Nausee mattutine

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Mi alzai di scatto, portandomi una mano alla bocca. Corsi in bagno e mi accucciai accanto al water, rimettendo. Due mani mi raccolsero i capelli in una coda. <Stai bene?> annuii, tirando lo sciacquone. <Dobbiamo chiamare un medimago.> scossi la testa lavandomi il volto con l'acqua gelida. <Sto bene. Non è niente di che.> uscii dalla stanza seguita dal biondo. <È la quarta volta questa settimana, Hermione!> lo liquidai con un gesto svogliato della mano. <Torna a dormire, Draco. Sto bene, non vedi?> lui mi strinse le spalle, scrutandomi negli occhi. <Vai a letto. Ora devo chiamare Ginny.> lui scosse la testa, sparendo oltre la porta. <E tu credi che la rossa sia sveglia alle 5 di mattina?> presi il telefono e composi il numero. <Certo che è sveglia, ha le nausee mattutine...> aggrottai le sopracciglia, riponendo il cellulare al suo posto. Mi appoggiai al bancone, respirando affannosamente. Il mio cervello ragionava velocemente, vagliando le varie possibilità. Corsi al piano superiore, verso la stanza da letto. Accesi la luce e spalancai le tende. <Ma che cavolo...> ignorai i lamenti del biondo, concentrandomi sull'arazzo che raffigurava l'albero genealogico della famiglia Malfoy. Cercai il nome di Draco e, una volta trovato, impallidii. Un sottile rametto dorato nasceva dal centro del nome, finendo con un germoglio in fioritura. Mi portai una mano alla bocca, indietreggiando. Lo sguardo del ragazzo andò nella mia stessa direzione, prima di pietrificarsi. <Hermione...> mi aggrappai al baldacchino del letto, respirando affannosamente. <Hermione...> mi girarsi verso il ragazzo. <Sono... incinta...> il suo volto si illuminò di una nuova luce. Mi prese in braccio facendomi fare qualche giro in aria. <Avremo un bambino! Avremo un bambino!> risi con lui, aggrappandomi al suo collo. <Saremo genitori!> lo baciai a lungo, fino a rimanere senza fiato. <Herm...> mi voltai verso lo specchio. I miei capelli erano tornati marroni, come gli occhi, lucidi per le lacrime di gioia. <Devo dirlo a Ginny!> saltai a terra, per poi correre verso le scale. Presi il telefono al volo e composi il numero della mi amica, sbagliando un paio di volte per la fretta. <Pronto?>

<Hey Ginny!>

<Hermione! Ma perché devi chiamarmi a ques->

<Ginny sarai zia!> ci fu qualche secondo di silenzio, poi, un urlo da squarciare i timpani. <O mio Dio! Arrivo! Arrivo!> mezzo secondo dopo la ragazza era davanti a me, ancora col telefono in mano. Mi saltò in braccio, urlando di gioia. <Sarò zia! Dove cazzo è? Dov'è Malfoy!> indicai il piano superiore e la rossa ci si fiondò alla velocità della luce. <Rossa?!> poi sentii solo un tonfo e un'imprecazione al buon merlino. <Complimenti Malfoy!> Risi preparando del the. Quando I due scesero, Draco si stava massaggiando la nuca. <Ginny... va a casa e vestiti, poi torna con Jack che mangiamo... ma ti sei smaterializzata?! Non puoi! Sei incinta!> lei scrollò le spalle saltellando prima di sparire nuovamente. Mi voltai con un sorriso a trentadue denti verso il biondo. Il ragazzo mi sorrideva a sua volta, con gli occhi lucidi per l'emozione e la mano leggermente tremanti. <Bene, cosa preparo da mangiare?> lui spalancò gli occhi, scuotendo la testa. <Non se ne parla proprio.... Ora chiamiamo gli elfi. Non mi interessa quello che pensi. Li pagheremo, gli daremo giorni di vacanza e tutto il resto ma TU non devi affaticarti.>Sbuffai incrociando le braccia il petto. Prima ancora di aprire bocca per protestare, una decina di piccoli esserini vestiti elegantemente mi comparì al fianco. Alcuni si diressero verso le cucine, altri al piano superiore a pulire. <Preparate un'abbondante colazione per quattro...> poi mi guardò il ventre. <Cinque... anzi, sei.> lo guardai accigliata, dirigendomi a grandi falcate al piano superiore. Passai a tavoletta tutti gli armadi della cabina armadio, ma alla fine optai per un vestitino leggero color azzurro pastello. Era meglio usufruire degli abiti più belli prima che crescesse la pancia. Mi pettinai e truccai leggermente, felice come non lo ero mai stata. Quando tornai in sala da pranzo, Jack e Ginny erano già arrivati e stavano parlando con Draco. Gli poggiai una mano sulla spalla, attirando così la sua attenzione. <Vai a cambiarti.> Lui annuii e si congedò educatamente. <Hermione tu lo sai che dovrai raccontarmi tutto, vero?> li feci accomodare, sedendomi difronte alla rossa. <Preferirei evitare, sinceramente, ma se proprio devo...> la più piccola di casa Weasley applaudì ripetutamente, dando sfogo alla sua gioia. <Che bello! Poi andremo a comprare i vestiti per i bambini insieme!> le sorrisi. Più per educazione che per vera gioia. Avevo intenzione di passare 9 mesi con Draco. Ogni minuto della mia giornata.

Quando, finalmente, i due ragazzi se ne andarono, mi lasciai andare ad un sospiro di sollievo. <Draco?> il biondo arrivò come un fulmine, nonostante avessi solo sussurrato il suo nome. <Stai bene?> annuii, dirigendomi verso il piano superiore. <Balliamo?> lui mi corse dietro come un cagnolino, sempre mantenendo sul volto quel sorrisetto da ebete. Mi aprì la porta della sala musica, permettendomi l'accesso. <Canzone?> non ci pensai neanche un secondo. Gli chiesi la mia canzone preferita. La canzone che avevamo più volte ballato sotto il chiaro di luna, prima o dopo aver fatto l'amore. <La nostra.> Lui sorrise complice, muovendo le pallide dita sui tasti. Agitò la bacchetta in aria per poi alzarsi e venirmi incontro. Mi mise delicatamente un braccio dietro la schiena, prendendomi l'altra mano e sollevandola a mezz'aria. Lo seguii ed aiutai nei movimenti, ormai eseguiti tante volte. <Ti amo.> mi mise un ricciolo dietro l'orecchio, senza interrompere il contatto visivo. <Ti amo anche io. Non immagini quanto.> 

𝗦𝗘𝗜 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗜𝗦𝗦𝗜𝗠𝗔, 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗚𝗘𝗥  𝗗𝗿𝗮𝗺𝗶𝗼𝗻𝗲Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora