7 - Una cena per dire...

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SOLE

 Sage ha esattamente la faccia che mi aspettavo, dopo che ci ha beccato mentre Tony ed io ci baciavamo. Evito di mostrare quanto io stia gongolando, sarebbe controproducente, ma mi lascio condurre docilmente nel salone, dove June e Raul ci stanno aspettando e spero non si accorga di come mi guardo in giro, ma Sage non mi perde d'occhio e non voglio che creda io sia qui per spiare casa sua. Soprattutto perché non ho ancora deciso se sia davvero così. Tony è simpatico e divertente, ma sono certa che si sia reso conto che il suo capo non ci toglie gli occhi di dosso. Gli ho detto che mi ha offerto un lavoro, a dire il vero gli ho anche spiegato cosa vuole che faccia, durante il tragitto per venire qui, dato che più guidava più diventava scontroso.

«Mi stai portando da lui?» avevo chiesto dopo qualche minuto di silenzio da parte sua. Quella davanti alla porta è stato il nostro primo bacio, ma ammetto di non aver pensato a Tony mentre lo baciavo. Apprezzo che tenga la mano sulla mia schiena, mentre mi accompagna nel salone, dove Raul e June ci salutano con calore, prima di prendere posto.

Sage è un ospite perfetto, mentre fa domande di poco spessore a me e June, ma se quelle per la mia amica sono fatte per metterla a suo agio, quelle rivolte a me sembrano contenere tutta un'altra serie di domande che invece non esprime a voce. «Tony ti voleva tutta per sé a quanto pare, non sapevo fossi tu la sua misteriosa frequentazione» dice come se uscire con me fosse una macchia sul suo curriculum.

Peccato che sia lui il criminale tra noi due e io me ne intendo, mio padre è un malvivente. Però amavo con tutto il cuore una persona e da quel che so, è stato Thompson a portarmela via. Avrei voluto vendicarmi, ma allora sarei diventata come lui e non sarei riuscita a convivere con quel peso. Meglio stare il più lontano possibile da lui, mi son detta. Un bel piano, che ha iniziato ad andare in fumo ben prima di quella dannata doccia. Mi accosto a Tony, prima di rispondere. «Be', la prima volta che siamo usciti hai interrotto la nostra serata, nemmeno io ero felice di avere a che fare con te.»

Nel momento in cui lo dico vedo la mano di Sage scattare verso l'alto, come se si preparasse a darmi uno schiaffo, ma così come si è levata, con la stessa velocità torna sotto al tavolo, proprio mentre la sua espressione muta. Da oltraggiata a un sorriso di facciata. «Spero che abbiate potuto recuperare la serata» afferma, mellifluo.

Lancio un'occhiata a Tony, che mi sorride per la prima volta da che ci siamo seduti. «Sì, tutto a posto» risponde per entrambi.

«Ottimo. Quindi fatemi capire, entrambe soddisfate le fantasie sessuali degli uomini per vivere?» June si muove imbarazzata sulla sedia e mi sento solidale con lei. Il tono che ha usato sembrava sottintendere che siamo delle puttane e non mi sta bene. È questo un altro dei motivi per cui non ho ancora deciso se accettare oppure no la sua proposta. Vorrei ripagare Polly del suo aiuto prezioso, ma legarmi a Sage è una scelta pericolosa. Mi ripugna per quello che ha fatto, che fa, ma qualcosa dentro di me si agita violentemente quando penso a lui e la sensazione non è sgradevole. Proprio per niente.

«Se non sbaglio, è un servizio di cui hai usufruito anche tu» ribatto piccata.

«Oh, quindi è un nostro cliente?» cinguetta June.

«Hai ragione, anche se credo che non lo sarò mai più» risponde Sage.

«Qualcosa nel servizio non l'ha soddisfatta?» domanda e senza preavviso mi irrigidisco. Tony se ne accorge e mi abbraccia le spalle, tirandomi più vicina a lui.

«Di solito non ho bisogno di pagare qualcuna perché soddisfi le mie fantasie» spiega. June ci resta male, è palese, così Raul cerca di spostare la conversazione sulla sua nuova moto, che lei insiste per guidare anche se non ha la patente.

SageLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora