<Hermione?> lo invitai a continuare con un gesto svogliato della mano. <È inizio marzo. Si può sapere perché invece di togliere le decorazioni natalizie, ne stai mettendo altre?> sorrisi, continuando a riempire le aste delle tende di lucine. <Perché questo posto è molto scuro e.... un po' triste. E le lucette mi fanno un senso di.... ehm.... famiglia?> alzai le spalle, arrossendo. Il ragazzo mi si avvicinò, cingendomi i fianchi. <Famiglia eh?> trattenni il fiato. Non ne avevamo mai parlato, ma dopotutto non aveva senso. Stavamo insieme da poco più di due mesi. Nonostante questo, però, mi sembrava di conoscerlo da sempre. Ci capivamo al volo, anticipando le esigenze dell'altro. Riuscivamo a leggerci dentro, capendo perfettamente quando uno dei due stava male. Sapevamo accontentarci a vicenda. Anzi, il nostro ultimo accordo era la liberazione degli elfi domestici in cambio di una notte di sesso. Una notte intera, si intende. 12 ore. Avevo ancora mal di schiena.... <Dovremmo dare un ballo. A mia mamma farebbe piacere.> sorrisi, saltandogli in braccio. <Sono completamente d'accordo. E poi, ho proprio voglia di vedere Zabini.... possiamo farlo a tema? Sceglierei il colore verde, stava particolarmente bene a Blaise....> il biondo alzò un sopracciglio. Mi piaceva particolarmente farlo ingelosire. <Devo essere geloso di Zabini?> Risi, dandogli un bacio a fior di labbra. <Per niente. Riparliamone quando Zabini avrà i capelli biondi, gli occhi azzurri e un fisico da paura...> mi baciò mordendomi il labbro inferiore. Infilò le mani sotto il mio maglione, provocandomi brividi di freddo. Mi aggrappai al suo collo, tirandogli leggermente i capelli. <Comunque... questa casa è davvero triste. Puoi divertirti come vuoi....> alzai un sopracciglio, guardandolo scettica. <Quindi potrei anche riempirla di rosso e oro?> lui rise, lasciandomi un bacio sul naso. <Non mi interessa... mi basta che rimanga tu...> gli sorrisi, carezzandogli la guancia. <E io rimango.> nonostante volessi portarlo al piano superiore o addirittura sul tappeto poco distante, dovevo tentare di preservarmi. Vorrei anche camminare con le mie gambe. Scesi a terra, per poi risalire sulla scala. <No... Herm... torna giù dai... ho bisogno di te....> scossi la testa, continuando a sistemare le lucette. <Te l'ho detto Malfoy, una volta al giorno sì, ma non di più. Vorrei anche camminare!> lui sbuffò, incrociando le braccia. Sembrava un bambino piccolo. <Dai! Sarò delicato!> Risi di gusto, quasi a lacrimare. <Delicato? Non puoi farci niente! Sei ingombrante, Draco. Non ci si può far niente!> lui fece un inchino, lusingato dal mio complimento poi andò verso la cucina. Sorrisi, scuotendo leggermente la testa.
<Draco!> <Uhm?> il biondo fece capolino dalla porta, la guancia sporca di cioccolato. <Punto primo, non mangiare cioccolato prima di cena. Punto secondo, come si accende questo coso?> indicai l'enorme grammofono posto nell'angolo. Lui sorrise, venendomi incontro. <Quello non funziona... inoltre mio papà aveva dei gusti musicali che ti sconsiglio fortemente. Vieni> mi strinse a se, poggiandomi il braccio sui fianchi. Mi portò al piano superiore, in uno dei tanti corridoi che non avevo ancora esplorato. Aprii una porta dietro l'altra, fino a giungere ad una di legno, finemente intagliata. Spalancò il battente, invitandomi ad entrare. Era una stanza di pianta circolare, con alte vetrate che arrivavano al soffitto e un pianoforte nel centro. Nel muro dietro la porta erano appese una decina di chitarre e appoggiate a terra giacevano delle custodie che pensai contenessero viole e violini. <Wow, ma... tu sai suonarlo?> chiedi indicando il pianoforte nero. Lui annuì, sedendosi nello sgabello. <Cosa vuoi sentire?> pensai qualche secondo poi, sperando la conoscesse, risposi. <Sai suonare Where is my mind? Quella di Maxence Cyrin...> lui sorrise. <Certamente, è la mia preferita.> Poggiò le dita sui tasti e cominciò a suonare, muovendo abilmente le mani sulla tastiera. Mi appoggiai allo strumento, reggendo la testa con la mano. Senza smettere di suonare, estrasse la bacchetta dalla tasca e fece un incantesimo a me sconosciuto. Si alzò e mi venne incontro, mentre lo strumento suonava da solo. Mi porse la mano, inginocchiandosi leggermente. Lo strinsi a me, mentre ballavamo sulle note di quella meravigliosa melodia. Lui nascose la testa nella mia spalla e fece un respiro profondo. <Dio come ti amo...> lo strinsi più forte, ringraziando Merlino e tutti gli dei di avermi fatto conoscere una persona così speciale. Quando la canzone terminò, si staccò leggermente, infilando una mano in tasca. Senza staccare lo sguardo dal mio si inginocchiò, aprendo una scatolina di velluto. Trattenni il fiato. <Hermione, volevo chiedertelo più avanti... ma non riesco ad aspettare ancora per sapere che sarai mia per sempre...> si schiarii la voce, mentre lacrime salate mi solcavano il volto. <Hermione Jean Granger, vuoi farmi l'immenso onore di diventare la Signora Malfoy?>
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𝗦𝗘𝗜 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗜𝗦𝗦𝗜𝗠𝗔, 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗚𝗘𝗥 𝗗𝗿𝗮𝗺𝗶𝗼𝗻𝗲
Fiksi Penggemar|COMPLETA| *Draco ed Hermione troveranno due gioielli che li legheranno in modo indissolubile.* I fatti narrati sono di mia invenzione, perciò soggetti a copyright.©
