fin troppo spesso, Prati potrebbe venire a sapere di Lavinia, o seguire Sole per carpire informazioni su di me. Rifiuto di metterla in pericolo e a dirla tutta, per la prima volta dopo ciò che è successo a Julia, sono spaventato.

Ciò che sento quando sono con lei, quando la penso, è peggio di qualsiasi sciagura mi sia mai capitata e nemmeno ci siamo ancora baciati, per quanto la brami ogni istante. Devo togliermela dalla testa e l'incarico di stasera serve a questo. Vince non è il più scaltro uomo d'affari del mondo, soprattutto considerato che ha fatto accordi sia con me che con Prati, ma ho bisogno di scoprire a cosa si sta dedicando in questo momento quel bastardo e so della predilezione di Vince per le spogliarelliste. Sole sostituirà la ragazza che lui ha pagato per una lap dance privata e Raul otterrà le informazioni che voglio, con le buone o con le cattive.

Non mi sono preoccupato quando ha evitato il mio sguardo, me lo aspettavo. Non ero però preparato al suo tono fermo e gentile, come se parlasse di qualcuno di cui non si cura invece che di se stessa. Quando ho posato lo sguardo su di lei, il rossore attorno ai suoi occhi mi ha spiazzato. Ha pianto? Per quale motivo? È per questo che Tony è venuto a perorare la sua causa? Cosa sa lui, che io non ho capito? L'arrendevolezza con cui Sole ha accettato l'incarico mi ha deluso e infastidito. Mi aspettavo una protesta, così avrei potuto rimetterla al suo posto e affermare il mio controllo su di lei, invece niente. Le cose con Tony sono migliorate da quando lei è qui e abbiamo parlato, ma so che non approva il mio comportamento. Resto di sotto con Lavinia mentre aspetto che Sole scenda. Mi racconto che voglio essere sicuro lei non abbia ripensamenti, ma la verità è che brucio dalla voglia di vederla con quegli stracci scandalosi addosso. Sarebbe uno scherzo chiamarli abiti, dato che la pelle scoperta è fin troppa. Avevo bisogno di riavere il controllo, di vederla degradata, sottomessa e mi sono lasciato prendere la mano. Raul non ha fiatato quando gli ho commissionato gli acquisti, ma ora, mentre ascolto i tacchi della bionda aggredire i gradini coperti dal tappeto con un suono sincopato, scopro che anche lui è curioso di vedere la sua accompagnatrice di stasera. Me lo sono trovato accanto proprio mentre mi voltavo verso le scale, con un sorriso furbo.

Sole indossa un trench legato in vita che la copre alla mia vista, ma il lembo inferiore si apre mentre cammina, scoprendo della stoffa rossa. Non c'era nulla di quel colore tra la roba che le ho fatto trovare in stanza, mi chiedo se l'abbia indossata. «Come ti sei vestita?» la apostrofo non appena arriva in fondo.

«Credi che potrei prendere un taxi al ritorno, con solo quella roba addosso?» Sembra scandalizzata e cazzo, ha ragione. Non lo permetterei. Avevo dimenticato di averle suggerito di tornare da sola, se non voleva aspettare Raul, ma almeno è stata lungimirante.

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