3 - Doccia bollente

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SOLE

 Non dovrei essere così nervosa. Di solito, quando un cliente richiede una doccia, è perché non ha a disposizione una donna da spiare mentre si lava e la nostra fantasia lo illude che stiano giocando. Quasi come a nascondino, con la ragazza che alterna momenti in cui cerca lo sguardo del cliente per una sorta di intimità, ad altri in cui si comporta come se fosse sola, accarezzandosi lasciva per infiammare il loro ego e la loro erezione. Sage non rientra in questa categoria. Sono piuttosto certa che non fatichi a trovare qualcuna che si presterebbe a fare la doccia in sua presenza, soprattutto a farla assieme. Più probabilmente è abituato a scoparle nella doccia, o dentro la vasca, facendo sciabordare l'acqua sul pavimento a ritmo delle sue spinte poderose. Cazzo. Devo smetterla, prima di masturbarmi di nuovo pensando a lui. Non posso fingere che non vorrei le stesse attenzioni da lui, eppure lo odio. Se ora mi procurassi un orgasmo pensando a lui, quando sarò in quella doccia non riuscirò a fare il mio lavoro e non voglio dargli alcun vantaggio su di me. Infilo un completo intimo di tulle e finisco di prepararmi. Indosso una gonna a balze lunga fino a metà coscia e una camicetta bianca aderente. Scarpe con il tacco e capelli raccolti disordinatamente sulla nuca. Polly mi osserva critica, quando la incrocio nei camerini, poco prima dell'appuntamento. «Che c'è?»

«Niente. Stai molto bene.» La guardo, alla ricerca di un indizio che mi dica cosa la turba, ma lei sembra impassibile, salvo il fatto che si tormenta il labbro coi denti. «Sole, devo dirti una cosa. Il Fairytale ha avuto problemi di soldi, Thompson me li ha prestati.»

Espiro, assorbendo le sue parole. Ho rifiutato l'aiuto di papà per restituire il prestito scolastico e ora potrei dovermi trovare un altro lavoro. «Devi licenziare del personale?» domando, sulle spine.

«No, ma come pagamento ha preteso metà del locale.»

«Capisco.» Lui potrebbe farmi fare ciò che vuole, questo è il significato delle sue parole, altrimenti non sembrerebbe così tesa.

«Mi stai dicendo che sto per prostituirmi?»

«Non so cosa voglia da te, però non farlo incazzare e non lasciare che usi questa situazione per manipolarti. Non cedere.»

Certo, come se ciò che ha appena rivelato mi lasciasse indifferente. «Non farò niente che non voglio Polly, stai tranquilla.» Ora che so dei suoi problemi, farò il possibile per aiutarla, anche andarmene o cercare un altro lavoro.

«Allora, dov'è la mia accompagnatrice?» La voce profonda di Sage mi prova i brividi lungo la schiena, ma mi prendo alcuni secondi, prima di voltarmi nella sua direzione. Il movimento apre la gonna come un palloncino, scoprendo le mie gambe e lui non manca di notarlo, fissando lo sguardo su di me.

«Eccomi» dico maledicendo la voce tremante, quando si parla di lui. Riesce a mettermi in soggezione senza far nulla. Allungo la mano verso di lui, che la stringe appena, prima di posare le labbra sul mio palmo. L'accenno di barba che lo accompagna sempre solletica le mie terminazioni nervose e penso che mi servirà una doccia fredda più che calda, alla fine dello spettacolo. «Vogliamo andare?»

Accompagno Sage nel camerino designato, invitandolo a mettersi comodo e disprezzando per la prima volta il fatto che sembri così squallido, con il distributore di fazzolettini e tutto il resto. «Le serve altro?» domando ricacciando giù il nervoso.

«Solo te, nuda sotto la doccia, angelo.»

«Non sarò nuda. E non sono una prostituta» sottolineo ma m'irrigidisco alle sue parole.

«Allora resta in intimo, ma solo quello. Non mi interessa una scena del tipo car wash coi vestiti addosso, sto pagando una fottuta doccia» dice ma non sembra arrabbiato, solo molto attento alle mie reazioni.

SageLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora