1- Nuova Ossessione

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SOLE

Non credevo che sarei finita a fare la spogliarellista. Quando sono scappata dalla mia famiglia, dalla vita dorata che ricopriva i traffici illeciti di cui si occupa, sapevo che avrei dovuto mantenermi svolgendo lavori discutibili, di quelli in cui i datori non chiedono informazioni. Dopo aver servito ai tavoli, fatto le pulizie e rifiutato di spacciare, sono arrivata al Fairytale e Polly, la proprietaria, mi ha offerto una possibilità a cui non avevo mai pensato. D'altronde, un locale di peep show non sarebbe stata la mia prima scelta lavorativa.

Il locale, poco distante dalla topaia in cui vivo, vende sogni, o almeno questo è lo slogan. Di fatto, mi permette di frequentare le lezioni all'università, quindi cerco di vedere le cose in prospettiva. Ho vent'anni e ho imparato più cose sugli uomini e sul loro cervello della maggior parte delle donne. Sarò presuntuosa, ma lavorare al Fairytale mi ha levato l'incanto dagli occhi. Sono al sicuro mentre svolgo il mio lavoro, tanto mi basta, ma ogni tanto il sesso mi manca. Sento il bisogno di qualcuno che mi guardi con desiderio perché sono io, non perché incarno la sua fantasia. Momenti in cui vorrei trovare un ragazzo sexy e deciso che mi carichi in spalla come un moderno vichingo e mi chiuda in camera da letto per almeno ventiquattr'ore. Purtroppo, non credo di trovarne uno fuori dalla porta come un pacco regalo e non dovrei indugiare in questi pensieri, mentre studio per l'esame di Chimica Inorganica, ma fuori piove e i pensieri virano presto verso tutto ciò che mi manca, mamma soprattutto. Se lei fosse ancora viva, forse papà avrebbe ascoltato e non mi avrebbe presa a schiaffi quando ho annunciato che intendevo iscrivermi all'università. I ricordi riaffiorano senza che io lo voglia.

«A cosa mi serve un chimico in famiglia? Mica traffico droga!»

«Lo dirò agli agenti quando ti arresteranno a causa dei tuoi affari» ho replicato con un sorrisetto. Me lo ha levato con un manrovescio che mi ha scaraventata contro la credenza intagliata dietro il grande tavolo della sala da pranzo. E io che credevo sarebbe stato orgoglioso che sua figlia fosse stata accettata al corso di Chimica del M.I.T. Ho alzato gli occhi già gonfi di lacrime su di lui, poi su Guido e Samuele, ma gli ultimi due mi guardavano impassibili. Non avrebbero combattuto la mia battaglia, quando papà si infuriava era impossibile trattenerlo, anche se ero sua figlia. Per questo avevo ideato un piano, dovevo solo seguirlo.

«Non mancarmi di rispetto!» Ho tirato su col naso e mi sono pulita la faccia dalle lacrime, prima di replicare che era lui a non rispettare me. Ci ho guadagnato un altro schiaffo, più forte del precedente, che mi ha fatto temere di essere diventata sorda, quando ho iniziato a sentire un ronzio all'orecchio e a non comprendere le parole pronunciate da papà. «Non presentarti più davanti a me finché non avrai capito qual è il tuo posto!» Mi ha urlato in faccia, affinché le parole penetrassero nella mia mente stordita dalle botte. Non ho guardato in volto nessuno a quel punto. Non c'era modo di discutere. Mi sono tirata su a fatica, barcollando contro la sedia più vicina e poi ho raddrizzato la schiena, usando l'orgoglio come scudo.

«Come desideri, padre.» Mi sono imbottita di antidolorifici e ho atteso la sera, quando sono usciti per andare al club, poi me ne sono andata. Ho preso pochi abiti, tutti i contanti che avevo e la piccola pistola che lui mi ha regalato per i miei diciotto anni, ne ho usato il calcio per stordire la guardia appostata sul retro e sono scappata. Due settimane dopo ho trovato Guido, il suo vice, ad aspettarmi fuori dalla facoltà di Chimica.

«Tuo padre vuole che ritorni a casa» ha annunciato, impassibile come al solito.

«Ha detto di non farmi più vedere finché non avrò messo la testa a posto, c'eri anche tu, lo sai bene. Ho intenzione di eseguire il suo ordine.» Mi sono allontanata senza aspettare la sua risposta, sapevo già cosa sarebbe successo. La sera stessa me lo sono ritrovato davanti alla porta dell'appartamento in cui vivevo. «Puoi andartene. Non mi metterò in pericolo, ma non intendo tornare» ho dichiarato appena ho aperto la porta. Guido non ha fiatato, io ho richiuso la porta e ho fatto i bagagli, di nuovo. Dopo tre tentativi di riportarmi a casa, ho trovato un biglietto sotto l'uscio di dove avevo traslocato.

Rispetto la tua caparbietà. Vuoi che ti lasci in pace? Bene, ma torna a casa, presto.

Papà

Non ho seguito il suo consiglio, anzi, ho chiamato mia cugina Letizia in Italia e le ho chiesto aiuto per sparire dal radar di papà, con le sue abilità da hacker. Ho modificato perfino il nome con cui mi ero iscritta all'università, cambiando auto e alloggio ogni due mesi, finché lui ha perso le mie tracce.

Quando Letizia mi ha contattata qualche settimana fa, per darmi la terribile notizia della morte del mio amato Samuele, temevo che sarei stata così addolorata da desiderare di tornare da papà almeno per presenziare al funerale, invece ho resistito. Ho elaborato il dolore del lutto da sola, chiusa a piangere nel monolocale che ho affittato e ho desiderato di morire anch'io, ma ho tenuto duro. Non è passato, non del tutto, ma recitare ruoli diversi al Fairytale mi ha aiutato a distrarmi.

Sospiro, cercando di non rimuginare sull'unico uomo che abbia attratto la mia attenzione da mesi, Sage Thompson. Dovrei tenermi alla larga da lui, odiarlo perfino, ma la verità è che qualcosa in lui mi attrae nel profondo. Conosco il suo nome da tempo, ma non ho mai cercato informazioni sul suo conto, non volevo sapere niente di lui. Non sapevo che aspetto avesse finché non si è presentato al locale, qualche giorno fa. Dapprima ho pensato che il nome fosse una coincidenza, poi che il mandante dell'assassinio di Samuele volesse sfidare la sorte in quel modo, invece ho capito che lui non ha idea di chi io sia, cos'era Samu per me.

In questo istante poi, sono arrabbiata perché lo desidero con ogni fibra del mio essere e mi odio per questo. Ogni volta che in sogno mi regala gli orgasmi più sfrenati, grido di piacere e frustrazione, sentendomi sporca, vile e vibrante di vita nello stesso istante. Ha un magnetismo a cui non riesco a resistere e sarebbe dannatamente più facile se potessi ignorarlo e proseguire con la mia vita.

Si è presentato all'inizio della settimana a Fairytale per discutere di affari con Polly. Non mi ha degnato di un'occhiata, ma io non sono riuscita a distogliere lo sguardo da lui, seguendo le sue mosse e il suo modo di parlare. Arrogante, determinato e probabilmente pericoloso, date le informazioni che posseggo, eppure mi ha attratta anche se ha quasi il doppio dei miei anni. Alto quasi uno e novanta, ha spalle larghe e muscolose e dalla camicia di jeans con le maniche arrotolate spuntavano la pelle abbronzata e i polsi adorni di braccialetti di cuoio e acciaio. Questo particolare, insieme alla barba corta e ai capelli scompigliati, mi hanno fatto pensare a lui come a un moderno pirata. I pantaloni scuri e stretti sulle lunghe gambe mi hanno quasi fatto sospirare e se non fosse stato Sage Thompson, sarebbe stato fantastico, perché da quel giorno non faccio altro che intensi sogni erotici con lui come protagonista e odio sembrare una ragazzina. Di solito questo non mi pesa, ma non ottenere l'attenzione di Thompson, quando lui ha guadagnato la mia così facilmente, è stato uno smacco tale che mi sono offerta per la danza privata che ha prenotato per domani sera, pur di farmi notare. Polly mi ha guardata con sospetto, ma ho liquidato la cosa dicendo che questo mese ho bisogno di qualche entrata extra. Non so se ci abbia creduto, ma domani sera mi esibirò per lui e tremo all'idea di sentire quello sguardo oscuro e provocante su di me.

SageLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora