SAGE
Raul è davvero fatto di un'altra pasta, perché l'orrore mi ha fatto sentire come se avessi ingoiato acido, quando mi ha raccontato cosa ha subito Sole ieri sera. Ha chiesto se volessi controllare i filmati, ma poi ho dovuto fermare la visione. Non ha fatto commenti, ma non so come riesca a restare indifferente a un orrore del genere. Forse è davvero sadico. Avevo pensato che ristabilire i nostri ruoli e tenere lontana Sole dopo l'episodio in cucina potesse aiutarmi, ma ho sbagliato tutto. Mi sono convinto che trattarla come una dipendente, sarebbe stato meglio che struggermi di desiderio ogni volta che la vedo, la penso, la sfioro. Perché adoro il modo in cui ha legato con Vinnie ed ho avuto paura di rovinare tutto. Il ritorno improvviso di Ella, il modo in cui è riuscita a scappare dopo ben due settimane di sevizie e soprattutto la scoperta dell'esistenza di Lavinia da parte di Prati, non potevano passare in secondo piano e ho preso la decisione peggiore possibile. Ignorare Sole.
La mia mente era così concentrata nel cercare ogni falla nel racconto di Ella prima e nel cercare un posto sicuro per nascondere Vinnie dopo, che quando ho avuto il tempo di ascoltare come sono andate le cose al club, era tardi e mi sono accontentato del rapporto stringato di Raul su Vince. Quando Sole è passata da me ieri notte so cosa ha pensato e una parte di me voleva disperatamente andare da lei, spiegarle che non era come pensava, che non ero stato con Ella. L'altra invece, quella che teme la perdita di controllo e il sopravvento delle emozioni, tutte cose legate a Sole, mi ha costretto a non agire. A farle credere che le cose stessero davvero così. Non ho mostrato la solita premura, mandandola fuori casa senza scorta. Se avessi saputo cosa era successo, non l'avrei mai persa di vista nemmeno per un istante. Personalmente.
Mi sono detto 'Cosa vuoi che succeda? Nessuno sa che è legata a me e poi starà via solo quattro ore' e poi invece non è tornata fino a sera e stavo già per uscire di testa. Avevo bisogno di Raul e Tony qui, per controllare Ella, Vinnie e avere il tempo per elaborare un piano. Sono stato sciocco e superficiale. Se non altro, adesso ho capito le occhiate di disapprovazione che mi ha scoccato Tony per tutto il giorno. Quando ha provato a parlarmi, qualche ora fa, stavo seguendo una pista sui rapitori di Ella e gli ho ordinato di lasciarmi in pace. Ora so cosa voleva raccontarmi. Raul mi ha detto che mentre è salito a farmi rapporto, è stato lui a medicare Sole. Cazzo, ha bisogno di uno specialista.
Con questo pensiero in mente cammino a lunghe falcate fino alla sua stanza, prima di bussare alla porta. «Sole apri.» Nessuna risposta. Provo ad aprire la porta, ma sembra chiusa dall'interno, così ricomincio a bussare come un forsennato. «Sole!» Niente. «Apri questa maledetta porta o ti giuro che la butto giù!» Batto sul legno come un forsennato, ma lei non apre. Mi fermo, ansante, mentre il terrore che faccia una sciocchezza mi attanaglia lo stomaco. Percepisco un fruscio dall'altra parte della porta e provo con un approccio diverso, perché l'unica cosa che voglio è vederla, assicurarmi che non mi stia lasciando. Mi merito l'Inferno per ciò che ha subito, ma non riesco ancora a lasciarla andare. Il mio angelo. «Lasciami entrare, per favore.» Lo dico a voce talmente bassa che non sono sicuro che mi abbia udito, ma miracolosamente sento la chiave girare nella toppa.
Lo spiraglio che si apre rivela una chioma chiara spettinata, che copre quasi per intero il volto. La luce è spenta anche se ormai si è fatto buio pesto e lei non pronuncia una parola. Non riesco a dirle nulla di tutto quello che mi frulla in testa, nemmeno una parola di ciò che volevo dirle, mentre restiamo uno davanti all'altra, io col respiro grosso e lei con l'espressione assente. I capelli arruffati sono umidi e la pelle chiara ha delle ombre, visibili anche nella luce fioca che entra dallo spiraglio del corridoio. «Posso entrare?»
Sussulta, ma si fa da parte, in silenzio. Varco la soglia, ma c'è talmente tanta confusione che mi fermo immediatamente. Di solito è tutto in ordine, sotto controllo. Questa stanza ora è lo specchio di chi la occupa. Un lieve sentore di bruciato penetra dalla portafinestra che da sul balcone. «Qualcosa va a fuoco?» Lei non risponde, è apatica e corro nella direzione del fumo, per scoprire che sta bruciando della stoffa nel cestino dei rifiuti. Quando riconosco gli indumenti che le ho fatto indossare ieri, mi sento morire. La guardo, non solleva nemmeno un sopracciglio, nessun broncio, neanche la tristezza adombra quegli occhi spenti.
STAI LEGGENDO
Sage
RomanceSage Thompson è un imprenditore di successo. Uno di quelli che sa cosa vuole e purtroppo per Sole, ora vuole lei. Più di qunto lui sia disposto ad ammettere. Lei, abituata a vivere ai margini per sua scelta, non vuole cedergli, nonostante il deside...
