18 - Prova di fiducia

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SAGE

Ho ignorato Tony e Sole da quando sono usciti ieri sera, perché ero geloso e incazzato. Non vorrei lasciarla uscire, preferirei che restasse dove posso controllare se sta bene, ma prima devo sincerarmi che Ella non stia facendo il doppio gioco. La necessità di tenere al sicuro Lavinia si scontra con i miei piani di stasera. Il mio informatore mi ha assicurato che Prati sarà in uno dei suoi club e ho troppa voglia di rivincita per restare a casa a poltrire. Ho bisogno di incastrare quel bastardo e fargli scontare ogni crimine, ogni porcata di cui si è reso responsabile. Per Julia. Vinnie. Sole.

Pensare a lei mi provoca una stretta al petto e divento irrequieto. Negli ultimi giorni si è allontanata e non posso credere che sia un caso. Ella diventa sempre più aggressiva quando lei è nei paraggi, tanto che sto pensando di sbarazzarmi di lei. Non sono un assassino, quindi non le farei del male, ma penserò domani a cosa fare. Stasera ho deciso di mettere in atto la mia prova, dato che non esiste situazione migliore.

Sole, Ella e Vinnie saranno da sole in casa. Ho chiesto a entrambe le donne di non darmi fuoco a casa mentre noi saremo via. Tony voleva restare a controllare che non si strappassero i capelli, ma ho rifiutato. Ho bisogno di sapere con certezza se posso ancora fidarmi di Ella oppure no. Sole è in grado di difendersi, spero solo che non approfitti della mancanza di sorveglianza per scappare via. So che ci sta pensando, lo vedo nel suo sguardo, le poche volte in cui riesco a incrociare i suoi occhi. Ha una tristezza dentro che vorrei spazzare via tenendola stretta a me, ma non sono un sentimentale, perciò mi limito a proteggerla. A volte la sogno, svegliandomi con un sorriso stupido in volto e poi invece scopro che accanto a me staziona Ella. Non sono sempre sogni erotici, ma aprire gli occhi e trovare un'altra nel letto mi distrugge. Purtroppo sono convinto che tenere stretti i nemici sia fondamentale e stasera scoprirò se mi sbaglio, se cercherà di mettersi in contatto con Prati o i suoi uomini. I ragazzi della sicurezza al cancello si terranno in contatto radio con Raul e le telecamere sono tutte in funzione, ho controllato poco fa.

Due ore dopo siamo di ritorno, senza aver concluso nulla. Sembra che Prati abbia avuto una soffiata e non si è presentato. Siamo riusciti a scucire poche, scarne informazioni sui suoi prossimi spostamenti da alcuni suoi impiegati, quelli assunti da poco per mansioni di poco conto, che non avrebbero potuto essere a conoscenza dei suoi traffici, ma avevano abbastanza memoria da saperci dire ogni quanto ha l'abitudine di presentarsi, dettagli di questo tipo. Non è il mio unico tarlo. Quando siamo usciti, Tony non era messo bene. È stato evasivo sui lividi che ha in faccia, cercando di propinarmi la favoletta che era stata Sole mentre si stavano allenando con il corpo a corpo, ma sembra che qualcuno abbia usato un'arma contundente e lei non ce la vedo. Devo approfondire l'argomento.

Il piano di sotto è immerso nell'oscurità, l'unica fonte di luce proviene dalle scale che portano di sopra e non sento rumori da quel piano, sembra che sia tutto in ordine. Forse si sono semplicemente ignorate per tutta la sera. Se Ella si sarà dimostrata degna di fiducia, da domani le cose saranno diverse. Ammorbidirò la sorveglianza e mi concederò di restare più di due minuti da solo con Sole. La gelosia di Ella è un problema, ma non abbiamo una relazione e le ho sempre detto di non aspettarsene una con me. Dovrà convivere con la consapevolezza che non è la mia donna, non lo sarà mai, perché nessuna mi è mai entrata dentro come la bionda che ho incontrato al Fairytale. Sembra trascorso un secolo da allora, mentre sono solo poche settimane.

Non ci siamo ancora nemmeno baciati, eppure mi sento come se fossi legato a lei a doppio filo. Non sono capace di dimostrarglielo e dopo la morte di Julia e Samuele mi sono chiuso ancora di più in me stesso, ma lei mi fa desiderare di più. Vorrei stupirla con una sorpresa, portarle fiori, discutere dei film che le piacciono, fare un picnic e posare il capo sul suo grembo e farmi accarezzare i capelli, come faceva ogni tanto con Vinnie, nei pomeriggi che abbiamo trascorso assieme in giardino. Brucio dal desiderio di una quotidianità con lei e mia nipote. Non so se la merito, probabilmente no, ma non riesco a smettere di sperare, anche se a causa mia ha subito cose a cui mi rifiuto di pensare per non impazzire. Domani forse, potrò concedermi di stringerla almeno tra le braccia e vederla arrossire. «Vado a controllare Vinnie» sussurro ai ragazzi, salutando con un cenno Raul, che si è fermato davanti alla porta della sua stanza. La mia e quella di Sole sono le prossime, Tony dorme in fondo, in modo da coprire ogni zona attorno alla piccola. Apprezzo che Raul riesca a vedere al buio come i gatti, ma io non ci riesco, così accendo le luci.

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